Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora. Parigi: 600 gilet gialli fermati, 30 feriti (8 dicembre)

Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora. Parigi: 600 gilet gialli fermati, 30 feriti. Manovra, ok dalla Camera ma cambierà in Senato. (8 dicembre)

08.12.2018, agg. alle 22:03 - Silvana Palazzo
Protesta dei gilets jaunes sugli Champs Elysées (LaPresse)

Un altro sabato di proteste e di caos in Francia, ed in particolare a Parigi, a causa delle manifestazioni dei gilet gialli. Come riferito da numerosi media, solo nella giornata odierna sono state fermate più di 600 persone in quel della capitale, mentre sono una trentina quelle rimaste ferite, tra cui tre agenti delle forze dell’ordine. Da nord a sud la Francia è attraversata dalla marea gialla, che ha interrotto anche i collegamenti con l’Italia. Un gruppo di manifestanti avrebbe infatti bloccato il traffico al confine di Ventimiglia, interrompendo così i veicoli che dalla Francia volevano entrare in Italia e viceversa. A causa del blocco forzato si sono verificati code e disagi anche se fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta. Per la giornata di oggi le autorità francesi avevano disposto un massiccio dispiegamento di forze, con 9 mila agenti nella sola Parigi, e ben 89mila in tutta la nazione. Come detto sopra, numerosi i fermi effettuati dalla polizia, tra cui anche materiale pericoloso come armi, molotov, bombe carta e vari oggetti contundenti facilmente utilizzabili per fare del male. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MANOVRA: OK DALLA CAMERA

Arriva il primo via libera della Camera alla manovra di bilancio nella versione contestata da Bruxelles, con 330 voti favorevoli e 219 contrari. Le modifiche a cui sta lavorando il governo, su Quota 100 e Reddito di cittadinanza, arriveranno solo al Senato, dove la manovra sbarcherà lunedì. E quindi ci sarà una terza lettura alla Camera intorno ai giorni di Natale. Sull’intesa con Bruxelles per la revisione della manovra c’è più ottimismo, ma il tempo stringe e nessuno lancia previsioni. Le ultime notizie di oggi parlano di un incontro tra il premier Giuseppe Conte e Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, verso metà della prossima settimana, mentre tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i commissari Moscovici e Dombrovskis i contatti sono costanti. «Le cose si stanno mettendo molto bene, sono ottimista che si porti a casa la legge di bilancio con le riforme e senza andare in procedura di infrazione», ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio.

RITIRO MARTINA SPIANA STRADA A RENZI

Uno scenario imprevedibile che però sta profilandosi all’orizzonte dopo l’improvviso abbandono di Minniti alla guida del partito democratico. In queste ore si sta infatti sempre più forte affacciando la candidatura dell’ex premier nonché ex segretario Matteo Renzi. Renzi dopo le accuse di non aver supportato Minniti deve delle risposte ai suoi fedelissimi, del resto non vuole lasciare il partito nelle mani di Zingaretti ne tanto meno presentarsi con una nuova formazione politica. Lo scenario è ancor più sorprendente stante il fatto che lo stesso ex sindaco di Firenze aveva escluso questa possibilità, affermando meno di 24 ore fa che non aveva nessuna intenzione di occuparsi del congresso. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature scadrà il prossimo mercoledì.

BRUTTE NOTIZIE DAL RAPPORTO CENSIS

Il 52° rapporto del Censis non fornisce un immagine buona del nostro paese. L’istituto di ricerca nel suo consueto studio annuale, certifica come gli italiani abbiano sempre più paura del futuro, e del come affrontano questa paura disgregandosi in un unità nazionale che sembra essere messa in pericolo dal fenomeno immigratorio. Le divergenze inoltre tra Nord e Sud si amplificano, con il meridione che si spopola della sua gioventù, e il settentrione che invece vede tanti giovani vivere il dramma della disoccupazione. Emerge inoltre un preoccupante abbandono del percorso scolastico, con i ragazzi sempre meno convinti che il “pezzo di carta” possa aiutarli nell’emergere all’interno di una società sempre più polarizzata.

IL MOVIMENTO NON VUOLE LE DIMISSIONI DI TRIA

Difesa ad oltranza o forse no. Questo è quello che emerge relativamente alla posizione del ministro dell’economia Tria, ministro dato per dimissionario a causa dei contrasti interni, soprattutto con l’ala del Movimento Cinque Stelle che fa capo a Luigi Di Maio. Sull’argomento è intervenuto lo stesso Di Maio, che ha affermato che né lui personalmente né altri esponenti del suo partito vogliono l’abbandono del Ministro. Per il politico campano squadra che vince non si cambia, e soprattutto non si cambiano le posizioni di rilievo di quest’ultima. Di Maio apre inoltre sulla possibilità di variare il contratto di governo che sta alla base dell’esecutivo Conte, esso potrebbe essere “rivalutato” ma non prima dell’anno prossimo, inserendo altre battaglie a cuore dei militanti dei due schieramenti.

LA JUVENTUS NON SI FERMA: MANDZUKIC PIEGA L’INTER

La Juventus non si ferma e batte anche l’Inter, grazie alla rete di Mandzukic, nonostante per lunghi tratti i nerazzurri abbiano giocato alla pari. In una serata in cui Cristiano Ronaldo è meno marziano, la squadra di Massimiliano Allegri mostra una impressionante capacità difensiva e un Bentancur in formato “top player” per dare soluzioni all’attacco. I bianconeri non travolgono l’Inter, ma l’infilano a lungo e si piazzano a +11 sulla seconda, in attesa del Napoli. La squadra di Luciano Spalletti ha poco da recriminare: non c’è spazio per accuse e processi dopo aver sfiorato il vantaggio, poi il pari, trovato un Icardi anche in versione assistman e un Joao Mario recuperato. L’Inter rischia di ritrovarsi il Milan ad un solo punto di distanza, ma ora deve pensare al Psv, uno snodo più cruciale. La Juventus invece può prepararsi serenamente alla sfida di Champions contro gli svizzeri dello Young Boys.

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