Alessandro Santacroce, scomparso “smontatutto” di Amelia/ La sorella: “Va aiutato, ma deve fidarsi di noi”

Alessandro Santacroce, scomparso da tre mesi lo “smontatutto” di Amelia. La sorella rilancia il suo appello a Chi l’ha visto: “Va aiutato, ma deve fidarsi di noi”

11.02.2019 - Silvana Palazzo
Alessandro Santacroce, 53enne scomparso da Amelia

Non si hanno più notizie di Alessandro Santacroce da tre mesi. Scomparso da Amelia, dalla casa dove viveva con la madre, il 10 novembre scorso, non ha i documenti con sé e pochi soldi. Del suo caso si sta occupando anche “Chi l’ha visto?”, che ha rilanciato l’appello della famiglia. «I soldi non sono mai mancati a casa, anche se non siamo ricchi. Alcune volte l’abbiamo anche viziato, ma i figli sono figli… – ha raccontato la mamma -. Giorni prima di sparire mi stava sistemando casa. Mi ha detto che forse non sarebbe rientrato. Io pensavo che sarebbe tornato il giorno dopo. Ora il dovere di riportarlo a casa e aiutarlo». Nato e vissuto a Roma, aveva raggiunto la famiglia ad Amelia. La sua vita è infatti entrata in crisi dopo il fallimento di un’attività commerciale a Roma, un laboratorio di oggetti elettronici che amava sistemare e aggiustare. L’attività andava bene, ma chiusero una strada per lavori e nessuno ci andò più. Da qui il fallimento. E da allora però non ha più lavorato. «Da lì è cominciata tutta una situazione critica, non sapeva bene cosa fare. Non voleva tornare a lavorare come dipendente, poi non ha più lavorato e si è perso. Abbiamo provato ad aiutarlo, ma con risultati scarsi», ha raccontato la sorella Daniela.

ALESSANDRO SANTACROCE, SCOMPARSO DA TRE MESI DA AMELIA

La sorella di Alessandro Santacroce ha parlato a “Chi l’ha visto?” anche del periodo della giovinezza. «Ha vissuto un’adolescenza piena di interessi. Fumetti, musica, disegno… Aveva tutto un suo mondo, anche molto interessante». Dopo il fallimento dell’attività è entrato in crisi e già in un’altra occasione aveva fatto perdere le sue tracce. La sorella Daniela però in quel caso riuscì a trovarlo. «Nessuno gli ha fatto pesare questa cosa, gli dicemmo che era libero di andare dove voleva ma che doveva avvisarci almeno». La donna ha spiegato che suo fratello riusciva a fronteggiare la sua inattività e la noia, fino a quando non ha cominciato a smontare quelle cose che lui amava aggiustare. «Ha smontato l’automobile partendo da dentro e continuava a guidarla. Certe cose sono comiche…». Ma la famiglia teme che ora Alessandro non stia bene. «Non sa a memoria i numeri di telefono, non so in che stato è, se è distaccato dalla realtà. Vorrei dirgli che possiamo aiutarlo ma deve avere fiducia in noi. La sua famiglia gli vuole bene», ha concluso Daniela Santacroce.



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