FRASI CHOC SU WHATSAPP: “SIAMO STATI A TAVOLONE…”/ Sorrento, turista inglese stuprata da 10 uomini a Meta

- Paolo Vites

Stupro a Meta di Sorrento, “Violentata da 10 uomini, alcuni molto giovani”. La tragica testimonianza della vittima, una turista inglese di 50 anni stuprata due anni fa

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L'omicidio di Deborah Ballesio

In dieci hanno drogato e poi violentato una turista inglese di 50 anni, per poi vantarsene tra di loro in una chat su WhatsApp dal titolo emblematico, “Cattive abitudini”. Stanno emergendo particolari agghiaccianti dall’ordinanza firma dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, che ha portato all’arresto di 5 dipendenti di un hotel di Meta di Sorrento. In realtà sono coinvolti una decina di dipendenti. Dopo le violenze il branco si è compiaciuto nella chat dove sono stati pubblicati video e foto realizzati durante le violenze. Alcuni per spiegare l’accaduto hanno indicato così lo stupro: «Siamo stati a tavolone». Uno degli uomini finiti in carcere, come rende noto la giornalista Selvaggia Lucarelli, aveva pubblicato una foto che lo ritraeva in compagnia di un altro ragazzo arrestato e di un giovane non coinvolto nella vicenda. Anche qui una frase eloquente: «Siamo buoni a niente ma capaci di tutto». (agg. di Silvana Palazzo)

SU WHATSAPP CHAT CHOC: “I VOSTRI COMODI SUL MIO LENZUOLO”

Una vicenda da far accapponare la pelle quanto avvenuto nel 2016, in un lussuoso hotel di Meta di Sorrento, dove una decina di ragazzi, tutti di età compresa fra i 21 e i 32 anni, molto giovani, hanno violentato una turista inglese di 50 anni, ma solo dopo averla drogata. Un’idea, che come scrive l’edizione online de Il Messaggero, sarebbe nata dai due baristi dell’albergo, che hanno “preparato” l’ignara donna, per poi darla in pasto agli altri stupratori. Fatto quello che dovevano fare, durante le ore successive il branco si è divertito a scambiarsi via chat, su WhatsApp, le foto di quanto accaduto, scherzando fra di loro. Parlando della donna ci si riferisce con il nome di “milf”, termine usato nei film per indicare le signore mature, quindi c’è chi scherza dicendo «Avete fatto i vostri comodi sul mio lenzuolo…», con annesse risate con emoticon varie. Non si sono resi conto di quanto stessero facendo i 10 ragazzi, che hanno continuato tranquillamente la propria vita, per due anni, come se nulla fosse, fino a pochi giorni fa, quando sono terminate le indagini, e quando sono scattati gli arresti per cinque di loro. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA TESTIMONIANZA DELLA DONNA

Uno stupro di massa quello avvenuto due anni fa a Meta di Sorrento, in provincia di Napoli. Una donna inglese di 50 anni, in Italia per le vacanze, venne drogata e quindi violentata a ripetizione da almeno dieci uomini. Oggi, dopo la chiusura delle lunghissime indagini, il Corriere della sera rende pubblica la testimonianza della stessa vittima, che ha messo nero su bianco dopo essere rientrata in patria e dopo aver riacquistato lucidità: «Mi sembrava di essermi staccata dal corpo e di assistere dal di fuori a quel che mi stava accadendo – ricorda la turista britannica – nella stanza del personale, dove sono stata portata sotto l’effetto della droga c’erano almeno dieci uomini nudi, tutti molto giovani. Uno di loro, mi ricordo, aveva tatuata sul collo una corona». Particolari molto importanti che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la vicenda e di identificare sei persone, cinque delle quali sono già in carcere, con il sesto indagato a piede libero. Assieme alla testimonianza ha allegato anche due foto scattate casualmente ai barman dell’hotel in cui è avvenuto lo stupro, anche loro responsabili della violenza sessuale. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CACCIA AI RESPONSABILI

Nonostante le cinque ordinanze di arresto eseguite a carico dei dipendenti di un hotel nel quale, nell’ottobre 2016, una turista inglese di 50 anni era stata drogata e stuprata dal “branco”, sono ancora ignoti i nomi di alcuni degli uomini che hanno partecipato a quella che si è configurata come una doppia violenza. Infatti, dopo che due dei cinque arrestati (i barman della struttura) hanno abusato di lei a bordo piscina, in seguito la donna è stata condotta in una camera e qui violentata da dieci uomini che, secondo le ricostruzioni fatte attraverso i ricordi della vittima e le agghiaccianti foto e commenti rinvenuti in una chat privata dei responsabili, la attendevano nudi e la riprendevano anche con i propri telefonini. Tuttavia, alcuni di loro sono ancora ignoti alle forze dell’ordine ed è probabile che, proprio a causa della droga dello stupro e della situazione in cui si è venuta a trovare la donna, possa essere difficile risalire alla sua identità nonostante nel caso dei cinque arrestati i campioni biologici prelevati a suo tempo e il test del DNA si siano rivelati decisivi. (agg. di R. G. Flore)

“TEMPESTIVA LA DENUNCIA DELLO STUPRO”

Secondo due esponenti della Polizia di Napoli – intervistati da Rai News24 – che hanno seguito fin dalle origini il caso della turista inglese violentata, ad essere decisiva per l’esito positivo dell’inchiesta è stata la tempestiva denuncia della turista 50enne inglese. Infatti proprio la velocità della ragazza, l’immediato giorno dopo il ritorno in patria appena avvenuto lo stupro, ha permesso di iniziare subito le indagini e raccogliere elementi importanti che col tempo avrebbero potuto anche essere distrutti rendendo impossibile risalire ai diretti responsabili. La droga dello stupro ha purtroppo annebbiato la mente e la capacità di intendere e volere della donna, che dunque il mattino dopo si è svegliata senza ben sapere cosa è successo: tutto quello che però si ricordava lo ha raccontato alla polizia del Kent che ha immediatamente avvisato gli omologhi agenti a Sorrento  dando via ad una inchiesta durate per quasi due anni e ora con la chiusura e gli arresti conseguenti. Non solo i telefonini e le chat recuperate di quelle ore, ma la denuncia della donna ha permesso agli inquirenti di acquisire anche le foto che la vittima aveva scattato ai due barman che avevamo commesso il primo stupro. In particolare, uno degli arrestati è stato riconosciuto per un tatuaggio a forma di corona sul collo. (agg. di Niccolò Magnani)

INTERO GRUPPO ANCORA NON IDENTIFICATO

Alla violenza di gruppo ai danni della donna 50enne, turista inglese in vacanza a Meta nell’ottobre del 2016, non avrebbero preso parte solo i cinque dipendenti dell’hotel presso il quale soggiornava con la figlia ed oggi finiti in manette. A quanto pare, ad alcune violenze di gruppo avrebbero preso parte almeno altri dieci uomini, i quali avrebbero anche ripreso la drammatica scena con i rispettivi cellulari. L’identificazione di tutti i responsabili però non sarebbe stata possibile, come confermato anche dal procuratore di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, che come riporta Il Fatto Quotidiano ha spiegato: “è stato possibile pervenire all’identificazione solo di alcuni dei componenti del gruppo, tutti dipendenti dell’hotel”. Lo stesso ha spiegato che “le articolate indagini, di natura tecnico-scientifica, disposte dalla Procura, unitamente agli accertamenti urgenti effettuati dalla polizia del Kent, hanno consentito di fornire ampi ed incontrovertibili riscontri al contenuto della denuncia della cittadina britannica”. Grazie alle sue testimonianze e al contenuto di alcune chat trovate sui dispositivi dei cinque dipendenti dell’hotel è stato possibile identificare con certezza alcuni dei responsabili delle violenze, avvenute dopo aver precedentemente narcotizzato la vittima con la droga dello stupro. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RESPONSABILI INCASTRATI DA UNA CHAT

Una violenza di gruppo vera e propria quella messa a segno a da cinque dipendenti di un hotel di Meta, ai danni di una turista inglese, prima stordita con la droga dello stupro, quindi violentata ripetutamente da più persone, molte delle quali non identificate. Dopo due anni dall’accaduto, questa mattina sono finiti in manette in cinque, arrestati dagli agenti di Sorrento. Solo dopo essere rincasata, la donna inglese ha sporto denuncia dando il via alle indagini che hanno portato alla scoperta di una chat scottante denominata “cattive abitudini” e rinvenuta proprio sui cellulari sequestrati dei dipendenti della struttura presso la quale la vittima, insieme alla figlia, furono ospiti nell’ottobre 2016. Nella chat, come riporta Il Fatto Quotidiano, sarebbe stata rinvenuta la prova dello stupro poiché gli autori avrebbero commentato l’accaduto con messaggi e foto scattate durante le violenze. Le foto dei due barman coinvolti e che avrebbero anche loro abusato della turista inglese sarebbero state recuperate dal cellulare della stessa vittima. Uno degli arrestati sarebbe stato riconosciuto grazie al tatuaggio a forma di corona sul collo ed alla descrizione della 50enne. Da una serie di accertamenti compiuti poi sulla donna è stato possibile rilevare il Dna degli indagati e accertare, grazie all’esame tossicologico, l’assunzione della droga dello stupro. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ARRESTATI 5 DIPENDENTI DELL’HOTEL, FU STUPRO DI GRUPPO

Sono cinque le persone arrestate dagli agenti del commissariato di Sorrento e della squadra mobile di Napoli, all’amba di oggi, e le accuse a loro carico sarebbero gravissime. Si parla nel dettaglio di violenza sessuale aggravata dalla somministrazione di sostanze stupefacenti a scapito di una turista inglese ospite in un hotel di Meta nell’ottobre del 2016 e le persone oggi arrestate sarebbero tutte ex dipendenti della medesima struttura ricettiva. Secondo quanto trapela da Il Mattino gli arrestati sarebbero Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D’Antonio. Per la procura, prima avrebbero fatto assumere alla turista la cosiddetta “droga dello stupro” e successivamente avrebbero abusato di lei in gruppo. Secondo le indagini la droga sarebbe stata data sia alla donna 50enne che alla figlia, ma solo la prima sarebbe poi stata condotta presso il locale piscina dove sarebbe stata stuprata da due dei cinque arrestati, entrambi barman. Dopo la prima violenza, la donna sarebbe stata affidata ad un altro dipendente dell’hotel che avrebbe abusato ancora da lei in una stanza alloggio del personale, insieme ad almeno altre 10 persone che a turno l’avrebbero violentata e ripresa dal branco con i cellulari. Solo dopo essere rientrata in Gran Bretagna la donna avrebbe sporto denuncia sottoponendosi ad una serie di accertamenti medico-legali. Quindi è stato possibile identificare solo alcuni componenti del gruppo, ovvero solo tutti i dipendenti dell’hotel. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

STUPRO IN HOTEL: 5 DIPENDENTI IN MANETTE

Continuano gli stupri nei confronti di turiste straniere o, in questo caso, a emergere fatti risalenti a poco tempo fa e solo ora puniti, probabilmente ignare del livello di brutalità e inciviltà che vige nel nostro paese, vittime sempre più spesso di branchi di violentatori, abituate come sono nei loro paesi a girare liberamente da sole o a dar confidenza senza finire abusate. L’episodio in questione risale al 2016 e solo adesso dopo lunghe indagini si è finalmente risalito agli autori del gesto. Lo stupro era avvenuto nello stesso albergo dove la donna era ospite, ad opera di dipendenti della struttura alberghiera stessa che avevano puntato gli occhi su di lei e non hanno avuto paura di mettere in atto un vero piano criminale. Entrati nella sua stanza, l’hanno narcotizzata e poi hanno proceduto a stuprarla in branco, in tutto cinque persone.

SORRENTO, TURISTA INGLESE DROGATA VIOLENTATA IN HOTEL

Ci sono volute due anni di accurate indagini da parte della polizia del commissariato di Sorrento e della squadra mobile di Napoli coordinati dalla procura della Repubblica del tribunale di Torre Annunziata che ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in cercare nei confronti di cinque persone. Sono ritenute gli autori della violenza sessuale sulla turista inglese con l’aggravante dell’uso di sostanza stupefacente. Questa mattina sono finalmente scattatele manette. Dubitiamo che la donna sia più tornata in vacanza nel nostro paese, un paese dove le donne che vengono in vacanza da sole devono mettere in conto il rischio reale di subire uno stupro.

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