ROMA, ALBERTO DELFINI UCCISO A CASTEL MADAMA PER 60 EURO/ Suocero confessa: il fucile risulta rubato

- Niccolò Magnani

25enne trovato morto a Roma nelle campagne di Castel Madama: ultime notizie, mistero nella Capitale. Ucciso a colpi di fucile, suocero fermato confessa l’omicidio.

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Carabinieri - LaPresse

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, edizione Roma, i carabinieri per provare ad approfondire le dichiarazioni del suocero Alberto Delfini hanno svolto altre indagini sui reperti sia della scena del delitto a Castel Madama e sia in casa del suocero Nardoni. Ebbene, dopo il sopralluogo nelle campagne, il fucile calibro 12 utilizzato per uccidere il povero 25enne dal padre della compagna sarebbe stato rubato diversi anni fa sempre nella zona alla periferia di Roma. Secondo gli inquirenti, il fatto che lo stesso Nardoni lo abbia portato all’appuntamento dato al genero, consolida l’ipotesi formulata (e per la quale l’uomo si ritrova ora in carcere) di un omicidio volontario con premeditazione. Le sue dichiarazioni sono al vaglio della Procura che sta anche provando a ricostruire gli ultimi mesi della famiglia per capire se vi sia qualcosa di ben più profondo di un banalissimo litigio per un debito da pochi spiccioli che non spiegherebbe l’efferatezza di un omicidio del genere. Ad esempio, i carabinieri starebbero cercando di capire se vi siano dei collegamenti con i precedenti di polizia per spaccio di stupefacenti e reati contro il patrimonio legati al passato del suocero ultra 40enne. 

È STATO IL SUOCERO PER UN DEBITO DA 60 EURO

Sarebbe stato ucciso per un debito di pochi euro, Alberto Delfini, il ragazzo 25enne di Tivoli rinvenuto cadavere nella notte tra sabato e domenica in un campo a Castel Madama, dove era residente, poco distante da Roma. L’autore di quello che sin da subito è stato considerato un delitto, per via del ritrovamento di una ferita da arma da fuoco al collo, sarebbe Domenico Nardoni, suocero 46enne e che, secondo quanto riporta Il Messaggero, avrebbe confessato di essere stato lui a sparare con un fucile. Il movente sarebbe banale e da ricercare in un debito di appena 60 euro che avrebbe scatenato una lite culminata poi con l’uccisione del giovane in aperta campagna. Il suocero avrebbe quindi prima ripulito i luoghi e poi si sarebbe costruito un alibi, quindi solo dopo avrebbe allertato i carabinieri che però sin da subito avevano dubitato di lui tanto da sentirlo per tutta la mattinata di ieri al cospetto del pm e degli stessi militari. A quel punto sarebbe crollato ammettendo le sue responsabilità e parlando di una “lite” insorta improvvisamente per quel piccolo debito mai saldato. Quindi ha imbracciato l’arma – un fucile rubato – puntandola contro il 25enne e premendo il grilletto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SUOCERO PROVA A SVIARE INDAGINI, POI CONFESSA

Alberto Delfini, il 25enne trovato morto nelle campagne alle porte di Roma, potrebbe essere stato ucciso dal suocero, Domenico Nardoni. È stato infatti fermato per l’omicidio: secondo gli investigatori, lo avrebbe ucciso con un colpo di fucile alla gola a causa dei dissidi forse legati ad un piccolo debito, di un centinaio di euro. Il Secolo XIX riferisce che Nardoni avrebbe inizialmente provato a crearsi un alibi per sviare le indagini, facendo credere che si è trattato di un incidente, ma poi quando è stato interrogato davanti al pubblico ministero della Procura di Tivoli avrebbe confessato. Per gli inquirenti Alberto Delfini sarebbe stato ucciso da un unico colpo, a distanza ravvicinata, durante una lite. Diverse persone comunque sono state ascoltate in caserma dopo il ritrovamento del cadavere per ricostruire esattamente cosa sia accaduto, in particolare per accertare se il 25enne avesse avuto discussioni con qualcuno. Nel pomeriggio poi la svolta: i carabinieri hanno eseguito il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Domenico Nardoni, ritenuto responsabile dell’omicidio di Alberto Delfini. (agg. di Silvana Palazzo)

SUOCERO FERMATO CONFESSA OMICIDIO

Si sarebbe chiuso in meno di 24 ore il cerchio attorno alla morte del giovane 25enne di Tivoli, Alberto Delfini, trovato cadavere in un campo a Castel Madama la scorsa notte con una ferita da arma da fuoco al collo con la quale sarebbe stato ucciso. Sin da subito gli inquirenti hanno seguito la pista dell’omicidio e in giornata è stato fermato un uomo di 45 anni, N.D., suocero della vittima ed accusato di essere stato l’autore del delitto. Ne dà notizia il quotidiano Il Tempo che riporta i risultati dell’importante lavoro compiuto dagli uomini del Nucleo Investigativo di Frascati e culminato proprio con il fermo del presunto responsabile. Dopo essere stato sottoposto a tre lunghe serratissime ore di interrogatorio, il 46enne sarebbe crollato davanti al pubblico ministero ed ai carabinieri confermando di essere stato lui ad uccidere il 25enne. Le troppe contraddizioni lo hanno messo nella condizione di confessare l’omicidio. A sua detta, Delfini lo avrebbe ucciso con un colpo di fucile al culmine di una lite per futili motivi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

25ENNE DI TIVOLI MORTO, SI INDAGA PER OMICIDIO

Si chiama Alberto Delfini il giovane di 25 anni trovato morto nei pressi di via Vicovaro, a Castel Madama, vicino Roma, nella notte a cavallo tra il 12 ed il 13 maggio. Si tratta di un ragazzo di Tivoli, cameriere, il quale è stato rinvenuto con una ferita da arma da fuoco all’altezza del collo. Secondo gli inquirenti, spiega RomaToday, si tratterebbe di un colpo mortale e la procura romana ha già aperto un fascicolo per omicidio. L’allarme alle forze dell’ordine sarebbe stato dato nella tarda serata di ieri, intorno alle 23.00 da parte di alcuni passanti che si sarebbero accorti della presenza di un corpo senza vita. Una volta giunti sul posto i Carabinieri si sarebbero accorti prontamente della ferita da arma da fuoco al collo del giovane. La vittima era padre di un bambino di appena due mesi e lascia anche la giovane compagna. Sul posto sono giunti anche gli uomini della Scientifica mentre proseguono gli interrogatori già avviati da alcune ore presso la caserma a Tivoli dove gli inquirenti stanno tentando di ricostruire le dinamiche di quello che sembra avere tutte le sembianze di un vero e proprio omicidio, sebbene non sono ancora state del tutto scartate le altre ipotesi. Al momento però non risultano indagati né fermati. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

UCCISO CON UN SPARO AL COLLO?

Giallo a Roma dove un 25enne nella notte è stato trovato morto in un’area della vasta campagna alle porte di Roma e Castel Madama: stando alle primissime indicazioni degli inquirenti che ancora stanno cercando i vari indizi dopo i primi rilievi sul luogo del delitto, il ragazzo avrebbe una ferita d’arma da fuoco al collo e quella potrebbe essere la causa della morte avvenuta non da molte ore. Secondo l’Ansa, gli investigatori stanno già interrogando questa mattina alcune persone in Casema per provare a ricostruire gli ultimi momenti della vittima la cui identità resta al momento “nascosta”. Sul posto i carabinieri di Tivoli e del nucleo investigativo di Frascati che stanno cercando ogni utile indizio per provare a spiegarsi il mistero, l’ennesimo, nella periferia della Capitale: come spiega il Messaggero, il corpo è stato trovato dopo la mezzanotte all’altezza di via Vicovaro, in località Saccomuro, sopra il fiume Aniene.

MISTERO SULL’IDENTITÀ

L’inchiesta è scattata già stamane ma ancora non è per nulla chiara la dinamica della morte e i possibili sospettati: il pm di turno assieme ai carabinieri, stanno ascoltando alcuni testimoni e nel giro di qualche ora potrebbero arrivare le prime importanti novità. La zona rurale è assai poco battuta e la modalità in cui è stato ritrovato il 25enne – accasciato con un proiettile conficcato nel collo – pare avvicinare più ad una esecuzione (o ad un tentativo di farla sembrare, ndr) che non ad una rapina o un tentativo di violenza. Ripetiamo, le ipotesi sono tutte aperte e gli investigatori nel pomeriggio dovrebbero rivelare i primi dettagli sorti dopo le ricerche e le testimonianze rilasciate in Caserma a Roma.

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