Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord: “Usa nel mirino dei nostri missili”

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie e aggiornamenti di oggi 9 settembre 2017: nuovo lancio missile per le celebrazioni in corso Pyongyang? Ue e Onu cercando la mediazione 

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Kim Jong Un (LaPresse)

Gli Stati Uniti rispondono alla Corea del Nord: la USS Ronald Reagan poche ore fa ha lasciato la base navale di Yokosuka per un pattugliamento pianificato a lungo termine, ma sembra un chiaro messaggio strategico. Nel frattempo è cominciata un’esercitazione aerea congiunta dell’aviazione statunitense e giapponese: due bombardieri convenzionali B-1B provenienti da Guam si sono uniti ad una coppia di F-15 giapponesi decollati dalla base di Naha per un volo di addestramento. Nel giorno in cui Pyongyang celebra l’ascesa al potere del presidente eterno Kim II Sung, cresce l’attesa per un possibile test, forse balistico. Nell’ultima settimana sarebbe stato posizionato lungo la costa occidentale della Corea del Nord un qualche tipo di sistema missilistico. Se il lancio avvenisse, sarebbe il quattordicesimo lancio da febbraio, il ventunesimo nell’anno in corso. «Oggi creeremo un nuovo miracolo che mostrerà a tutto il mondo la grande potenza del sole del popolo coreano che oggi festeggia il 69° anniversario della Repubblica Democratica Popolare di Core», si legge nell’editoriale del Rodong Sinmun, quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori di Corea. «Le celebrazioni della Repubblica si svolgono nel momento in cui la nostra leadership ha messo nel raggio d’azione dei nostri missili il continente americano». Si fa riferimento anche un “fulmine intercontinentale” in grado di colpire gli Stati Uniti. (agg. di Silvana Palazzo)

GLI USA CHIEDONO SANZIONI PIÙ DURE

Terza guerra mondiale? Nel giorno in cui la Corea del Nord potrebbe effettuare un nuovo lancio missilistico arriva la notizia della richiesta degli Stati Uniti nuove dure sanzioni contro il regime di Kim Jong-un. Gli Usa hanno chiesto formalmente un voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito, nonostante le resistenze di Cina e Russia. Già pronta la bozza di risoluzione Onu che prevede un embargo petrolifero sulla Corea del Nord, un blocco dei beni per Kim Jong-un, il bando delle esportazioni tessili e lo stop dei pagamenti ai lavoratori immigrati nordcoreani. Secondo fonti diplomatiche Russia e Cina hanno respinto in blocco questi provvedimenti, fatta eccezione per il divieto sulle esportazioni tessili. «Questa sera, gli Stati Uniti hanno informato il Consiglio di Sicurezza che intendono convocare una riunione per votare una bozza di risoluzione che introduca nuove sanzioni aggiunti contro la Corea del Nord lunedì 11 settembre», il comunicato pubblicato ieri dall’Onu. (agg. di Silvana Palazzo)

NUOVO LANCIO MISSILE? 

Come riportavamo già ieri mattina, oggi 9 settembre la Corea del Nord potrebbe lanciare un nuovo missile scatenando possibili nefaste conseguenze in piena crisi e allarme pre-terza guerra mondiale. Ne è certa la Sud Corea e anche i servizi di intelligence giapponesi e americani sono preallertati per quanto potrà avvenire durante la festa che oggi si terrà a Pyongyang: il 9 settembre è infatti l’anniversario della fondazione dello Stato nordcoreano e durante le celebrazioni in tutto il Paese il timore è che sia l’occasione “giusta” per lanciare un missile balistico intercontinentale. «Il regime nordcoreano avrebbe in programma altre iniziative pericolose nel weekend o intorno al 10 ottobre, giorno della nascita del Partito dei Lavoratori. I test del Nord sono spesso associati a importanti eventi o ricorrenze legati a storia e leadership del Paese», riporta l’Adnkronos. Non resta che osservare l’evoluzione degli eventi, con la speranza che la diplomazia asiatica possa intercedere, specie la Cina, per evitare ulteriori provocazioni. Del resto Kim Jong-un l’ha “giurata” giusto due giorni fa proprio contro Usa e Sud Corea, le previsioni non sono del tutto rosee..

TAJANI, “STOP MINACCE NUCLEARI”

Durante l’incontro e conferenza dei Parlamenti G7 svoltosi ieri a Roma, ha parlato della grave crisi in Corea del Nord il presidente del Parlamento Europea Antonio Tajani. Una voce dall’Europa in un periodo di complesso scenario diplomatico per una guerra mondiale che davvero rischia di poter scoppiare nei prossimi mesi: una voce da un continente “debole” sul fronte militare ma che deve fare sentire la propria voce diplomatica e di forte mediazione tra le varie superpotenze mondiali in conflitto. «Abbiamo bisogno di dare una risposta decisa alle minacce nucleari della Corea del Nord. Ho domandato alla presidente Boldrini, la quale ha accettato, che la conferenza G7 mandi un messaggio forte contro le minacce nucleari della Corea del Nord. Tale questione farà anche parte dell’agenda della seduta plenaria del Parlamento europeo settimana prossima», ha affermato Tajani davanti ai rappresentanti dei parlamenti del G7. In conclusione il politico italiano ha ribadito che il mondo intero vive in una situazione complicata, con disastri naturali dovuti al cambiamento climatico, «con test nucleari effettuati dalla Corea del Nord che mettono a repentaglio la nostra sicurezza, con attacchi terroristici in Europa e nel mondo, con situazioni pericolose nel lontano Oriente. I Paesi del G7 sono democrazie che rappresentano le persone. Ora stiamo dalla parte del Giappone per dare una risposta decisa alle minacce nucleari della Corea del Nord».

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