BLOCCO TRAFFICO AUTO MILANO, FIRENZE E TORINO / Il decreto ‘pesante’ del sindaco Appendino: stop circolazione Euro 3 e 4 diesel (Oggi 5 febbraio 2017)

- La Redazione

Blocco traffico auto Firenze, Milano e Torino: stop alla circolazione di Euro 3 e 4 diesel, ancora divieti nonostante la pioggia (Oggi, 5 febbraio 2017) 

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Treviso, ubriaco al volante: assolto - Foto La Presse

Prosegue la mano pesante sul blocco traffico auto in Piemonte, con il livello di smog all’interno delle località di Torino e periferia che purtroppo continua a non scendere nonostante la pioggia arrivata copiosa nelle ultime 36 ore. Dopo le novità espresse settimana scorsa dal Comune di Torino, la novità del weekend vede un nuovo decreto “choc” della sindaca m5s Chiara Appendino, decisa a combattere duramente l’inquinamento. Come riporta La Stampa, «Martedì la giunta Appendino approverà un nuovo provvedimento, molto più severo, che sarà in vigore dal 13 febbraio al 15 aprile. I diesel Euro 3 non potranno più circolare e la temperatura negli edifici pubblici andrà perennemente ridotta di un grado. Dopo sette giorni di Pm10 oltre i 50 microgrammi si fermeranno i diesel Euro 4 e la temperatura negli edifici pubblici dovrà essere ridotta di due gradi». In pratica nel decreto del Comune, verrà apportata anche la seguente misura: se il Pm10 supera i 100 microgrammi per tre giorni di fila scatta il blocco totale della circolazione di tutti i mezzi diesel in città e la chiusura al traffico della Ztl. Infine, con il Pm10 per tre giorni a 150 microgrammi si arriva al blocco totale della circolazione. Le nuove misure valgono tutti i giorni nei soliti orari: dalle 8 alle 19 per il trasporto persone e dalle 8,30 alle 14 e dalle 16 alle 19 per il trasporto merci.

Continua anche oggi il blocco del traffico auto a Milano, Torino e Firenze. Per quanto riguarda Milano entrano oggi in vigore le misure di secondo livello del Protocollo Aria con lo stop ai veicoli Euro 0 benzina e da Euro 0 a 3 diesel, tutti i giorni dalle ore 7:30 alle ore 19:30. Si tratta di misure straordinarie che vengono adottate dopo sette giorni consecutivi di superamento del limite giornaliero di Pm10 di 70 microgrammi per metro cubo. Sono ancora attivi anche i limiti agli impianti di riscaldamento. Per quello domestico, si legge sul sito del Comune di Milano, “potranno essere utilizzati impianti alimentati a biomassa legnosa non inferiori alla classe 4 stelle in base alla classificazione ambientale individuata dalla Regione Lombardia”. E resta in vigore il limite a 19° C (con tolleranza di 2° C) per le temperature medie nelle abitazioni e negli esercizi commerciali. Il blocco del traffico auto a Milano sarà sospeso “dopo due giorni consecutivi sotto i limiti di 70 microgrammi al metrocubo, con l’acquisizione del rilevamento ufficiale il terzo giorno e conseguente efficacia il quarto”.

Ancora il blocco traffico auto per le città di Milano, Torino e Firenze, e non solo, con i livelli di smog che purtroppo non sono diminuiti neanche con l’arrivo della pioggia di queste ultime 48 ore. La Regione che ha messo maggior mano dura sulla vicenda inquinamento è certamente il Piemonte, dopo che il protocollo regionale sui dati di Arpa ha dato ancora esiti negativi per quanto riguarda la qualità dell’aria su Torino e sulle altre province. Il Comune del sindaco Appendino ha deciso di fermare anche i veicoli Diesel Euro 4 nonostante venerdì i limiti dello sfogo erano scesi sotto il limite di legge dei 50 microgrammi al metro cubo; il motivo è semplice, dato che per tre giorni consecutivi si è superato i 100 microgrammi al metro cubo di Pm10: 117 il 31 gennaio, 101 il primo febbraio, 112 il giorno successivo. Secondo il protocollo regionale anti smog tre giorni con il pm10 oltre i 100 microgrammi significano blocco alla circolazione dei diesel Euro 4 e due gradi in meno negli uffici pubblici. 

Mentre a Milano il blocco traffico auto è scattato ieri sabato 4 febbraio senza la previsione di una data di termine allo stop alla circolazione, a Torino le disposizioni per i mezzi più inquinanti sono differenti. A Milano, dopo sette giorni consecutivi di superamento del limite giornaliero di Pm10 di 70 microgrammi per metro cubo, sono entrate in vigore le misure straordinarie di secondo livello previste dal “Protocollo regionale sulla qualità dell’aria”. Il blocco traffico auto a Milano prevede da ieri lo stop ai veicoli Euro 0 benzina e Euro 0, 1, 2 e 3 diesel dalle ore 7.30 alle ore 19.30 anche nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi. I veicoli commerciali Euro 3 diesel senza filtro antiparticolato non potranno circolare dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 18 alle 19.30. Il divieto di circolazione è iniziato sempre ieri anche a Torino ma andrà avanti solo oggi e domani. Il blocco traffico auto a Torino prevede il divieto di circolazione Euro 4 diesel. Sul sito del Comune si legge che, a seguito delle rilevazioni Arpa, in merito alla concentrazione di pm10 nell’aria, i veicoli diesel Euro 0,1,2,3,4 e benzina/gpl/Metano Euro 0 non potranno circolare (dalle 8 alle 19 per trasporto persone e dalle 8,30-14 e 16-19 per trasporto merci). L’amministrazione comunica inoltre che “anche se il cruscotto regionale segnala un livello differente, per la Città di Torino verrà applicato il livello arancio”.

Cinque giorni di blocco traffico auto sono stati disposti a Firenze per i livelli di inquinamento che hanno superato i limiti. Da ieri sabato 4 a mercoledì 8 febbraio sono scattate le ordinanze di stop alla circolazione per determinate categorie di veicoli non solo nel Comune di Firenze ma anche nei Comuni dell’ “agglomerato urbano”: Calenzano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa, Scandicci, Bagno a Ripoli. I provvedimenti dureranno cinque giorni e non si interromperanno se il meteo migliorerà. Il blocco traffico auto è previsto dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30 nei centri abitati per le seguenti categorie di veicoli: motocicli a 2 tempi Euro 1; autovetture a benzina Euro 1 e a diesel Euro 2 ed Euro 3, veicoli diesel Euro 1 ed Euro 2 per il trasporto merci. Prescritto anche il divieto, in ambito domestico, di accensione di caminetti, stufe, termocamini o termostufe alimentati a legna, qualora non rappresentino il principale sistema di riscaldamento, e la riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento a gasolio o pellet che potranno rimanere in funzione al massimo per otto ore giornaliere.



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