GIORNATA MONDIALE RIFUGIATO 2018/ Mattarella striglia l’Europa: “Italia accoglie migranti, non resti sola”

Giornata mondiale del rifugiato 2018, sono 66 milioni gli sfollati, una persona ogni 110 nel mondo. Un’iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema attuale

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Oggi si celebra la Giornata mondiale del rifugiato - Pixabay

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha invitato la comunità internazionale a «operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero». Il capo dello Stato si è rivolto anche all’Unione Europa, esortandola a «intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l’onere di affrontare le emergenze». L’Italia sta contribuendo «al dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti di quanti, costretti a fuggire dalle proprie terre, inseguono la speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli». Ma questo non basta. Per Mattarella bisogna lavorare sulla “prevenzione” dell’emergenza: «Occorre prevenire i conflitti e mettere fine a quelli in corso, sostenere i Paesi di origine dei flussi aiutandoli a combattere carestie e malnutrizione, fornire adeguato sostegno ai Paesi limitrofi e alle aree soggette a ostilità». (agg. di Silvana Palazzo)

GIORNATA MONDIALE RIFUGIATO: 66 MILIONI GLI SFOLLATI

Oggi, 20 giugno, si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale del rifugiato. Mai come quest’anno il tema sembrerebbe essere d’attualità, visto che i migranti, non soltanto in Italia, quanto nel resto dei paesi del mondo, continuano ad essere in aumento, come testimoniato anche dai numerosi sbarchi delle ultime settimane. Stando a quanto riportato da Lifegate.it, il fenomeno worldwide ha numeri incredibili, visto che nel 2017 sono stati ben 66 milioni le persone rifugiate o sfollate, praticamente l’intera popolazione dell’Italia. Un fenomeno negativo, che porta con se altre conseguenze disastrose, come ad esempio l’aumento della fame e della carestia. Di solito le persone che lasciano il proprio paese d’origine, o che fuggono da esso, abbandonando i mezzi di sostentamento, affidandosi solo alla solidarietà delle nazioni ospitanti.

UNA PERSONA OGNI 110 COSTRETTA A FUGGIRE

Si calcola che uno sfollato passa di media 17 anni lontano dalla propria casa, comportando matrimoni precoci, lavoro minorile e pressione sui governi ospitanti, che spesso e volentieri sono nazioni povere di risorse. La giornata del rifugiato è un’iniziativa istituita nel 1951, voluta fortemente dall’assemblea generale dell’Onu, e che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema davvero d’attualità. Una persona ogni 110 è costretta a fuggire dal proprio paese, e l’85% dei rifugiati, come sottolineato dall’edizione online del quotidiano La Repubblica, sono persone che risiedono in paesi poveri e in via di sviluppo. Quattro rifugiati su cinque, infine, si spostano in paesi limitrofi ai loro.

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