MAFIA A CALTANISSETTA, 12 ARRESTI: PURE UN CARABINIERE/ San Cataldo, così gestivano la cooperativa dei rifiuti

- Emanuela Longo

Mafia a Caltanissetta: operazione “Pandora” a San Cataldo, 12 arresti. Coinvolto anche un carabiniere: affiliati di Cosa Nostra assunti dalla cooperativa che gestiva i rifiuti del Comune

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Guardia di Finanza

Nell’operazione antimafia “Pandora” che ha svelato e smantellato un comitato d’affari, composto da criminalità organizzata, funzionari comunali e imprenditori, che gestiva gli appalti nel Comune di San Caltaldo, in provincia di Caltanissetta, faceva parte anche un militare dell’Arma dei Carabinieri, Domenico Terenzio. Questa è probabilmente la notizia più sconvolgente e allo stesso tempo demoralizzante di un’inchiesta che ha portato alla luce un modus operandi proprio dei professionisti del malaffare che si ripercuoteva in particolare sulla gestione dei rifiuti solidi urbani nel comune di San Cataldo. Stando a quanto riportato da La Repubblica, Cosa Nostra imponeva alla cooperativa Geo Agriturismo di San Cataldo che – in Ati con la società Ecolgest – si occupava del servizio di raccolta dei rifiuti, l’assunzione continua di affiliati e persone vicine al clan che spesso e volentieri percepivano lo stipendio senza svolgere alcuna attività lavorativa. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, iniziata nel 2016, ha avuto il merito di ricostruire e azzerare l’attuale assetto della cosca di San Cataldo, al vertice della quale vi erano Calogero Maurizio Di Vita, Gioacchino Chite’, Massimo Scalzo, Raimondo Scalzo e Luigi Vivacqua. (agg. di Dario D’Angelo)

MAFIA A CALTANISSETTA, OPERAZIONE PANDORA

Maxi operazione della Guardia di Finanza, quella scattata oggi nel comune di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta e nel corso della quale sono state eseguite misure cautelari per 16 persone. Alla base del blitz compiuto in mattinata, spiega MeridioNews, ci sarebbe la scoperta di un “comitato d’affari” composto da appartenenti a Cosa Nostra ma anche da funzionari comunali e imprenditori i quali avrebbero condizionato in modo illecito gli appalti pubblici gestiti dal comune di San Cataldo nei settori dei rifiuti e dell’edilizia. Come riporta Repubblica.it, tra gli arrestati nell’operazione “Pandora” che ha smascherato un comitato d’affari ci sarebbe anche un carabiniere in servizio presso la Tenenza carabinieri di San Cataldo, Domenico Terenzio, il quale avrebbe informato in maniera sistematica gli esponenti di vertice del gruppo mafioso circa le attività di indagine in corso. Le accuse a suo carico sono di violazione di segreto d’ufficio, falso e ovviamente concorso esterno in associazione mafiosa. Il militare, secondo quanto stabilito dal Gip, è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

L’INCHIESTA: 12 ARRESTI

La complessa inchiesta condotta dalla Dda della Procura Nissena ha messo in luce i rapporti stretti esistenti tra mafia e pubblica amministrazione. Il blitz eseguito questa mattina ha visto collaborare le pattuglie del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza insieme a militari della compagnia dei carabinieri di Caltanissetta. Tutti i provvedimenti a scapito delle 12 persone indagate sono stati emessi dal Gip di Caltanissetta. Un’indagine che ha preso il via sin dal 2016 al fine di monitorare i nuovi assetti della famiglia mafiosa di San Cataldo dopo gli ultimi arresti ma che poi portarono a fare emergere gravi forme di infiltrazione mafiosa nella gestione del servizio di rimozione dei rifiuti solidi urbani nel Comune. Importanti ai fini delle indagini anche le intercettazioni che hanno appurato le accuse, oltre agli ulteriori elementi raccolti dalla Guardia di Finanza.

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