Italia euroscettica: solo il 44% rimarrebbe in Europa/ Salvini, “evidente che occorre rifondare l‘Ue”

Italia fuori dall’Europa: solo il 44% vuole restare nell’Ue. Il Belpaese si riscopre euroscettico dopo un sondaggio effettuato da Eurobarometro: ecco i numeri significativi

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La sede della Commissione Ue a Bruxelles (Lapresse)

«Secondo un sondaggio commissionato dal Parlamento europeo solo il 44% degli italiani voterebbe per rimanere nell’Unione. È evidente ormai a tutti che occorra RIFONDARLA». Lo scrive a chiare lettere il Ministro degli Interni Matteo Salvini in “diretta” dalla Russia, dopo la lettura del sondaggio di Eurobarometro: il leader della Lega, da sempre alquanto “scettico” con le norme e le politiche comunitarie negli ultimi dieci anni, ora rappresenta uno dei vertici più importanti della spinta sovranista anti-Ue, anche se non ha mai da Ministro azzardato l’ipotesi di una uscita in stile Brexit. Semmai, ha sempre rilanciato l’intenzione di rifondare assieme a Marine Le Pen, Visegrad e Orban l’attuale Unione Europea: «Le elezioni europee dell’anno prossimo saranno un’occasione storica.Mi aspetto un mare di voti in tutto il continente per chi vuole RISPETTARE le identità e i popoli, contro le imposizioni arroganti e le leggi assurde.Sarà una nuova Primavera europea di Libertà!», ha poi scritto ancora Salvini nel merito di una futura “realizzazione” di quel sentimento euroscettico testimoniato dal sondaggio di Eurobarometro. 

ITALEXIT? POCO CI MANCA..

Non si può parlare di “Ital-Exit”, ma poco ci manca. In base ai risultati emersi dal sondaggio Eurobarometro, condotto su circa 27mila cittadini europei, solo il 44% degli italiani vorrebbe rimanere nell’Unione Europea, a differenza invece di una media nel resto d’Europa pari al 68%. Pesa il 32% di incerti ma da questi dati si capisce chiaramente come gli italiani non siano proprio così felici di rimanere nell’UE. Un sondaggio che arriva in un periodo di forti tensioni con l’Europa, come testimoniato dai ripetuti attacchi a distanza in particolare fra Jean-Claude Juncker e i due vice-presidenti del consiglio, Salvini e Di Maio. Il Belpaese, del resto, è convinto che l’Europa sia decisamente scettica verso l’Italia dopo la manovra di bilancio 2019 e a riguardo ha parlato Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Intervistato da microfoni di Radio Capital, l’esponente dell’esecutivo ha parlato della possibilità che appunto la legge di bilancio venga bocciata: «Bisogna farsi trovar pronti, fermo restando che non condividerei un’ipotesi del genere (downgrade rating) perché l’Italia ha dei fondamentali oggettivamente molto solidi». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

I DATI DIFFUSI DA EUROBAROMETRO

Sono diversi i dati diffusi dal sondaggio Eurobarometro della società Kantar Public, in merito all’apprezzamento nei confronti dell’Unione europea degli stessi cittadini. E’ stato misurato ad esempio il gradimento del parlamento dell’Ue, per cui il 32% degli intervistati ha un’opinione positiva, mentre il 21% risulta essere scettico nei confronti dello stesso organo; il 43%, la maggioranza relativa, si dichiara neutrale su questo tema. Il 28% degli intervistati vorrebbe inoltre un ruolo più significativo dell’Unione Europea, di contro, il 27% vorrebbe che la stessa si facesse un po’ da parte, lasciando più autonomia ai governi dei paesi membri. Infine un’altra domanda, che forse potrebbe sembrare banale ma che non lo è, riguardava la data delle elezioni europee del 2019: il 41% ha risposto in maniera corretta, indicandole a maggio del 2019, un aumento di nove punti percentuali rispetto alla stessa indagine di sei mesi fa. Per il 51% degli intervistati, le elezioni europee risultano essere interessanti. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL COMMENTO DI TAJANI

«In quasi tutta Europa cresce l’apprezzamento per l’appartenenza all’Unione e per i benefici che ne derivano, con livelli record dal 1983. Anche la moneta unica piace alla grande maggioranza dei cittadini. In Italia il gradimento per l’Euro supera la media europea – 65% contro il 61% – ed è cresciuto del 4% rispetto a marzo 2018»: ad entrare nel merito dopo la diffusione del sondaggio Eurobarometro è il Presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. Nell’agenda dei temi prioritari in tutta l’Ue, è l’immigrazione ad incidere per tutti i Paesi membri: 50% lo indica come problema primario, mentre il 47% opta per l’economia e la disoccupazione giovanile. All’ultimo posto nella “top temi” la lotta al terrorismo internazionale che “scende” al 44%: se però si guarda all’Italia, sebbene i temi rimangono i medesimi, le percentuali sono nettamente superiori. Il 71% spinge sull’immigrazione come tema già preoccupante, il 62% l’economia e il 59% sulla disoccupazione giovanile. 

SONDAGGIO EUROBAROMETRO: ITALIA EUROSCETTICA

Anche in Italia c’è la possibilità di un’uscita dall’euro come in Gran Bretagna? L’idea non è assolutamente nel programma di governo, ma fra gli italiani inizia a serpeggiare sempre più, forse alimentata anche dalle spinte anti Ue di Di Maio e Salvini. A dimostrazione di ciò, un sondaggio pubblicato da Repubblica, secondo cui solo il 44% degli italiani voterebbe in favore di una permanenza fra gli stati membri dell’Ue. Un dato molto negativo, soprattutto se paragonato a quello a livello europeo, pari invece al 66%. I numeri italiani risultano essere i peggiori dei 28 stati membri, più bassi addirittura della Gran Bretagna, dove il 53% dei cittadini voterebbe per il remain.

MANCA IL SENSO DI APPARTENENZA

A rivelare questi dati significativi è il sondaggio Eurobarometro, che svela come la percentuale di indecisi italiani se rimanere o meno in Europa, sia pari al 32%, anche in questo caso, la più alta di tutta l’Ue. A far riflettere gli italiani, non è tanto l’euro, visto che il 65% approva la moneta unica, quanto il senso di appartenenza alla stessa Europa, che non serpeggia affatto fra i nostri connazionali. Come detto in apertura, non sarebbe giusto parlare di “uscita”, vista la percentuale molto alta di indecisi, fatto sta che sono in molti quelli convinti che l’Italia non tragga affatto benefici dall’unione europea.

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