Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: morta Maria Ripa di Meana (6 gennaio 2018)

- Matteo Fantozzi

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: è morta Maria Ripa di Meana. “Alla Casa Bianca pensano che sia idiota”. Padre reo confesso. Lorenzin non presenterà il simbolo. (6 gennaio 2018)

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Marina Ripa di Meana (LaPresse)

MORTA MARINA RIPA DI MEANA

È morta a 76 anni vinta da un cancro che l’aveva assalita ma mai domata. Cosi ha lasciato la vita terrena Marina Ripa di Meana, nata Punturieri, una donna dal carattere forte, eccentrica, vitale e mai banale. Nata a Reggio Calabria fin da giovanissima ha cercato di farsi strada nel mondo della moda, fondando un atelier a Roma. Sposa prima un rampollo di una nobile famiglia romana, Alessandro Lante della Rovere, dalla quale ha una figlia, Lucrezia. Interrotta la relazione con Alessandro convive per alcuni anni con Lino Jannuzzi per poi convolare in seconde nozze con il marchese Carlo Ripa di Meana. Appassionata, battagliera e spesso sopra le righe scrive ben 14 libri, appoggia i radicali e appare spesso in TV, ed è stata direttamente lei sul piccolo schermo lo scorso 18 dicembre a rendere noto l’aggravamento della sua malattia, una malattia che purtroppo non l’ha risparmiata.

“ALLA CASA BIANCA PENSANO CHE SIA IDIOTA”

Un durissimo atto d’accusa contro Trump, questo è il volume pubblicato da Michael Wolff e che ha il titolo di “Fire and Fury”. Il volume racconta di come l’attuale inquilino dello studio ovale sia riuscito a vincere le elezioni, non sol battendo la Clinton ma raggiungendo quella stanza dei bottoni lungamente inseguita. Il giornalista ha dovuto anticipare l’uscita del volume stante un ingiunzione recapitata dalla Casa Bianca che mirava al blocco delle vendite, di fatto però il cavillo giudiziario non ha bloccato gli americani, che già da stamani facevano file anche di ore per mettere le mani sull’agognato volume. Molte le indiscrezioni, dalle lacrime di Melania alle “offese” continue allo staff presidenziale, indiscrezioni che però sono state smentite dallo stesso Trump.

PADRE REO CONFESSO

Ha confessato dopo un lungo interrogatorio il padre del piccolo bambino di 5 anni trovato morto all’interno della propria abitazione di Cupramontana in provincia di Ancona. L’uomo un 25enne di origini macedone, Besart Ineri, ha riconosciuto il delitto ma non ha saputo fornire una spiegazione dell’efferato fatto di sangue. I carabinieri già da subito avevano sospettato di Besart, ragazzo noto alle forze dell’ordine per piccoli reati. A chiamare i militari direttamente la compagna dell’assassino, che dopo la morte del bambino ha avuto un malore ed è stata ricoverata. L’uomo che ai carabinieri è apparso alquanto provato è stato ristretto nel locale carcere in attesa dell’udienza di convalida.

LORENZIN NON PRESENTERÀ IL SIMBOLO

Dopo la grana della Bonino rientrata grazie all’aiuto di Tabacci, scoppia in casa centrosinistra la grana Lorenzin. L’attuale ministro infatti ha comunicato che è impossibilitata a presentare una sua lista, stante l’impedimento posto da Rutelli sull’utilizzo del simbolo della Margherita. La mancanza della presentazione porterebbe allo stesso problema dei radicali, quello di raccogliere in tempi brevi oltre 25.000 firma, una raccolta pressoché impossibile. Immediatamente si è riunito lo stato maggiore del PD, la mancanza del simbolo della Margherita potrebbe costare un 2%, una percentuale che in una elezione che si preannuncia sul filo di lana potrebbe essere determinante.

SERIE A, ANTICIPI: DUE 1-1 CON L’INTER CHE NON DECOLLA

Il primo anticipo dallo stadio Bentegodi di Verona, Chievo-Udinese, termina col risultato di 1-1, con rete di Radovanovic e autogol di Tomovic. Si gioca in serata però la gara più importante, un Fiorentina-Inter che però non regala fuoco e fiamme come ci si aspettava. I nerazzurri passano in vantaggio all’ora di gioco con un gol da vero bomber di Mauro Icardi. Il pareggio della Fiorentina arriva come una beffa a tempo scaduto, quando arrivati al minuto 91 si pensava fosse tutto già finito. Ennesimo stop per la banda di Luciano Spalletti che rischia di farsi agguantare dalla Roma in campo oggi alle ore 18.00 contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini.

SERIE A, SI TORNA IN CAMPO: NAPOLI-VERONA E CAGLIARI-JUVENTUS SU TUTTE

La giornata si apre con un Torino-Bologna che ci offre il nuovo debutto in Serie A di Walter Mazzarri. Dopo aver diretto i primi allenamenti al Torino, il tecnico di San Vincenzo non ha nascosto l’emozione nella conferenza stampa insieme al presidente Cairo (“Avverto i brividi ad allenare un club come il Torino”), provato dalla grande e gloriosa storia della compagine piemontese. Ha poi chiarito come non ha preclusioni sul modulo, preferisce vedere prima i giocatori a disposizione e regolarsi poi di conseguenza. Mister Gattuso chiede grande concentrazione per raggiungere la vittoria contro i calabresi alle 15:00, sottolineando come esistano partite semplici. Contro l’amico Walter Zenga il tecnico schiererà il turco Calhanoglu e uno tra Kalinic e Cutrone per provare a vincere la gara Milan-Crotone. Sfida interessante Napoli-Verona con gli azzurri che vogliono assolutamente rimanere in testa alla classifica. Completano le gare delle ore 15.00 le sfide Genoa-Sassuolo, Benevento-Sampdoria e Spal-Lazio. Alle ore 18:00 andrà in scena all’Olimpico di Roma la partita tra giallorossi e orobici; Di Francesco dovrà fare a meno di De Rossi (problema muscolare) e Nainggolan, escluso dopo la notte brava di Capodanno. Sottolinea inoltre come Schick e Dzeko non giocheranno insieme, alla luce anche delle ultime, sterili, prestazioni. Sulla squadra capitolina anche il commento di Carlo Verdone, noto attore romano e romanista: “Non mi piace la VAR, Totti bene come dirigente”. Il tecnico toscano Massimiliano Allegri vuole assolutamente evitare cali di concentrazione e ottenere i tre punti contro il Cagliari con la sua Juventus. A chi gli chiede di fare un bilancio, risponde che mancano i punti con Atalanta e Lazio (entrambi rigori sbagliati da Dybala) e che bisognerà fare ancora meglio per scavalcare il Napoli. Allegri scioglie anche un dubbio sulla formazione, chiarendo come la “Joya” non possa agire da prima punta, non in un top club come la Juve, almeno.

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