Truffa dei 2 euro, allarme resto in moneta/ L’inganno dei soldi stranieri: le città più a rischio

- Paolo Vites

Sono state introdotte nel nostro paese monete del Kenya e della Thailandia simili ai due euro ma che in realtà valgono circa 20 centesimi, la truffa è dietro l’angolo

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Padova, volano 1200 euro in strada in pezzi da 50

La truffa dei 2 euro ha interessato diverse persone in Italia e Federconsumatori ha deciso di mettere in allerta. I bath thailandesi e gli scellini kenyoti sono infatti molto simili ai nostri euro, monete che però valgono molto meno. Massima attenzione è necessario al momento della ricezione del resto in cassa, ma anche per quanto riguarda i distributori automatici, che non sempre riescono a distinguere le diverse monete. Come sottolineato da Investire Oggi, le analisi dei dati hanno rivelato che alcune città sono più esposte di altre a questo inganno: le città in cui sono state registrate più vittime della truffa sono Roma, Milano, Firenze e Torino, seguite da tutte le altre grandi metropoli. Ma attenzione anche al di fuori dell’Italia, nei posti in cui circolano gli euro: ad esempio parliamo di Parigi e Barcellona. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

COME DISTINGUERE I SOLDI THAILANDESI E KENYOTI

La moneta thailandese, scrive il Corriere della Sera, “ha la stessa forma di quella europea, con il cerchio dorato al centro e l’anello argentato intorno. Uguali anche le dimensioni e persino il peso, 8 grammi e mezzo”. Non è la prima volta che viene lanciato l’allarme truffa, dare cioè il resto nelle attività commerciali con 10 Bath thailandesi o 5 scellini kenioti: i primi valgono 25 centesimo di euro, i secondi 20. Già qualche anno fa commercianti e baristi avevano lanciato l’allarme, i casi si erano registrati in Campania e Sardegna. Adesso da Napoli la truffa dilagata in quasi tutte le grandi città turistiche italiane come Roma e Milano e colpisce soprattutto i turisti che arrivano dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra e dal Giappone, che conoscono poco l’euro non usandolo nei propri paesi e non si accorgono della differenza.

I 10 BATH TAHILANDESI

Invasione thailandese in Italia e altri paesi europei. Non si tratta di migranti però, ma di monete del paese orientale, i 10 Bath, che girano in forte numero in Italia e che per via della loro somiglianza con i nostri due euro, vengono spesso dati come resto. Il danno non è da poco: 10 Bath infatti valgono 0,25 centesimi di euro. Difficile accorgersene sul momento, quando un negoziante di dà il resto, si tende infatti sempre a prelevare le monete in fretta anche perché magari dietro ai una fila di gente spintonante come accade sempre in Italia, prendi tutto e poi solo in seguito ti accorgi della truffa. Anche perché, vista la lungimiranza dei nostri responsabili di macchinette e distributori automatici che le hanno pensate, tali macchinette non riconoscono la differenza fra le due monete e per cui una volta messe in circolo finiscono anche là dentro. Pensa la comodità di pagare con 0,25 centesimi un biglietto della metro che costa 1,50 ottenendo anche il resto di 0,50 centesimi.

TRUFFA DEI DUE EURO, ATTENTI AL RESTO IN MONETE

Non solo Thailandia. Circolano anche i 5 scellini del Kenya che anch’essi sono identici come struttura ai 2 euro, valore invece ancor meno, 20 centesimi di euro. Anche Federconsumatori ha lanciato recentemente un allarme, raccomandando a italiani e stranieri in vacanza da noi a prestare attenzione ai resti, controllando che invece dei due euro previsti non vengano dati Bath o scellini kenioti: «stare molto attenti quando si fanno gli scambi di denaro e di valutare bene il resto, soprattutto in prossimità dei centri interessati da un grande afflusso di stranieri e turisti, perché è più facile che si verifichino truffe o errori». Naturalmente il rischio più alto lo si corre facendo acquisti dai venditori di banchetti ambulanti, che queste monete ne hanno in abbondanza portandosele dai loro paesi, ma poi si sa che quando i soldi entrano in circolo si diffondono ovunque. Secondo gli studi delle forze dell’ordine, tale truffa ha luogo in maggior parte nelle città di Napoli e Roma, capitali del turismo. 

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