Belluno, esplosione alla stazione: gravi 3 operai/ Ultime notizie: “gran botto, sembrava una bomba”

Belluno, esplosione alla stazione ferroviaria: tre operai ustionati, uno gravissimo. Le ultime notizie: non ci sono ancora indicazioni precise sulle cause dell’incidente

24.09.2018 - Silvana Palazzo
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Esplosione Belluno (Foto: da Twitter Suem Veneto)

Sembrava “una bomba”: così la gente di Belluno definisce il boato scaturito dalla forte esplosione verificatasi ieri alla stazione ferroviaria nella quale sono rimasti gravemente feriti tre operai impegnati in una riparazione. Come riferito da Il Messaggero Veneto, a tal proposito si sottolinea che solitamente la ditta di cui i tre fanno parte effettua lavori di sistemazione delle rotaie: si tratta di una impresa esterna che effettua gli interventi per conto di Rfi e che ieri si stava occupando di un mezzo con un guasto al motore. Il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Francesco Rastelli, ha raccontato:”Abbiamo sentito un gran botto. Quando siamo arrivati con dei colleghi abbiamo visto i tre lavoratori stesi a terra: per fortuna erano riusciti a togliersi gli indumenti che avevano preso fuoco”. (agg. di Dario D’Angelo)

UNO DEGLI OPERAI HA PERSO LE DITA DELLA MANO

I tre operai ricoverati in gravissime condizioni dopo l’esplosione alla stazione di Belluno mentre erano impegnati in alcuni lavori sono Natalino Paschetto, 53 anni residente a Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone; Bruno Buono da Silva, 31 anni, brasiliano di origine ma residente in provincia di Roma, e Valentino Martina, 53 anni di Tarvisio. Lo riferisce Il Messaggero Veneto, sostenendo come i tre abbiano riportato ustioni al volto e al torace, e uno di loro avrebbe perso le dita. Non c’è ancora chiarezza assoluta rispetto alle cause che hanno originato la deflagrazione che ha fatto tremare tutta la città. Sembra che i tre fossero all’esterno di un hangar della stazione ferroviaria per cercare di riparare un mezzo che aveva un guasto al motore. Pur avendo preso tutte le precauzioni del caso, quando un operaio si è avvicinato con la fiamma ossidrica al serbatoio del mezzo, che era stato comunque svuotato, c’è stato lo scoppio. Non è chiaro se la cannula della fiamma ossidrica abbia ceduto o se l’esplosione sia avvenuta per la reazione tra i gas dell’aria. (agg. di Dario D’Angelo)

CIRCOLAZIONE TRENI FERMA PER UN’ORA

E’ rimasta ferma per un’ora la circolazione ferroviaria nei pressi della stazione di Belluno, dopo la grave esplosione in un deposito della stessa nel pomeriggio di lunedì 24 settembre. Tre operai sono rimasti feriti, uno in particolare in maniera grave, portato al centro grandi ustioni dell’ospedale di Padova, assieme ad uno dei suoi colleghi feriti. Il terzo operaio, meno grave, è stato invece trasportato dopo l’incidente presso il pronto soccorso di Belluno. La stazione è rimasta dunque paralizzata per un’ora, compresa la circolazione dei treni ripresa dunque attorno alle ore 17. Questo per consentire i soccorsi e i rilievi dell’autorità giudiziaria. L’esplosione è comunque avvenuta in una zona dove erano situati dei magazzini lontani diversi centinaia di metri dalla zona dei binari e dell’area passeggeri, dove non è stata registrata alcun tipo di conseguenza. (agg. di Fabio Belli)

GRAVE UN OPERAIO

Una potente esplosione alla stazione ferroviaria poco dopo le 16 di oggi, lunedì 24 settembre, ha scosso la città di Belluno. Ad avere la peggio sono stati 3 operai, travolti in pieno dalla deflagrazione mentre lavoravano nel deposito. Come riferito da Il Gazzettino, i tre operai sono in condizioni gravissime per le ustioni riportate su gran parte del corpo e sono stati trasferiti con l’elicottero al centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova e a quello dell’ospedale di Verona. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti pare che i tre stessero lavorando su un macchinario con gru, di proprietà di una ditta esterna a Rfi, utilizzato nella manutenzione dei binari. A provocare l’esplosione sarebbero stati i vapori del combustibile ancora presenti nell’aria a contatto con il cannello della fiamma ossidrica acceso. (agg. di Dario D’Angelo)

PAURA A BELLUNO

Paura a Belluno per un’esplosione avvenuta nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 24 settembre, nel deposito della stazione ferroviaria. Le cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma l’incidente potrebbe essere stato causato – e in questo caso il condizionale è d’obbligo – dallo scoppio di un motore o di una bombola, attorno a cui stavano operando alcuni operai. Erano le 15.30, come riportato dal Corriere delle Alpi, quando il boato ha fatto sobbalzare la città di Belluno. Un boato enorme, poi le sirene e l’allarme, quindi i soccorsi. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e i carabinieri, insieme a diverse ambulanze. Sono tre i feriti, tra cui uno gravissimo, per le ustioni in buona parte del corpo. La deflagrazione li avrebbe investiti in pieno. Due operai sono stati trasportati al Centro grandi ustionati di Padova con l’elisoccorso, uno ha perso le dita di entrambe le mani. Un altro è stato trasportato al Pronto soccorso del San Martino di Belluno.

BELLUNO, ESPLOSIONE ALLA STAZIONE FERROVIARIA

Una potentissima esplosione ha fatto tremare la città. L’esplosione è avvenuta nella stazione ferroviaria di Belluno, dove sarebbero in corso dei lavori. La deflagrazione ha investito in pieno tre operai che stavano lavorando nel deposito, pare – come riportato dal Gazzettino – con una bombola di acetilene, che sarebbe improvvisamente esplosa colpendoli in pieno e procurando loro ustioni gravissimi. Le informazioni però sono frammentarie e discordanti. Lo scoppio, secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco riportate da OggiTreviso, si è verificato nel vano motore di un macchinario con gru utilizzato per la manutenzione dei binari. I tre operai rimasti ustionati stavano lavorando attorno al carrello. Il Suem Veneto fa sapere che «non risultano coinvolti passeggeri» e che l’esplosione forse è avvenuta in «una cisterna in un magazzino della stazione»

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