Allarme polmonite, 17 nuovi casi: epidemia non indietreggia/ Ultime notizie “300 casi nei prossimi due giorni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Torino, allarme legionella: donna muore dopo lunga agonia. Ultime notizie, batterio contratto in vacanza? L’ufficio igiene sta indagando su questo decesso sospetto

legionella
Immagine di repertorio

Nella giornata di ieri sono stati evidenziati 17 nuovi casi di polmonite batterica negli ospedali di Montichiari e Manerbio, mentre, come spiega BresciaToday, sarebbero 256 i casi accertati. Un numero che ha inevitabilmente innescato il timore di una vera e propria epidemia, nonostante le parole dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, che aveva tranquillizzato sull’allarme evidenziando un rallentamento. Stando a quanto previsto dagli epidemiologi, nei prossimi due giorni si potrebbe arrivare a 300 casi e forse occorrerebbe rivalutare le parole di Gallera. Due al momento le vittime di cui solo per una, la donna 69enne residente a Calvisano, è stato decretato il decesso per legionella. Ancora gravi le condizioni del 29enne di Roe Volciano, in coma farmacologico all’ospedale San Gerardo di Monza nonostante siano giunti spiragli di speranza per lui e per il 57enne di Carpenedolo. Quest’ultimo, ricoverato al Niguarda, avrebbe iniziato a rispondere alle cure. Intanto, come spiega Bresciasettegiorni.it, da ieri si sono ridotti gli accessi in ospedale a Mantova e Asola ed anche oggi non si sarebbero registrati casi di accesso in pronto soccorso con sintomi riconducibili alla polmonite. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINISTERO GIUSTIZIA RISARCIRÀ DETENUTO AMMALATOSI IN CELLA

Nel giorno in cui si registra un nuovo, fatale caso di legionellosi a Torino (vittima una donna di 61 anni, anche se le autorità sanitarie invitano alla calma e spiegano che non è in atto alcuna epidemia), arriva proprio dal Tribunale del capoluogo piemontese una importante decisione a proposito proprio di questa malattia. I giudici infatti hanno deciso che il Ministero della Giustizia dovrà risarcire un ex detenuto che si era ammalato di legionella in carcere ad Alba, struttura penitenziaria che tra l’altro poi era stata chiusa nel 2016 a seguito della segnalazione di ben altro quattro casi. I fatti contestati risalgono al 2011 e riguardano un uomo di 45 anni per il quale, secondo i suoi avvocati, sussisterebbe il nesso di causa tra detenzione e malattia. Come ricordato dai legali, una volta scontata la pena, il diretto interessato non ha potuto tornare a lavorare per i postumi della legionella, tra cui alcuni danni neurologici, e per questo motivo non si accontenteranno del risarcimento da parte del Ministero ma chiederanno anche in sede di Appello una “integrazione del risarcimento”. (agg. di R. G. Flore)

MUORE DONNA DI 61 ANNI A TORINO

Una donna di 61 anni è morta di legionellosi a Torino. Non è chiaro dove sia avvenuto il contagio con il batterio della legionella, ma i conoscenti sospettano che si sia infettata al mare, durante le vacanze in Costa Azzurra dove la famiglia possiede una casa. Sarà l’Ufficio di igiene ad accertare l’origine del batterio e dell’infezione. Intanto la Procura ha cominciato ad acquisire la cartella clinica della donna e tutta la documentazione medica. Ed è quindi allarme legionella anche a Torino, ma gli esperti rassicurano. «Non si trasmette con il contagio uomo-uomo o bevendo l’acqua, dunque non esiste rischio epidemia. Si trasmette solo con gocce di acqua calda vaporizzata, quella che si accumula in un locale dopo il bagno o la doccia, nei condotti di area condizionata o con l’uso di aerosol», ha dichiarato a IlSussidiario.net il dottor Fabrizio Pregliasco, direttore della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Il medico ha spiegato che «i nostri scaldabagno raggiungono una temperatura massima di 55 gradi, che esattamente quella in cui il batterio sopravvive e si moltiplica». (agg. di Silvana Palazzo)

LA CLINICA CONFERMA LA DIAGNOSI

E’ stato confermato e accertato un nuovo caso di legionella in Italia, l’infezione che si contrae attraverso un fastidioso batterio che si trova nell’acqua. La 61enne donna di Torino, morta la settimana scorsa in una clinica, è deceduta a causa della legionellosi: «Al momento del ricovero la paziente aveva un quadro clinico molto complesso – quanto fanno sapere dalla Clinica Fornaca dove era ricoverata la vittima – è stata sottoposta ad accertamenti scrupolosi e sempre più approfonditi ma purtroppo le sue condizioni si sono progressivamente aggravate a causa di un’infezione da legionella contratta prima del ricovero». Pare che la donna non si trovasse in condizioni fisiche perfette, avendo una situazione clinica compromessa da altre patologie. Secondo le prime indiscrezioni, la donna potrebbe aver contratto il virus della legionella durante le sue recenti vacanze estive. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SOSPETTO CASO DI LEGIONELLA A TORINO

Scatta l’allarme legionella anche a Torino. Nelle scorse ore è deceduta una donna di 61 anni, moglie di un imprenditore. Stando a quanto riferito dall’edizione online de La Repubblica, la signora è scomparsa per via della legionellosi, ma non è ben chiaro dove sia stato contratto il temibile batterio. Secondo le prime indiscrezioni pare che i conoscenti della stessa sospettino che il contagio sia avvenuto durante le recenti vacanze estive, ma toccherà all’ufficio di igiene fare chiarezza. Rientrata a Torino dopo le ferie, la donna ha subito accusato i primi sintomi, e ricoverata presso la clinica Fornaca i medici hanno fatto di tutto per salvarla, invano.

DECESSO AVVENUTO GIOVEDI’ SCORSO

La donna è morta nella giornata di giovedì scorso, dopo circa 12 giorni di ricovero. Si tratta del primo decesso accertato nel torinese per legionella, che va ad aggiungersi ai molti contagi avvenuti in queste settimane in particolare nel nord della nostra penisola. 53 in totale i pazienti fra luglio e agosto, di cui cinque deceduti, anche se tutti di età superiore ai 70 anni. La legionella è un batterio che si trova nell’acqua e nel vapore acqueo a temperature fra i 25 e i 55 gradi, e se inalato può provare la polmonite e nei casi più gravi portare alla morte.

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