LA SBRONZA DEL SABATO SERA/ Troppo alcool a 20 anni? A 40 depressi e dementi (e la cirrosi…)

- Paolo Vites

Aumenta sempre di più il consumo di alcolici tra giovani e giovanissimi, ignari delel conseguenze a cui tutto questo potrà portare, ecco cosa ne dicono gli esperti

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Ragazza che beve vino (immagine dal web)

Ormai l’happy tour è abitudine consolidata in qualunque città italiana, dalle più piccole alle metropoli. Impossibile non notare fuori dei locali all’ora dell’aperitivo folle di giovani sui marciapiedi oltre che all’interno ovviamente, stipati all’inverosimile. D’altro canto con pochi euro è possibile quasi farsi una cena data l’abbondanza di cibarie che vengono offerte e così un drink tira l’altro e una birra ne tira altre due o tre. Questo accade durante la settimana, poi c’è il weekend, naturalmente, in cui si indugia negli alcolici in modo ancor più abbondante.

Tanti giovani sui vent’anni o giù di lì non sanno capire quanta è la quantità giusta di alcol, non solo per gli effetti immediati (le famosi stragi del sabato sera che grazie a Dio si sono abbastanza ridotte), ma anche gli effetti a lungo termine sul fisico. Sul sito della rivista Vice alcuni esperti rispondono alle domande in merito, in particolare “cosa succede all’organismo di un ventenne che passi due o tre sere alla settimana bevendo pesantemente?”. Ecco alcune delle risposte. Tutti gli esperti ovviamente sottolineano che bere alcol in modo esagerato per anni comporta conseguenze fisiche anche se non subito: sul fegato prima di tutto ma anche a livello di cervello colpendo sulla memoria e lo sviluppo del cervello.

Un dato interessante che non molti citano lo spiega la dottoressa Jarvis, consulente di Drinkware, l’effetto depressivo dell’alcol: “All’inizio ti senti euforico perché l’alcol interviene sulla parte del cervello che allenta le inibizioni, ma il consumo eccessivo in un ristretto arco di tempo ha un legame con la depressione. Sappiamo anche che la maggior parte dei tentati suicidi vede una qualche presenza dell’alcol. In più, l’abuso accresce il rischio di danni volontari o involontari alla persona”.

Altro dato interessante è che la soglia del bere troppo si è abbassato: oggi si registrano problematiche al fegato e al cervello (demenza) su persone di 40 anni, mentre prima si verificavano tra i 60 e gli 80 anni. Altro consiglio che viene dato è di cercare di lasciare un po’ di giorni tra una bevuta e l’altra, sia per dare respiro al fegato sia per non sviluppare una dipendenza a bere sempre di più. Infine l’informazione: i ventenni pensano di essere immuni agli effetti dell’alcol, dato che gli effetti come la cirrosi si vedranno solo anni e anni dopo. Quindi devono sapere che fra qualche anno soffriranno le conseguenze del bere troppo.

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