MIGRANTI, ALLARME OIM “IN LIBIA 10MILA IN CONDIZIONI ESTREME”/ Ma Salvini ringrazia la Guardia Costiera libica

Migranti, Open Arms contro Italia: Guardia costiera risponde in merito al naufragio di ieri. E invece la Libia attacca: “Finora solo propaganda politica. Ci aiuterete davvero?”

30.06.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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LaPresse

Di fronte agli allarmanti numeri dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, che parla di oltre 10mila migranti trattenuti in Libia in condizioni definite “preoccupanti”, per il sovraffollamento e le condizioni umanitarie difficili, arriva da Pontida la risposta del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Che dal tradizionale raduno della Lega, ha invece parole di incoraggiamento e riconoscenza verso la Guardia Costiera libica, per un’operazione di salvataggio recentemente condotta: “Ringrazio la guardia costiera della Libia che nel silenzio dei media ha soccorso più di mille disperati che stavano rischiando di annegare e li hanno riportati in Libia.” Queste le parole di Salvini che ha poi criticato fortemente, definendoli “sciacalli” coloro che hanno indicato responsabilità dell’Italia riguardo un recente naufragio di un barcone di migranti, sottolineando come a sio avviso: “L’Italia non ha alcuna responsabilità per le morti in mare”. (agg. di Fabio Belli)

LIBIA: “FORTE COLLABORAZIONE CON ITALIA”

Sarebbe “in drammatico aumento” la situazione dei migranti riportati a terra in Libia. A sottolineare il clima di emergenza è il rapporto settimanale dell’Unhcr in Libia che, come spiega l’Ansa, parla di 2.425 persone sbarcate in operazioni di salvataggio e intercettazione dal 21 al 28 giugno scorso. Intanto, a riportare drammatiche cifre sul tema migranti ci pensa ancora l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, secondo la quale sarebbero oltre 10mila i migranti salvati o bloccati dalla Guardia costiera libica e rinchiusi in 20 centri di detenzione in condizioni preoccupanti, tra sovraffollamento e temperature roventi. Nel frattempo, il Capo di Stato maggiore della Marina libica, ammiraglio Salem Rahuma, ha evidenziato la sua speranza affinché l’Italia possa fornire “il prima possibile” altri mezzi alla Guardia costiera di Tripoli per affrontare il traffico di esseri umani e fare così “il bene” dei migranti. “Abbiamo una collaborazione molto forte con l’Italia: sono sicuro che l’Italia appoggerà ancora di più la Marina e la Guardia costiera” libiche, ha spiegato l’ammiraglio intercettato dall’agenzia di stampa Ansa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

UNHCR “2500 RIPORTATI IN LIBIA”

Sul fronte dei rapporti fra Ong, Governi e caos immigrazione, interviene il Capo di Stato della Marina Libica che ha chiesto ufficialmente al Governo italiano di aiutarli il prima possibile con altri mezzi della Guardia Costiera come sostegno a quella di Tripoli che pattuglia le acque per soccorrere i barconi dei migranti alla deriva. «Vorrei che questi aiuti arrivino il prima possibile. Sono sicuro che arriveranno per il bene dei migranti», ha spiegato l’ammiraglio Salem Rahuma, prima di aggiungere «più aiuti arriveranno dall’Italia e più noi riusciremo a lavorare meglio e a rendere un servizio migliore ai migranti. […] Gli aiuti già sono arrivati, in parte, e altri ne arriveranno in futuro affinché possiamo aiutare le persone. Noi svolgiamo anche un’azione umanitaria per questi esseri deboli che sono i migranti». Intanto, mentre la nave Open Arms è in viaggio verso il porto di Barcellona, giunge a livello internazionale l’appello di Unhcr che inquadra l’emergenza gravissima della Libia: «La situazione dei migranti riportati a terra in Libia è in drammatico aumento. Solo nell’ultima settimana, dal 21 al 28 giugno, sono state sbarcate 2.425 persone in operazioni di salvataggio e intercettazione». (agg. di Niccolò Magnani)

LA NAVE OPEN ARMS ARRIVERÀ IL 4 LUGLIO A BARCELLONA

La Open Arms, dopo la chiusura dei porti italiani e maltesi, è attesa forse per il prossimo 4 luglio (mercoledì) nel porto di Barcellona: a bordo vi sono i 59 migranti salvati ieri davanti alle coste della Libia che hanno scatenato ancora la stessa situazione emersa già con le navi Aquarius e Lifeline. Salvini ha spiegato che il porto siciliano rimane chiuso, in attesa di decisioni ufficiali da parte dell’Unione Europea e per questo la città della Catalogna di Ada Colau ha deciso di aprire i propri porti, insultando il ministro degli Interni italiano “appoggiando” la linea del premier Pedro Sanchez. La previsione del 4 luglio è stata lanciata oggi da El Pais, principale quotidiano iberico: «previsione, basata sulla distanza (circa 700 miglia nautiche, 1.300 chilometri) e sulle condizioni del mare, fatta dai responsabili della nave». Intanto la nave della Ong ha ricevuto ieri l’autorizzazione ufficiale del Governo Sanchez di sbarcare nel capoluogo catalano, ponendo fine all’attesa durata diverse ore per attraccare in qualunque porto europeo. (agg. di Niccolò Magnani)

SINDACO BARCELLONA: “SALVINI E LE POLITICHE DELLA MORTE”

La nave dell’Ong Open Arms con 59 migranti a bordo verrà accolta da Barcellona. Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha autorizzato l’attracco e accolto l’offerta della sindaca della città catalana, Ada Colau, che aveva dichiarato di non volevi rendersi complice «delle politiche della morte di Matteo Salvini». La stessa esponente di Podemos, eletta con una lista civica, aveva chiesto al premier spagnolo di «contribuire a salvare vite umane». L’equipaggio dell’Ong ha chiesto in serata alla Spagna la possibilità di far sbarcare i migranti. Stando a quanto riportato da El Pais, il Consiglio comunale di Barcellona prima ha dato la sua disponibilità poi ha aspettato il via libera del governo spagnolo. L’ok è arrivato alle 22 circa. Ma era già chiaro che la Spagna era il Paese a cui rivolgersi: «Spetta alla Spagna cercare un porto sicuro, in quanto Stato di bandiera della Open Arms», ha spiegato il direttore operativo della Proactiva Open Arms, Riccardo Gatti, dopo l’operazione. (agg. di Silvana Palazzo)

GUARDIA COSTIERA RISPONDE E LA LIBIA ATTACCA

La Guardia costiera italiana risponde alle accuse di Open Arms, secondo cui avrebbe potuto salvare i migranti vittime del naufragio di ieri. «L’evento Sar avvenuto nella giornata di ieri e per il quale risultano dispersi circa 100 migranti è accaduto in acque territoriali libiche e non ha visto in alcun modo il coinvolgimento della Centrale operativa della Guardia costiera di Roma». La Guardia costiera libica, invece, non sembra intenzionata ad accettare la fornitura di dodici motovedette offerta dall’Italia. L’ammiraglio Ayoub Qassem ha definito all’Agi «propaganda politica» l’invio annunciato nei giorni scorsi dal governo italiano. «Si tratta di gommoni che non ci serviranno a nulla e che non useremo: li respingiamo e chiediamo all’Italia di chiarire le sue posizioni e che intenzioni abbia perché ancora non lo abbiamo capito» ha dichiarato il portovoce della Guardia costiera di Tripoli. L’ammiraglio ha proseguito: «Vogliamo sapere quali aiuti darà il governo italiano alla Libia e si tratterà di aiuti concreti o solo di pura propaganda, visto che i gommoni annunciati sono più piccoli delle imbarcazioni che usano i trafficanti». (agg. di Silvana Palazzo)

OK DALLA SPAGNA: “POTETE ATTRACCARE”

Trova finalmente un porto la nave Open Arms, l’imbarcazione dell’organizzazione non governativa con a bordo 59 migranti salvati da un naufragio nel mar Mediterraneo, di cui 50 uomini, cinque donne e quattro minorenni. A dare l’annuncio è stato il capitano Marco Martinez: «Benvenuti – le sue parole – è il capitano che parla. Siamo diretti in Spagna». Finisce quindi l’odissea della nave Ong, che nelle ultime ore è stata protagonista di un acceso dibattito con il nostro governo. «Stanno togliendo di mezzo operativi di soccorso esperti come noi – la denuncia a Fanpage.it da parte di Riccardo Gitti di Proactiva, comandante della Astral – che da anni salviamo le persone in mare. Nelle ultime due settimane, ci sono stati tantissimi naufragi ma non se ne parla perché siamo coperti da queste grida contro le Ong». Gitti ha lamentato la chiusura dei porti anche per i rifornimenti per la Open Arms: «Poi Toninelli ha dichiarato che nemmeno l’Astral poteva sbarcare, per poi correggersi e riferirsi solo alla Open Arms. Ieri abbiamo ricevuto la richiesta di soccorso da parte di una barca con cento persone a bordo, ma l’MRCC italiano ci ha detto che i libici si sarebbero occupati del soccorso, poi abbiamo letto dei cento dispersi». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“APPELLO IGNORATO”

Dura accusa all’Italia dall’Open Arms. La Ong cerca sulla coscienza del nostro Paese il peso dei 100 migranti morti ieri sera in un naufragio al largo delle coste libiche. Nessun riferimento ai trafficanti che li hanno stipati su una barca troppo piccola e con un motore malandato. Il fondatore dell’associazione Oscar Camps in un video pubblicato dall’europarlamentare Javi Lopez accusa l’Italia di non aver permesso alle Ong di salvare i disperati sul gommone. «Open Arms avrebbe potuto salvarle ma il suo appello è stato ignorato dalla Guardia costiera italiana e da quella libica» dichiara Javi Lopez. L’accaduto è stato ricostruito dal quotidiano spagnolo El Diario, che ha inviato a bordo una reporter. Sul canale 16 della radio arriva una comunicazione da parte di un aereo militare europeo alla Guardia costiera libica: si parla di un gommone in difficoltà vicino alla costa di Tripoli. L’Ong in quel momento è a circa 80 miglia dal luogo del naufragio. La Open Arms è tagliata fuori, non può intervenire. Quindi la palla passa alla guardia costiera libica. La Ong, nonostante abbia il carburante al limite, chiama l’Mrcc di Roma per proporsi di andare a recuperare gli immigrati. Se Roma avesse dato il via liberata avrebbe avuto il comando dell’operazione. E quindi i migranti sarebbero dovuto sbarcare in Sicilia. La risposta però è negativa: «Niente, quello che abbiamo immaginato, è già tardi, i libici sono già lì, li hanno raccolti». (agg. di Silvana Palazzo)

OPEN ARMS, FARRUGIA ATTACCA SALVINI: “BASTA FAKE NEWS!”

Da un lato le tensioni con la Francia, dall’altro lo scontro con Malta. Continua la stretta del Viminale sulle Ong nei porti. Matteo Salvini punta il dito contro la nave Open Arms, che «si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo». Il ministero dell’Inter su Facebook ha scritto: «Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano». E poi ha rilanciato con i suoi toni ormai noti: «Stop alla mafia del traffico di esseri umani: meno persone partono, meno persone muoiono». A rispondergli il ministro maltese Michael Farrugia su Twitter: «La prego, smetta di dare notizie false per cercare di coinvolgere Malta in una disputa senza una ragione valida». Nello stesso tweet ha pubblicato una mappa che mostra come la nave sia invece più vicina a Lampedusa. «Questi sono fatti, non opinioni». (agg. di Silvana Palazzo)

DISTANZA TRA CONTE E MACRON: PROBLEMA “VOLONTARIETÀ”

Migranti, Consiglio Ue: scontro Italia-Francia. L’accordo è stato raggiunto tra i 28 Paesi dopo una lunga trattativa, ma l’intesa di Bruxelles non sembra così granticia. A confermare di ciò la distanza tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron. Tutto ruota attorno al concetto di “volontarietà”, come sottolinea l’Ansa, sulle piattaforme di accoglienza. Austria, Francia, Belgio e Olanda hanno già sottolineato di non essere disponibili, mentre la Spagna ha chiarito di averne già. Macron ha sottolineato: “I centri sorvegliati di accoglienza in Ue su base volontaria vanno fatti nei Paesi di primo ingresso, quindi sta a loro dire se sono candidati ad aprire questi centri. La Francia non è un Paese di primo arrivo”. Non è tardata ad arrivare la replica di Conte: “Abbiamo finito alle 5 di mattina. Macron era stanco, lo smentisco, nell’accordo raggiunto non si fa riferimento a un Paese di primo transito o di secondo transito”.

MIGRANTI, CONSIGLIO UE: SCONTRO ITALIA-FRANCIA

A confermare, ancora, la fragilità dell’intesa raggiunta nel corso della due giorni del Consiglio Ue è la dichiarazione del presidente Donald Tusk, che ha sottolineato che non si può parlare di successo. Il gruppo di Visegrad, composto da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria ha esultato: “Insieme siamo riusciti a prevenire la redistribuzione obbligatoria degli immigrati”, il commento riportato dai colleghi de Il Giornale. Tensione tra Italia e Francia, ma non solo: i rapporti non sono idilliaci neanche sull’asse Roma-Berlino. “Non riprenderemo alcun migrante che dovesse essere stato registrato da noi e poi andato in Germania”, l’analisi di Giuseppe Conte, con Angela Merkel che ha sottolineato la soddisfazione per gli accordi presi sui movimenti secondari di migranti. La cancelliera ha chiuso accordi bilaterali con Spagna, Grecia, Francia ed altri paesi, ma non con l’Italia.

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