SAN DOMENICO/ Santo del giorno, l’8 agosto si celebra il protettore degli astronomi

- Alessandra Pavone

San Domenico nasce a Calahorra, nella Vecchia Castiglia (Spagna), nel 1770 circa. Il sato è considerato il protettore di astronomi, oratori e cucitrici

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Santo del giorno: Santi Nereo e Achilleo

IL SANTO DEFINITO ”TENERO COME UNA MAMMA, FORTE COME UN DIAMANTE”

San Domenico nacque a Calahorra, nella Vecchia Castiglia (Spagna), nel 1770 circa, da Felice di Guzmán e di Giovanna d’Aza, una famiglia agiata. Fu battezzato con il nome del santo patrono dell’abbazia benedettina di Santo Domingo de Silos, vicina al suo paese natale. Fin in giovane età dimostrò la sua sensibilità nei confronti dei poveri tanto da vendere i propri libri per aiutare gli indigenti in un periodo, intorno al 1191, di carestia. “Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?” affermava il giovane san Domenico. Completati gli studi, all’età di circa ventiquattro anni, entrò nel capitolo dei Canonici Regolari della cattedrale di Osma. Più tardi diventerà anche vice-priore del capitolo.

Nel 1204 in viaggio con il Vescovo Diego, inviato in missione diplomatica in Danimarca dal re Alfonso VIII di Castiglia per prelevare e accompagnare una principessa promessa sposa di un principe spagnolo, ebbe modo di conoscere a Tolosa gli eretici albigesi e catari. Grazie a questo incontro capì l’importanza della loro riconciliazione con la Chiesa. Di ritorno da un secondo viaggio in Danimarca, Domenico e Diego scesero a Roma (1206) e chiesero a papa Innocenzo III di potersi dedicare all’evangelizzazione dei pagani, ma il Papa orientò li inviò nella Francia meridionale, in Linguadoca. 

Nel 1212 San Domenico, durante la sua permanenza a Tolosa, dal racconto del beato Alano della Rupe, ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del rosario, come richiesta a una sua preghiera per combattere l’eresia albigese senza violenza. Da allora il rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche. La fisionomia spirituale di san Domenico è inconfondibile: egli stesso nei duri anni dell’apostolato albigese si era definito “umile servo della predicazione”. Alla base della sua vita sta questo preciso programma apostolico: testimoniare amorosamente Dio dinanzi ai fratelli, donando loro, nella povertà evangelica, la verità. 

Fondò l’ordine dei frati predicatori, i Domenicani, che fu riconosciuto da Onorio III nel 1216 e si curò dell’istruzione dei religiosi, creando dei veri centri di cultura. Morì nel 1221, proprio a Bologna dove stava presiedendo i primi capitoli dell’Ordine dei Predicatori, lasciando una preziosa eredità spirituale: “abbiate la carità, conservate l’umiltà, possedete la povertà volontaria”. Fu canonizzato da papa Gregorio IX il 13 luglio 1234 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Rieti. Attualmente è celebrato il giorno 8 agosto e il suo corpo, dal 5 giugno 1267, è custodito in una preziosa arca marmorea, presso l’omonima basilica di Bologna. 
Geniale nelle sue idee, estremamente intuitivo e innamorato della Chiesa fu definito “Tenero come una mamma, forte come il diamante” per la sua capacità di conciliare la solida formazione teologica all’acuto senso pratico. Nell’arte è rappresentato con l’abito bianco e il mantello nero, una stella in fronte, simbolo della sapienza, e un giglio in mano. A volte è accompagnato da un cane che porta in bocca una fiaccola.
È il protettore di astronomi, oratori e cucitrici. Il suo nome deriva dal latino e significa “consacrato al Signore”.

FESTE DEDICATE A SAN DOMENICO

Il 24 maggio Augusta (SR) celebra con solennità il patrocinio di San Domenico, per ricordare, secondo una leggenda consolidata, la cacciata dei turchi ad opera del santo negli stessi giorni del 1594. Ogni 24 maggio, sin dall’alba, risuonano le campane delle chiese, si sparano colpi a cannone e numerose bande musicali destano la città dal sonno ricordando che è un gran giorno di festa.

GLI ATRI SANTI E BEATI DI OGGI

San Crescentino (Crescenziano) di Città di Castello, martire; Beato Dionisio Rabinis Mercedario; Sant’ Emiliano di Cizico, vescovo e martire; Sant’ Eusebio di Milano, vescovo; Beata Maria Margherita Caiani, religiosa; San Marino di Anazarbo, martire; San Severo; Beato Vladimiro (Wlodzimierz) Laskowski, sacerdote e martire.

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