CESARE BATTISTI/ Gli agenti che lo hanno arrestato “Tradito dalla voglia di pizza: così lo abbiamo preso”

Cesare Battisti/ Gli agenti che lo hanno arrestato “Tradito dalla voglia di pizza e birra: così lo abbiamo preso”

15.01.2019, agg. il 16.01.2019 alle 09:44 - Davide Giancristofaro Alberti
Cesare Battisti
Cesare Battisti a Ciampino (LaPresse, 2019)

Cesare Battisti è stato fregato da una pizza e forse, anche dal fatto che non aveva più voglia di fuggire. Dopo la fuga dal Brasile aveva ritrovato rifugio in Bolivia, ma a Santa Cruz de La Sierra ha commesso dei passi falsi che hanno permesso alle forze dell’ordine di arrestarlo. Il latitante aveva voglia di pizza e di birra e dopo aver riacceso il cellulare, che gli agenti stavano tenendo sotto controllo, è scattato l’intervento. «In realtà non ha commesso nessun errore – spiega Giuseppe Codispoti, vice questore della direzione centrale della Polizia di prevenzione, come riporta quotidianopuglia.itla sua latitanza era ben organizzata anche se probabilmente era stanco della fuga. Se un errore c’è stato è nella continua voglia di passeggiare. Una debolezza che alla fine lo ha tradito». Battisti non aveva voglia di rimanere rintanato in una fatiscente stanza d’albergo, ed aveva così deciso di fare una passeggiata per andare a prendere una pizza e una birra. «Sembra rassegnato – ha aggiunto Codispoti – e cosciente del fatto che questa volta la corsa è finita». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ARRESTO BATTISTI, IL COMMENTO DI SALVINI A POMERIGGIO 5

Per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi, Matteo Salvini torna a Pomeriggio 5 questa volta per commentare la cattura di Cesare Battisti: «Credo che il carcere sia ultra giusto per un assassino, infame, vigliacco, terrorista, chiamatelo come volete, che ammazza nel nome del comunismo: dopo 38 anni di latitanza ora la giustizia ha trionfato», attacca il Ministro degli Interni davanti al pubblico di Canale 5. Davanti alle tantissime polemiche piovute addosso alla sua mediatica presenza ieri a Ciampino, Salvini rilancia «Si alzano e rischiano la vita per 1300 euro al mese migliaia di poliziotti, me ne frego del fatto che ora alcuni mi accusano di mettere le giacche della Polizia». A domanda diretta di Barbara D’Urso sulla polemica della giacca della polizia mostrata in occasioni pubbliche, il leader della Lega replica «Porto le loro giacche per ringraziarli e onorarli: c’è chi li chiama sbirri e terroristi, io invece mi occupo della sicurezza e indosso la loro giacca per onorare il loro lavoro e il loro servizio». In merito ancora alle lamentele delle opposizioni sulle mediatiche presenze a Ciampino, Salvini non si nasconde e contrattacca «Uno show? C’erano politici prima di me che si facevano fotografe con i presidenti brasiliani che nascondevano quell’assassino: io invece ho preferito farmi fotografare tra i poliziotti che hanno arrestato quell’assassino. Dopo 40 anni non ha avuto neanche la dignità di chiedere scusa a orfani, mogli, fratelli e figli di coloro ai quali ha tolto la vita». Da ultimo, in merito alla mancata presenza di Salvini all’arrivo dell’italiano ucciso durante l’attentato di Strasburgo prima di Natale, il Ministro si fa serio «Non c’ero da Megalizzi? C’era Mattarella, la più alta carica dello Stato, c’era anche a nome mio: io Ministro degli Interni, dopo 37 anni che torna un terrorista, è mio dovere essere lì per rappresentare lo Stato». (agg. di Niccolò Magnani)

I SOSTENITORI: “37 ANNI PERSEGUITATO PER INTERESSI FASCISTI”

Molti i commenti di approvazione in merito alla cattura di Cesare Battisti, ex terrorista di sinistra, ma non sono mancate le frase di dissenso. Sono infatti diversi i sostenitori dell’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo, a cominciare da due sociologi, leggasi Carlos Lungarzo e Silvana Barolo. Il primo, attraverso un post su Facebook, si è espresso così sulla vicenda: «La consegna di Cesare Battisti all’Italia da parte del presidente boliviano Evo Morales, senza un processo di estradizione legale, macchia il governo di sinistra democratica e di solidarietà internazionale». Più dura invece la collega, che sempre sui social, dopo aver pubblicato una foto dal carcere sardo, ha commentato: «Questa è la prigione di Oristano, in Sardegna, dove l’attuale governo di estrema destra, sotto il comando di Salvini, ministro dell’Interno, ha preso il nostro compagno Cesare Battisti. Perseguitato da oltre 37 anni per interessi politici delle orde di fascisti, mafiosi e stalinisti, finalmente sono riusciti a portarlo in Italia grazie al colpo dell’estrema destra che ha eletto Bolsonaro in Brasile e con la vigliaccheria e il tradimento di Evo Morales». La Barolo definisce Battisti uno scrittore di successo, una persona allegra e generosa, solidale verso le vittime della violenza dello stato e verso coloro che soffrono di disuguaglianza sociale. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CESARE BATTISTI: “SONO MALATO E CAMBIATO”

Secondo l’ex parlamentare sardo Mauro Pili, che ha spiegato all’Ansa da fonti qualificate, Cesare Battisti dopo la prima notte in carcere ad Oristano avrebbe detto «Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito, ho 64 anni, sono malato, sono cambiato». Sarebbero dunque queste le prime parole di chi, dopo 37 anni di latitanza, ha passato la prima notte nelle galere italiane per scontare i due ergastoli “ostativi” comminati dalla giustizia di Milano. Secondo poi quanto appreso ancora dall’Ansa, stamattina la prima visita di Battisti è stata del suo avvocato, arrivato per il colloquio formale con il suo assistito: in seguito, nuove visite mediche e primo colloquio con l’educatore interno al carcere di Oristano. La normalità della vita in carcere inizia a prendere piede, mentre fuori dalle sbarre la polemica politica continua ad imperversare: dopo l’intervista del Tg2 al fratello dell’ex latitante dei PAC, Vincenzo Battisti, fanno discutere le parole «se mio fratello parlasse crollerebbe la politica» e anche quelle sulla vittima Torregiani, «gli ha sparato il padre». Il Ministro Salvini ha voluto replicare poco fa con un messaggio su Twitter altrettanto duro: «Secondo il fratello di Battisti, il terrorista comunista è una “vittima” e io sarei un “fascista”. Che vergogna… Dovrebbe solo stare zitto, almeno per rispetto di tutte quelle persone che, per colpa di un ASSASSINO, hanno perso la vita». (agg. di Niccolò Magnani)

BERSANI: “SCOPRIREMO CHE È MERITO DI SALVINI..”

Sono svariate, come prevedibile, le reazioni politiche in merito all’arresto dell’ex terrorista di sinistra, Cesare Battisti. Fra coloro che hanno detto la loro sulla cattura, anche l’ex leader del Partito democratico, Bersani, che presente a Sesto San Giovanni per protestare contro un futuro convegno di Casapound autorizzato dal sindaco Roberto Di Stefano, ha ammesso: «Via Twitter, Facebook o via tv, impareremo la verità, ovvero, che è stato Salvini in persona ad arrestare con un colpo di karate nella periferia di Santa Cruz, Cesare Battisti. Poi si è vestito da Nembo Kid, è andato a Ciampino, si è vestito poi da poliziotto, e l’ha preso. Sono cose indecorose che le vittorie dello stato vengano banalizzate in questo modo». Bersani contesta anche il pensiero di chi è convinto che Battisti sia stato arrestato dall’attuale presidente brasiliano, Bolsonaro, dichiaratamente di destra: «Non ce l’ha mandato lui, ma Morales, una persona che viene ritenuta in tutto il mondo di sinistra, ed è una sinistra che ragiona bene, abbiano avuto anche una sinistra che ha ragionato male…». Infine un po’ di polemica in merito a quanto non fatto dai precedenti governi: «Il tema è sempre quello, provocare o meno incidente nazionali, ma se uno non li provoca per Regeni non apra bocca se non li ha provocati per Battisti». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CESARE BATTISTI ARRESTATO: LE PRIME PAROLE

Dalle ore 17:00 di sabato scorso, Cesare Battisti non è più un uomo libero. Una squadra dell’Interpol, compresi tre italiani (un finanziere e due poliziotti), assieme ai colleghi cubani, lo hanno catturato in Bolivia, in un appartamento di Santa Cruz e la Sierra, dove lo stesso ex terrorista del Pac si era rifugiato. Sull’aereo che dalla Bolivia lo ha portato in Italia, con scalo a Capo Verde, Battisti ha rilasciato qualche parola, parlando con gli investigatori al suo fianco. «La mia cattura è stata una vera liberazione – spiega l’ex terrorista, parole riportate dal Corriere della Seraperché non ce la facevo più a scappare; io lo sapevo che era iniziato il conto alla rovescia, e mi chiedevo quando sarebbe terminato. Ero stanco». Battisti, che in Italia è stato condannato a quattro ergastoli in contumacia, e che ora si trova rinchiuso in carcere a Oristano in isolamento, ha aggiunto: «Sono colpevole, e su questo non si discute. Ma non sono colpevole di tutto quello che mi è stato addebitato. No, non lo sono».

CESARE BATTISTI “UNA LIBERAZIONE LA MIA CATTURA”

Si sente quindi ancora in parte innocente l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, ritenuto dalla giustizia italiana responsabile dell’omicidio di due persone, e colpevole di aver partecipato in maniera attiva ad altri due assassinii. E Battisti, nonostante dichiarazioni di “liberazione” di cui sopra, forse non si aspettava di tornare realmente un giorno in Italia da uomo imprigionato. Catturato in Boliva, aveva annunciato ai poliziotti di voler far ricorso, e una volta trasportato su un blindato delle forze dell’ordine (si temeva un attacco per liberarlo), pensava probabilmente di tornare in Brasile; e invece no, non aveva visto la strada che lo stava portando all’aereoporto, per un volo di sola andata destinazione Italia. Forse solo sceso dal camioncino si è reso conto di quanto stesse accadendo. Del resto per lui la pacchia (giusto per usare un termine salviniano molto in voga di questi tempi) era finita da quando Lula aveva terminato forzatamente la sua presidenza, dopo aver concesso lo stato di rifugiato allo stesso Battisti. Quindi il successivo insediamento di Michel Temer, e lo sblocco definitivo della sua cattura con il mandato di arresto per l’estradizione.

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