NAPOLI, CROLLA EX MONASTERO AI TRIBUNALI/ Basilica San Paolo Maggiore: testimone, “pompieri eroici”

- Niccolò Magnani

Napoli, crolla basilica San Paolo Maggiore ed ex monastero nella zona dei Tribunali: ultime notizie e aggiornamenti, è caduto ponteggio con 4 operai, estratti tutti vivi. I racconti

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Crollo ex monastero Napoli (immagini Vigili Del Fuoco)

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha voluto rassicurare la popolazione sulle condizioni dell’area circostante l’ex monastero mezzo crollato questa mattina in zona Tribunali: «Stiamo seguendo dal primo momento la situazione e stiamo monitorando l’accaduto ma in questo momento l’attenzione è soprattutto rivolta alle condizioni dei feriti», spiega al Mattino il primo cittadino partenopeo. In mattinata poi il vicesindaco Del Giudice si era recato dai feriti operati ricoverati all’ospedale Cardarelli, di cui due sono ancora in prognosi riservata ma comunque fuori pericolo di vita, per fortuna. Intanto un testimone, un negoziante di Via San Paolo, ha lodato l’intervento dei vigili del fuoco dicendo alla stampa queste esatte parole, «i pompieri sono stati eroici. Hanno scavato a mano rischiando di rimanere anche loro sotto le macerie», ha spiegato il testimone diretto del crollo nella splendida basilica di San Paolo Maggiore. 

SECONDO POMPIERE: “MOMENTI INTERMINABILI E TREMENDI”

Emergono altri racconti dei pompieri che sono riusciti in pochissime ore a trarre in salvo gli operai rimasti sotto le macerie dell’ex monastero nel centro di Napoli: dopo Disidoro, parla anche Domenico Caputo, vice dirigente dei Vigili del Fuoco giunto sul posto del crollo questa mattina. «Sono stati momenti interminabili, abbiamo scavato con le mani e non vedevamo molto», spiega il pompiere al Mattino di Napoli. «Abbiamo trovato l’operaio sepolto e altri due che erano stati sbalzati fuori abbiamo scavato con le mani perché c’erano situazioni pericolanti e utilizzare mezzi meccanici avrebbe comportato delle vibrazioni e quindi il rischio di altri distacchi. È stato il crollo di due pilastri con le rispettive volte nel chiostro del convento», precisa Caputo mentre sono terminate le analisi sul luogo della strage sfiorata con i prossimi giorni che serviranno per verificare l’effettiva tenuta delle altri parti murarie rimaste in piedi. Per le cause effettive ancora però serve tempo per i rilievi: «Bisogna ricostruire il progetto di cantiere, adesso non si può dire nulla. Intanto abbiamo estratto l’operaio tirandolo attraverso gli abiti, aveva bisogno di ossigeno, di acqua», conclude il vice dirigente dei pompieri di Napoli centro. 

IL RACCONTO DEL PRIMO POMPIERE 

Uno dei vigili del fuoco arrivati sul posto all’inizio dell’emergenza dopo il crollo della chiesa storica ha raccontato concitato ai colleghi del Mattino di Napoli la situazione che gli si è dipanata davanti: «Ho trovato un operaio con la testa rotta, spaventato poi sono entrato dentro per aiutare altri due operai che però non volevano lasciare il posto perchè sapevano che uno di loro era sotto le macerie. Non volevano lasciarlo e abbiamo dovuto insistere per portarli in ospedale. L’area era piena di polvere, così tanta che a stento si riusciva a respirare», spiega Luigi Disidoro al giornale partenopeo. Hanno tutti scavato con le mani per evitare di causare altri crolli dopo il brusco e pericolosissimo cedimento di due pilastri della chiesa di San Paolo Maggiore che hanno ferito quattro operai, di cui uno in codice rosso con gravi segni sul volto ma comunque fuori pericolo di vita. «I feriti hanno 33 e 45 anni e sono residenti nel Napoletano. Sempre secondo la Polizia erano regolarmente inquadrati nell’azienda di Napoli per la quale stavano effettuando i lavori. L’area è stata posta sotto sequestro», riporta invece Repubblica Napoli. 

NON CI SONO VITTIME

La migliore notizia arriva dalle conferme ufficiali delle autorità presenti nella Chiesa San Paolo Maggiore: non ci sono vittime e tutti gli operai presenti all’interno dell’ex monastero crollato questa mattina a Napoli sono tutti vivi, anche se feriti. I primi tre sono riusciti ad evitare il peggio del crollo del muro perimetrale, mentre un quarto risultava sotto le macerie e si temeva per la sua vita: dopo l’attento lavoro dei Vigili del Fuoco e di alcuni volontari che anno aiutato a scavare anche con le mani, il manovale è stato portato fuori in salvo e ora è ricoverato in codice rosso nell’ospedale vicino al centro di Napoli. Come già detto in sede di lancio, il crollo è avvenuto all’interno del complesso di San Paolo Maggiore dove vivono ancora alcuni frati, in un chiostro interno con ingresso da via San Paolo, davvero a pochi passi dalla bellissima zona di Via dei Tribunali. «Forse la pioggia ma anche un quadro fessurativo pregresso molto grave che forse doveva essere puntellato meglio», riportano alcuni testimoni raggiunti dal Mattino di Napoli. Le ricerche e le analisi della Polizia Scientifica ora in corso stabiliranno il grado di gravità e responsabilità dietro al crollo improvviso di un importante pezzo di cinta muraria che poteva trasformare un incidente sul lavoro in un’autentica tragedia. 

CROLLA PARTE DI UN EX MONASTERO

È crollato un antico ex monastero a Napoli nella zona centralissima dei Tribunali: la chiesa di San Paolo Maggiore, cui erano presenti dei ponteggi per ampi lavori di ristrutturazione, ha avuto un crollo consistente di alcune parti murarie e dei relativi ponteggi, purtroppo mentre questa mattina erano già al lavoro 4 operai. Il fabbricato potrebbe tragicamente avere al momento delle vittime sotto le macerie, come riportano i primi testimoni accorsi sul luogo dell’incidente: la parte ceduta è proprio quella relativa all’antico convento di grande valore storico. Le voci non ancora confermate dalle autorità hanno riferito a Repubblica Napoli della presenza di due morti, ma secondo il primo report dei Vigili del Fuoco la situazione sarebbe meno tragica di quanto possa sembrare. Quello che è certo al momento è che un operaio è stato estratto vivo dalle macerie del crollo dell’ex monastero in fase di ristrutturazione in via San Paolo.

LE PRIME INFO DEI VIGILI DEL FUOCO

Il report lanciato dai Vigili del Fuoco subito accorsi assieme alla polizia nella zona dei Tribunali dove è avvenuto il crollo recita in poche righe la situazione al momento in cui vi scriviamo: «ore 9:00, crollo di parti murarie e ponteggi nella chiesa e convento di San Paolo Maggiore nel centro di #Napoli. Quattro operai coinvolti, di cui tre feriti in salvo, uno ancora sotto le macerie. Sono in atto le operazioni di soccorso da parte delle squadre», si legge sugli aggiornamenti in tempo reale del profilo Twitter dei Vigili del Fuoco. Secondo il Mattino di Napoli, è il muro perimetrale ad aver avuto larghe parti di cinta murarie crollate questa mattina, non si sa ancora bene per quale motivo anche se la ristrutturazione era proprio in corso d’opera proprio per la fragilità dell’intera struttura. Se effettivamente fosse vero la presenza dei soli 4 operai all’interno dell’ex monastero, allora potrebbero esserci speranze per non avere vittime dopo il crollo. Se invece venissero confermate le prime voci che circolano dalla zona dei Tribunali partenopei, saremmo di fronte ad un grave e tragico nuovo incidente sul lavoro per di più all’interno di una struttura storica e assai antica come la chiesa di San Paolo Maggiore. Alle ore 10 un nuovo importante aggiornamento sempre dai VdF: «salvo il quarto operaio coinvolto nel crollo della chiesa San Paolo Maggiore. I #vigilidelfuoco lo hanno estratto dalle macerie e affidato alle cure dei sanitari. Prosegue il lavoro di messa in sicurezza dell’area».

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