Milano, racket delle case popolari/ Ultime notizie, arrestate 9 persone di Area Antagonista “Mai preso soldi”

Milano, racket delle case popolari: occupazione in cambio di soldi. Ultime notizie, arrestate 9 persone, tutte ai domiciliari

13.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Torino, pirata della strada investe e uccide un pedone (Twitter)
Torino, pirata della strada investe e uccide un pedone (Twitter)

Nove persone sono state arrestate quest’oggi a Milano, perché accusate di gestire il racket delle case popolari: l’occupazione abusiva di alcuni appartamenti del capoluogo lombardo in cambio di soldi. Come riferisce l’edizione online de Il Giorno, i carabinieri meneghini hanno fermato questa mattina i responsabili, 7 italiani, un colombiano, ed un peruviano, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, ritenuti colpevoli dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e alla resistenza a pubblico ufficiale. Le ordinanze sono state notificate presso gli appartamenti di edilizia popolare in zona Giambellino, con l’aggiunta del sequestro di nove abitazioni dell’Aler, Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, occupate abusivamente, fra cui il centro sociale ‘Base di solidarietà popolare’ nel quartiere Lorenteggio-Inganni. Gli arresti di oggi arrivano a conclusione di un’indagine iniziata nell’ottobre del 2016, che ha appunto scoperto l’esistenza di un gruppo di persone che gestivano gli alloggi pubblici, in cambio di denaro.

RACKET CASE POPOLARI A MILANO

I nove arrestati fanno parte del “Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio”, collegato al centro sociale di cui sopra, che in queste ore ha emesso una nota attraverso la propria pagina Facebook, sostenendo la propria innocenza: «Chiunque abbia un po’ di sale in zucca conosce la differenza fra lottare ed essere un racket – si legge sul social del gruppo – noi non abbiamo mai preso soldi per nulla, perché noi non siamo una cricca di mafiosi, ma un comitato di solidarietà! E la differenza fra queste due cose è abissale». Sulla vicenda si è espresso anche uno dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, uno studente di filosofia dell’università statale di Milano, laureatosi alla triennale con 110 e lode, e già arrestato nel 2014 per resistenza a pubblico ufficiale durante lo sgombero di un centro sociale: «In questa casa c’è tanta polvere – ha detto alle forze dell’ordine – sporco e tanti libri. Non troverete altro».



© RIPRODUZIONE RISERVATA