Turchia, morto bimbo picchiato da padre con tubo aspirapolvere/ Video, Mertcan non faceva compiti: era in coma

Turchia, morto bambino picchiato dal padre con tubo aspirapolvere. Video, aggredito perché non faceva i compiti: era in coma dallo scorso 2 gennaio

Turchia, un ospedale
Turchia, l'ospedale dove è morto Mertcan (YouTube, 2018)

Turchia, è morto Mertcan, il bimbo di 6 anni picchiato lo scorso 2 gennaio dal padre con un tubo dell’aspirapolvere per non aver fatto i compiti: a riferire la notizia, nelle ultime ore, sono stati i media del Paese che hanno raccontato come il piccolo originario di Iskenderun nel distretto di Hatay non ce l’ha fatta, spirando nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dove era ricoverato in coma e tenuto artificialmente in vita da una macchina. La decisione dei medici è arrivata questa mattina, quando hanno deciso di “staccare la spina” dato che Mertcan era stato ritenuto oramai cerebralmente morto: troppo violenta era stata l’aggressione subita dal papà tra le mura domestiche, avventatosi su di lui utilizzando il tubo metallico dell’elettrodomestico fino a quando il bimbo non ha perso conoscenza.

L’AGGRESSIONE AL FIGLIO COL TUBO DELL’ASPIRAPOLVERE

La vicenda del piccolo Mertcan aveva commosso, sin dallo scorso 2 gennaio, non solo l’opinione pubblica turca ma anche quella di tutto il mondo: tuttavia, stando a quanto si apprende, Mehmet Ali, il papà, era già noto alle forze dell’ordine locali per via di una serie di violenze perpetrate tra le mura domestiche nei confronti delle ex compagne. Nelle ore immediatamente successive all’aggressione, la mamma di Mertcan si era detta sconvolta, spiegando che proprio gli atteggiamenti violenti dell’ex compagno l’avevano portata a scegliere la strada del divorzio: identiche accuse arrivano all’assassino dalla sua stessa mamma, che ha rivelato alla stampa come il figlio fosse uso picchiarla ogni giorno e di averlo pure denunciato. Denuncia, stando alla versione della nonna di Mertcan, però subito ritirata dato che Mehmet Ali era arrivano a minacciare di ucciderla.



© RIPRODUZIONE RISERVATA