ANTONIO LOGLI: “NON HO UCCISO ROBERTA RAGUSA”/ Video, Quarto Grado: la ricostruzione della caduta dalle scale

- Silvana Palazzo

Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa ricorre in Cassazione: “Passaggi illogici nella ricostruzione basata su testimoni e orari”. Intervista a Quarto Grado.

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Roberta Ragusa

Quarto Grado ha interpellato direttamente Antonio Logli che davanti alle telecamere di Rete Quattro ha spiegato la sua versione di un episodio molto controverso, riguarante la caduta dalle scale che la moglie Roberta Ragusa, per l’omicidio della quale Logli è stato condannato, aveva definito nel suo diario una “tragedia”, con testimonianze che ne parlano come un primo effettivo tentativo di omicidio dell’uomo nei confronti della moglie. Nel racconto Logli ha ridimensionato l’accaduto, spiegando di aver salito la scala per portare un pacco che gli era sfuggito di mano, cadendo addosso a Roberta che era accorsa per aiutarlo. Grosso spavento nella caduta, Logli ammette che i due si sarebbero potuti fare molto male ma ha evidenziato la natura del tutto accidentale dell’episodio, spiegando come Roberto Ragusa abbia avuto bisogno di una visita per i lividi al braccio e alla testa conseguenti alla caduta dalle scale, mentre Logli non ebbe bisogno di assistenza medica. (agg. di Fabio Belli)

IL RICORSO DELLA DIFESA DI LOGLI

Ormai è ufficiale: la difesa di Antonio Logli ha presentato ricorso dopo la condanna in Appello per il delitto della moglie Roberta Ragusa. Nella serata di oggi, in occasione della nuova puntata di Quarto Grado, sarà trasmessa una intervista realizzata in esclusiva e la cui anteprima è già stata mandata in onda durante Pomeriggio 5, con protagonista proprio Antonio Logli, presunto assassino della donna e mamma toscana scomparsa misteriosamente nel gennaio 2012. L’uomo è stato intervistato nel salotto della sua abitazione dalla quale Roberta è scomparsa. Tutto è stato lasciato come se qualcuno dovesse tornare da un giorno a un altro: “Noi speriamo che torni perchè oggettivamente io non l’ho uccisa come hanno detto i giudici, quindi per noi tutti è viva e speriamo che torni”, ha dichiarato all’inviata di Quarto Grado. “Per me potrebbe tornare perchè se l’assassino sono io che non gli ho fatto niente, per me deve tornare”, ha aggiunto, incalzato dalla giornalista. “A meno che non sia successo qualcos’altro”, ha però proseguito Logli. Dichiarazioni, queste, che potrebbero portare a nuove critiche nei confronti del marito di Ragusa e di cui lo stesso è consapevole: “E’ quelli che hanno detto di me che sono un assassino? Io non sono un assassino, io non ho ucciso Roberta”, ha ribadito. CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO(Aggiornamento di Emanuela Longo)

NEL MIRINO LA TESTIMONIANZA DI LORIS GOZI

Ci sono due sentenze che dicono che Roberta Ragusa è morta e che l’autore dell’omicidio è il marito Antonio Logli. Quest’ultimo non ci sta e ha deciso di fare ricorso in Cassazione dopo la sentenza d’Appello che ha confermato la condanna a 20 anni di carcere. Nel mirino della difesa è finita la testimonianza di Loris Gozi, considerato un testimone chiave. Ma le svariate versioni sarebbero «poco credibili» per ricostruire la verità dei fatti, secondo gli avvocati di Antonio Logli. Il ricorso, contenuto in 70 pagine, si basa su dettagli che riguardano gli orari indicati dai testimoni e le automobili che Gozzi avrebbe visto il giorno della scomparsa di Roberta Ragusa. Come riportato da La Vita in Diretta, la difesa sostiene che siano dettagli che potrebbero determinare vizio di forma nel processo. «Era una mamma con la “m” maiuscola. Era dedita alla famiglia e ai figli, non li avrebbe mai abbandonati. Da sei anni e mezzo manca, manca a tutti noi. A gran voce chiediamo giustizia per lei», ha dichiarato Maria Ragusa, cugina di Roberta, a La Vita in Diretta. (agg. di Silvana Palazzo)

“PASSAGGI ILLOGICI NELLA RICOSTRUZIONE”

Antonio Logli è pronto all’atto finale: dopo la condanna in secondo grado per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, i suoi legali hanno presentato ricorso in Cassazione. Secondo gli avvocati Saverio Sergiampietri e Roberto Cavani ci sarebbero passaggi illogici nella ricostruzione basata su testimoni e orari. L’udienza sarà celebrata almeno tra un anno. A quel punto, in caso di respingimento di ricorso da parte della Suprema Corte, per Antonio Logli potrebbero spalancarsi le porte del carcere. L’uomo, ancora oggi sottoposto ad una misura cautelare che gli vieta di allontanarsi dal comune di San Giuliano Terme e da quello di Pisa tra le 21 e le 6, non ha mai ammesso alcuna responsabilità in questi anni, anzi ha dichiarato di essere convinto che Roberta Ragusa sia ancora viva. La sua difesa reputa, sebbene le indagini abbiano finora smentito questa ipotesi, la pista dell’allontanamento volontario.

ROBERTA RAGUSA, RICORSO IN CASSAZIONE PER ANTONIO LOGLI

«Se è innocente, avrebbe dovuto farsi in diecimila pezzi per provare la sua estraneità. Non mi risulta che lo abbia fatto, invece continua a parlare. E lo fa in maniera tardiva». A parlare è la cugina di Roberta Ragusa, scomparsa nel gennaio 2012 e il cui corpo non è mai stato ritrovato, nonostante ricerche durate mesi. La donna è intervenuta a La Vita in Diretta nella puntata di oggi per commentare la decisione di Antonio Logli di presentare ricorso in Cassazione contro la condanna a 20 anni di reclusione per l’omicidio della moglie. L’uomo attende dunque il terzo grado di giudizio a Gello di San Giuliano, dove convive con la compagna Sara Calzolaio, che all’epoca dei fatti era la sua amante segreta, e i due figli avuti da Roberta Ragusa. Deve semplicemente rispettare l’obbligo di dimora notturno e il divieto di spostarsi fuori dalla città di residenza. I legali di Antonio Logli hanno depositato il ricorso in Cassazione pochi giorni fa.

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