FRANCESCO PISCHEDDA/ Poliziotto morto in tragico inseguimento: il retroscena, gli straordinari col “contagocce” (ultime notizie Oggi, 4 febbraio 2017)

- La Redazione

Francesco Pischedda, poliziotto morto in tragico inseguimento: “Esempio di coraggio e abnegazione”. Ultime notizie di oggi, 4 febbraio 2017, e gli aggiornamenti sulla scomparsa dell’agente

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Treviso, ubriaco al volante: assolto - Foto La Presse

Sono tanti i messaggi di cordoglio per la morte di Francesco Pischedda, il poliziotto morto in un tragico inseguimento, ma anche di ringraziamento per la professionalità con cui il 28enne ha svolto il suo lavoro. A lui comunque il mestiere da poliziotto piaceva, anche se gli straordinari non li prendeva con i 1400 euro al mese di stipendio, ma quando lo Stato aveva la disponibilità per quei soldi. Potevano passare mesi, anche un anno. I retroscena sono stati svelati da Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, sulle cui colonne ha raccontato oggi che a Francesco Pischedda spettavano 6 euro netti all’ora per gli straordinari, meno di quanto percepisce una colf. «Nel 2014 aveva ricevuto un encomio e poi era stato promosso ad agente scelto» racconta Belpietro. Giovedì purtroppo la tragica di Francesco Pischedda, che lascia la moglie Anna e una figlia. Le aveva salutate alle 19, un’ora e mezza dopo la morte.

Il poliziotto Francesco Pischedda è morto due notti fa per le gravissime ferite riportate precipitando da un cavalcavia a Colico, in provincia di Lecco, nel corso di un inseguimento. L’agente è caduto durante la colluttazione con uno dei fuggitivi che non si erano fermati all’alt. Ieri si sono tenuti i funerali dell’agente scelto della Stradale, che era nato a Imperia ma viveva a Nuova Olonio, una frazione di Dubino, con la compagna e la figlia di nove mesi. I colleghi hanno letto un testo per ricordare la professionalità di Francesco Pischedda e per raccontare aneddoti simpatici che hanno caratterizzato gli anni di lavoro trascorsi insieme. «Angelo blu» così lo hanno chiamato i colleghi prima di salutarlo. Dolore e sgomento per la tragica fine del 28enne: lo ha espresso anche il questore di Lecco, Gabriella Ioppolo. Del caso ha parlato anche il capo della Polizia Franco Gabrielli: «Quanto accaduto questa notte a Lecco rappresenta l’ennesimo estremo sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia di Stato versato per la garantire la sicurezza e il vivere civile dei nostri concittadini».

Hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’agente Francesco Pischedda anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti (clicca qui per visualizzare il messaggio pubblicato sul sito del Viminale), e il segretario generale del sindacato Siulp, Felice Romano, che ha colto l’occasione per evidenziare le esigenze dei poliziotti: bisogna dotarli «di idonei strumenti, quali il taser o un banale spray al peperoncino, che potrebbero evitare colluttazioni o contatti con quanti usano violenza contro i poliziotti per sottrarsi all’identificazione o per garantirsi la fuga». Come riportato da Il Giorno, l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, ha espresso un augurio: «Si faccia presto chiarezza su quanto accaduto e che i responsabili paghino pesantemente per quanto successo». Il poliziotto Francesco Pischedda è, infatti, morto precipitando da un cavalcavia nel corso di un inseguimento.

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