ABORTO LIBERO PER MARIA/ Scritta sul muro della Chiesa, il parroco risponde su Facebook

- Paolo Vites

Scritta blasfema sui muri di una parrocchia di Milano, il parroco scrive una lettera su facebook all’anonimo autore e dà esempio di civiltà e coraggio ecco di cosa si tratta

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"Aborto libero", foto dal web

Si dice tanto che invece di frequentare i social network bisogna vivere la vita reale, incontrarsi fisicamente, avere rapporti veri. Questa volta però si può proprio dire il contrario e che cioè i social network, nel caso facebook, permettono di mettere in pubblico a quanta più gente possibile la vigliaccheria di chi nella vita reale usa l’anonimato e che altrimenti pochi conoscerebbero. Lo ha fatto il coraggioso (e simpatico, perché dotato di una bella ironia sana) parroco di San Michele Arcangelo e Santa Rita, zona Corvetto, periferia sud di Milano. Su un  muro della sua parrocchia è apparsa la scritta fatta a spray “aborto libero (anche per Maria)”, stupida e offensiva e ovviamente anonima.

Chissà che gesto rivoluzionario pensava di star compiendo il poveretto. Don Andrea Bellò ha invece aperto facebook e gli ha scritto una bellissima lettera che sta diventando virale per il successo che sta avendo: “«Caro scrittore anonimo di muri, Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Poteva abortirti. Ma non l’ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo. Mi dispiace ma non sono d’accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt’ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c’è del buono che deve solo riuscire a venire fuori. L’aborto è il “non senso” di ogni cosa”.

Continua il sacerdote: “È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. É un’ideologia che vince su un’umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti. Tu evidentemente di coraggio non ne hai. Visto che sei anonimo. E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto. Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi! Io mi firmo: don Andrea».

Coraggioso e simpatico, non vigliacco e banale come l’autore della scritta anonima. Un esempio di come usare i social in modo intelligente. Anche perché nessuno può contestare o replicare a parole così intrise di umanità e saggezza.

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