LA FEDE E LE SETTE RELIGIOSE/ L’inchiesta di PresaDiretta tra magia e falsi miti: ma l’amore di Dio è unico

- Niccolò Magnani

La fede, la magia e le sette religiose: l’inchiesta di PresaDiretta nel mondo dell’occulto. Tra falsi miti e truffe, la Chiesa assiste e insegna: l’amore di Dio è unico

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La fede e la magia (LaPresse)

Nella puntata di questa sera a PresaDiretta, Riccardo Iacona approfondisce un tema molto delicato e più diffuso di quanto si possa pensare nel nostro Paese: il misticismo, la magia e le sette pseudo-religiose. C’è un intero universo “sommerso” che vede migliaia, forse anche milioni di persone che preferiscono dedicarsi a santoni-sensitivi per provare a colmare un vuoto enorme che avvertono nella loro vita, o peggio per provare a trovare qualcuno che realmente possa risolvere loro i problemi. Con l’inchiesta “Io ci credo”, la trasmissione offrirà ai telespettatori un viaggio laico nel pianeta del “credo”, dei nuovi pensieri mistici, della ricerca di un senso di appartenenza. Per prima cosa si cercherà di fare luce sulla quantità sempre più alta e diffusa di sette o pseudo tali nel nostro Paese: i dati del Cesip nel 2015 raccontavano di nuove comunità spirituali che sarebbero circa 500, ma i numeri sono sempre più in crescita.

«In un’epoca di crescente incertezza e mancanza di punti di riferimento e di prospettive, sono davvero tante le persone che si avvicinano a mondi pseudoreligiosi, esoterici o magici per ottenere risposte o consolazione. Si stima che potrebbero essere milioni gli appartenenti a  questo mondo sempre più ampio e variegato. Un fenomeno così in crescita che la Polizia di Stato ha ritenuto necessario istituire uno speciale nucleo investigativo per indagarlo meglio, la Squadra anti Sette», spiega l’anticipazione di Iacona sulla puntata di questa sera (h.21.30 su Rai3). Si va dalla manipolazione mentale allo sfruttamento, all’illusione fino ai reati veri e propri come truffa, violenze o abusi sessuali: il mondo della magia, o delle false “cure” alternative delle varie malattie, portano il grado di diffusione di queste pseudosette a conseguenze potenzialmente molto pericoloso per la comunità. Troppo spesso sottovalutati dallo Stato, per fortuna esistono delle associazioni che aiutano e sostengono le vittime che hanno vissuto o che stanno ancora vivendo la traumatica esperienza della “setta” che spesso ha coinvolto e sconvolto l’intera esistenza della vittima.

I CENTRI DI ASCOLTO PER LE VITTIME

A Milano ad esempio è nata mesi fa, su indicazione e forse spinta del Cardinale Arcivescovo Angelo Scola, una comunità e centro d’ascolto diocesano (la Sicar) rivolto esclusivamente a chi è entrato a far parte di una setta e non sa più come uscirne. «A bussare alla nostra porta sono fior di professionisti, manager, amministratori pubblici irretiti da qualche setta in un momento di défaillance. In questi locali e senza alcuna pubblicità, ma solo con il passaparola, sono passate circa 200 persone ogni anno»: a parlare è di recente la stessa coordinatrice del progetto, Roberta Grillo. Ad Avvenire ha raccontato la sua esperienza e il forte sostegno della Chiesa in questo progetto tutt’altro che “banale”, visti i numeri sempre crescenti delle vittime rese indifese dalla pressione psicologica della tal setta: Grillo, che fa parte del Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa (Gris) di Milano, associazione riconosciuta anche dalla Conferenza episcopale italiana, è un’esperta di questo fenomeno estremamente impegnativo e controverso. «A noi si rivolgono soprattutto i familiari delle persone rovinate spesso anche economicamente, aspetto da non trascurare, dalle sette. Si tratta di un mondo sotterraneo popolato da movimenti religiosi alternativi, sette sataniche, santoni e maghi che agganciano nuovi adepti spesso sulla Rete, sui social e soprattutto tra i giovani», spiega ancora la Grillo.

LA CHIESA E LA MAGIA

Secondo l’esperienza raccontata da tanti che in maniera diversa sono rimasti soggiogati dalle pseudo-sette, all’inizio non si crede di poterne rimanere soggiogati o completamente dipendenti, ma poi le varie esigenze della vita, i traumi vissuti e le necessità stringenti (affettive, economiche, sociali o anche religiose) portano inevitabilmente a rimanere vittime di tali organizzazioni. «Spesso si tratta di psico-sette che hanno come caratteristica proprio il condizionamento mentale o sono collegate con l’occulto – spiega Roberta Grillo –. Ci mettiamo sempre un po’ per capire in quale filone catalogare quella che ci viene sottoposta, per questo lavoriamo molto con la Rete». Tantissimi anni fa, in una lunga intervista della rivista “Una voce grida”, veniva chiesto all’allora Cardinal Joseph Ratzinger – che sarebbe poi diventato Papa Benedetto XVI – cosa ne pensasse dei rischi e dei timori per il mondo dell’occulto e della magia. Ebbene, nonostante fosse il 1999 e la rete internet quasi non esisteva, le risposte della Chiesa furono fulgide e altamente profetiche: « Con la magia si esce dal campo della razionalità e dell’utilizzo delle forze fisiche insegnate dalla scienza. Si cerca – e a volte anche si trova – un modo di impadronirsi della realtà con forze sconosciute.

Può essere in molti casi una truffa», spiegava il Papa Emerito. Poi precisava, in maniera ancora più lucida e segnante: «l’uomo non può limitarsi al finito, all’empirico: avrà sempre il desiderio di allargare la prospettiva del suo essere e di entrare nella sfera divina, di uscire dalla pura realtà fisica e toccare una realtà più profonda, Questo desiderio, di per sé innato nell’uomo – immagine di Dio – è smarrito perché sembra troppo difficile andare realmente alla ricerca di Dio, elevarsi e lasciarsi elevare dall’Amore Divino e arrivare così ad un vero incontro del Dio personale che mi ha creato e mi ama. Allora accade un po’ come nel mondo umano: le avventure passeggere sono più facili di un amore profondo, di una vita. E così come in questa vita umana un amore fedele, un vero amore, che va fino alle profondità del nostro essere, esige un impegno ben diverso dalle facili avventure, così anche le realtà spirituali esigono un impegno profondo, una fedeltà, una disciplina interiore, l’umiltà di impostare la propria vita alla sequela di Dio. Allora l’uomo cerca le cose più facili, un esperimento immediato della profondità dell’essere», concluse il Cardinal Ratzinger.

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