SAN FIRMINO/ Santo del giorno, il 25 settembre si celebra il santo che venne decapitato

- Alessandra Pavone

San Firmino nasce Pompaelo, città che corrisponde all’attuale Pamplona ed è il patrono di Amiens, città di cui fu vescovo. Fu incarcerato e all’età di 31 anni venne decapitato

rosario_croce_pixabay_2017
Pixabay

LA STORIA DEL SAN FIRMINO

San Firmino di Amiens fu il primo vescovo dell’omonima città ed è attualmente patrono proprio di Amiens, Lesaka e Navarra. La leggenda narra che nacque a Pompaelo, città che corrisponde all’attuale Pamplona. Era figlio di Firmo, un senatore di religione pagana che rivestì la carica di governatore di Pamplona. Quando sulla penisola arrivò San Honesto, liberato miracolosamente dalla prigionia a Carcassonne, i genitori di san Firmino (vero nome del Santo) furono molto colpiti e commossi dalla sua storia. Tuttavia, la conversione arrivò soltanto grazie alle prediche di San Saturnino di Tolosa, Santo che battezzò san Firmino e i genitori nel luogo che oggi viene comunemente chiamato “Pocico de San Cernin”. Honesto divenne tutore di san Firmino facendo apprendere al giovane la religione e la sacra arte della predica. A 18 anni san Firmino fu inviato a Tolosa e venne ordinato sacerdote. Passò del tempo a predicare in Navarra, ma in seguito si stabilì ad Amiens, in Francia. A soli 24 anni viene nominato vescovo in seguito all’organizzazione della costruzione della chiesa locale. Fu incarcerato a causa della sua lotta al potere che si opponeva alla dottrina cristiana e cattolica e all’età di 31 anni venne decapitato. Nel 1186, il vescovo Pietro da Parigi portò la reliquia della testa di san Firmino dalla città di Amiens a Pamplona.

LA FAMOSA CORSA CON I TORI

La festa viene attualmente celebrata dal 6 luglio per 8 giorni nella città di Pamplona, capitale della Navarra. L’evento ha una fama internazionale e culmina con il cosiddetto “encierro”, la famosa corsa con i tori nelle vie della città. L’evento comincia a mezzogiorno nella piazza del Municipio quando viene lanciato il razzo che annuncia l’inizio della festa. L'”encierro” si verifica ogni giorno dal 7 al 14 luglio alle otto di mattina e mediamente dura 5 minuti. Alla mezzanotte del 14, un gruppo di abitanti della città si riunisce nella piazza centrale e termina la festa. Il sindaco ringrazia i partecipanti dal suo balcone e viene lanciata una salva di saluto finale da una piazza vicina, mentre i presenti offrono candele e ceri accesi intonando il canto finale. La festa ha un’origine molto antica e risale a diversi secoli fa. Alla nascita di questo evento vi sono altre celebrazioni indipendenti dedicate a san Firmino come gli atti religiosi (precedenti al XII secolo), la corrida e le feste commerciali (testimoniate a partire dal XIV secolo). I pamplonesi, inoltre, festeggiano San Saturnino il 29 novembre. Tuttavia, il clima autunnale rovinava le celebrazioni quindi nel 1591 spostarono la festa allo stesso giorno di quella per il co-patrono San Firmino, festeggiando entrambi i Santi il 7 luglio. Nonostante questo, San Saturnino viene comunque celebrato a fine novembre anche se con cerimonie più semplici e modeste. Al giorno d’oggi le celebrazioni dedicate a san Firmino sono famose in tutto il mondo e l'”encierro” si trova spesso al centro di forti controversie e battaglie da parte degli animalisti riguardo al maltrattamento dei tori che corrono per le vie che snodano la città, rischiando di ferirsi o morire.

GLI ALTRI SANTI DEL GIORNO

Sant’Arnolfo di Sens, Vescovo; San Cleofa, Discepolo di Gesù; Santa Ketevan, Regina di Georgia e martire; San Solenne (o Solennio) di Chartres, Vescovo; San Findbar di Cork, Vescovo; Sant’Ermenfredo di Cusance, Abate; Santi Paolo, Tatta e figli, Sposi e martiri; San Sergio di Radonez, Eremita; San Principio di Soissons, Vescovo; San Domenico in Soriano; Sante Aurelia e Neomisia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori