In pensione a 29 anni, ha incassato oltre 200mila euro/ Baby pensioni, quanto ci costano: riforma in vista?

- Dario D'Angelo

Baby pensionata a 29 anni. Pozzuolo, Udine: la signora adesso di anni ne ha 64 ed è andata in pensione dopo 14 di contributi. Finora ha intascato più di 200mila euro: ed è tutto legale. 

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C’è chi a 29 anni deve ancora cominciare a lavorare, invece in provincia di Udine vive una donna che a quell’età è andata in pensione. La baby pensionata da record è stata scoperta da Quinta Colonna, che ha raccontato la sua storia. Si tratta di una ex collaboratrice scolastica di Pozzuolo che da 35 anni gode di una rendita vitalizia. La friulana di 64 anni oggi percepisce il 94% del suo ultimo stipendio, in base a quanto previsto dalla legge del democristiano Mariano Rumor. È stato calcolato che la “nonnina” ha già ricevuto una somma che supera i 200mila euro. Ma questo è comunque uno dei tanti esempi di baby pensioni che pesano lo 0,4% del Pil. «Non voglio rilasciare interviste», ha dichiarato la pensionata ai microfoni di Quinta Colonna, limitandosi solo a confermare che si sta godendo la pensione e di essere contenta. In città però il caso continua a far discutere: «Anche all’epoca fece gridare allo scandalo», racconta una signora del posto. Il presidente dell’Inps Tito Boeri aveva lanciato l’allarme e diversi esponenti del Pd avrebbero voluto rivedere le baby pensioni usando il quoziente familiare, così da ridurre l’importo per chi fa parte di un nucleo familiare benestante. Non se ne è più parlato a ridosso delle elezioni, ma il tema potrebbe tornare d’attualità. (agg. di Silvana Palazzo)

IN ITALIA MEZZO MILIONE DI PERSONE COME LA BABY PENSIONATA

Inutile dire che la vicenda della baby pensionata di Pozzuolo (Udine), la 64enne che ha smesso di lavorare quando di anni ne aveva 29 anni e continua a percepure il 94% del suo vecchio stipendio da ormai 35 anni abbia fatto scalpore. Ma non c’è da sorprendersi, né da prendersela con la signora che ha beneficiato dell’ormai celebre decreto Rumor. Sì, perché la 64enne è in buona – anzi, ottima – compagnia. Nelle sue stesse condizioni, infatti, vi sono in Italia più di 500mila persone. Si tratta di quei lavoratori che sono in pensione da più di 37 anni, ma se la soglia considerata è quella dei 35 anni allora il conto sale addirittura a 700mila, stando ai numeri dell’Inps aggiornati al 2017. Sono dunque sempre di più le pensioni date non per maturazione dei contributi o del conseguimento dell’età lavorativa ma per leggi come quella di cui ha beneficiato la baby pensionata più famosa d’Italia. 

COS’ERA IL DECRETO RUMOR

La notizia della baby pensionata di Pozzuolo, paese in provincia di Udine, sta facendo davvero discutere. La donna di 64 anni ha iniziato a ricevere la pensione quando aveva appena 29 anni, dopo 14 di contributi versati. Ma come mai è riuscita a ritirarsi dal mondo del lavoro così in fretta? Tutto merito, o forse colpa, del Decreto Rumor, che porta il nome del presidente del consiglio dell’epoca, il 1973. Il 29 dicembre di quell’anno il governo decise di attuare appunto un dpr destinato alle pensioni dei dipendenti pubblici: le donne sposate con figli che avessero lavorato almeno per 14 anni, sei mesi e un giorno, pagando ovviamente i contributi, potevano andare direttamente in pensione. Bastavano invece 20 anni per gli altri statali, e 25 per i dipendenti degli enti-locali. Fu un dpr della Democrazia Cristiana che all’epoca fu accolto ovviamente in maniera positiva, anche perché la Dc era il Partito per eccellenza in Italia e godeva di ampi consensi. Oggi, a quasi 45 anni di distanza, tale decisione fa decisamente sorridere, o peggio, arrabbiare, soprattutto tenendo conto dell’età pensionabile degli ultimi tempi, che tende ad allungarsi sempre più. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“TUTTI GRIDAVANO ALLO SCANDALO”

Sta destando grande interesse la storia della baby pensionata di Pozzuolo, Udine, che ha smesso di lavorare quando aveva soltanto 29 anni e adesso, che ne ha 64, può dire di aver ricevuto più di 200mila euro di pensione. Una storia per certi versi incredibile, ma che vi assicuriamo non essere una bufala. A diffonderla è sato Il Corriere del Veneto, che in realtà ha tirato fuori una notizia che in paese era nota a tutti. Un coetaneo della signora finita suo malgrado al centro delle cronache, infatti, fa sapere che già all’epoca del pensionamento furono in tanti a non vedere la cosa di buon occhio:”All’epoca tutti gridavano allo scandalo”, commenta il paesano. E paradossalmente, a quasi 40 anni dai fatti, la notizia crea oggi ancora più scalpore. Ma vi sorprenderà sapere che la signora non ha fatto nulla di illegale. 

“ME LA SONO GODUTA”

C’è da dire che la baby pensionata a 29 anni, oggi 64enne, non fa nulla per attirarsi le simpatie in Paese. Decisa a difendere la propria privacy, quando Il Corriere del Veneto ha tentato di intervistarla, la donna si è limitata a far sapere che “sì, quella pensione se l’è goduta”. E non si fatica a credere che sia andata veramente così. La signora, ex collaboratrice scolastica, in tutto ha versato 14 anni e 6 mesi di contributi. Poi via, in pensione a 29 anni: finora ha intastacato più di 200mila euro, è nonna e continua a ricevere ogni mese il 94% del suo vecchio stipendio. Nessuno però se la prenda direttamente con lei, che non è la sola a godere di questo trattamento. Tutta colpa – o merito, a seconda dei punti di vista – di una legge dello Stato, il decreto Rumor del 29 dicembre 1973 (presidenza Leone). In Italia ad essere andati in pensione prima dei 50 anni sono più di 500mila lavoratori, che pesano sul Pil per lo 0,4%.  

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