Jako, cane legato e bruciato vivo/ Video, Le Iene parlano con l’uomo sospettato di averlo ucciso

Jako, cane legato e bruciato vivo: video Le Iene. Alessandro Polito parla con l’uomo sospettato di averlo ucciso: ecco come è andata

09.12.2018 - Silvana Palazzo
Jako, cane legato e bruciato vivo: chi lo ha ucciso?

Un allegro husky siberiano di 7 anni è stato ucciso. Qualcuno ha legato Jako, lo ha cosparso di benzina e bruciato vivo. Lui ha lottato per tre mesi contro ustioni gravissime, è stato curato in ogni modo dai veterinari, ma non ce l’ha fatto. Perché è stato ammazzato? Il cane, che faceva compagnia ad un’anziana signora disabile di 87 anni, nonna Assunta, è stato brutalmente ucciso forse perché abbaiava troppo. Non c’è certezza infatti sul movente, perché non è stato trovato l’autore di questo gesto terribile. Il programma Le Iene si è occupato del caso: Alessandro Politi ha incontrato l’uomo che in paese, a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, in molti sospettano che sia l’assassino del cane Jako. E poi ha sottoposto le sue parole all’analisi di un criminologo. «Ho sentito che è successo qualcosa però io lavoro… Mi hanno detto che ha preso fuoco però non lo so. Ma con me luce non ne fate. La gente la portano anche alla disperazione così…», ha dichiarato l’uomo che si è detto disponibile a riparlarne.

JAKO, CANE LEGATO E BRUCIATO VIVO

La notte tra l’uno e il 2 novembre qualcuno si introdotto nella casa del primo piano dove si trovava l’husky, lo ha legato e gli ha dato fuoco utilizzando uno straccio impregnato di benzina avvolto su un bastone. Era stato messo anche un armadietto contro la porta per impedire al cane di fuggire. Intorno alle 2.30 un vicino ha dato l’allarme dopo aveva sentito un boato e odore di bruciato. Dopo tre mesi il cuore di Jako ha cessato di battere nel pomeriggio di lunedì 12 novembre in una clinica veterinaria di Bari, dove era stato trasferito per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Il cane è morto dopo due anestesie, i veterinari non sono riusciti ad operarlo. Le parole dell’uomo sospettato sono state analizzate dal criminal profiler Marco Strano, secondo cui siamo di fronte «ad un tentativo di dissipazione della realtà». Per l’esperto questo uomo «sa molto di più di quello che dichiara». Il giorno dopo comunque l’uomo sospetto di aver bruciato il cane Jako non ha voluto più parlare con la Iena, a cui peraltro ha indirizzato diversi insulti.

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