OMICIDIO CURNO, FAMIGLIA MARISA SARTORI TEME RITORSIONI/ La vicina: “Ho provato a tamponare le ferite ma…”

- Silvana Palazzo

Omicidio di Curno, la famiglia di Marisa Sartori ora teme ritorsioni da quella di Ezzedine Arjoun. La vicina a La Vita in Diretta: “Ho provato a tamponare le ferite ma…”

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Marisa Sartori, omicidio di Curno

La mamma di Marisa Sartori, uccisa dall’ex marito a Curno perché aveva chiesto il divorzio, ha rivelato a La Vita in Diretta un timore che ha maturato insieme alla sua famiglia. All’inviato del programma di Raiuno ha raccontato che nella zona in cui vivono abitano anche molti parenti di Ezzedine Arjoun, che hanno anche numerosi precedenti alle spalle. Il fatto che l’uomo abbia addossato a Deborha, la sorella della vittima, le responsabilità di quanto accaduto, fanno temere tentativi di ritorsioni da parte dei familiari di Arjoun nei confronti dei familiari di Marisa Sartori o della stessa Deborah. Il programma ha intervistato anche Silvia, un’amica di Marisa che è stata testimone di alcune aggressioni: «Negli occhi non aveva amore, ma solo odio allo stato puro. Lui alzò un pugno come se volesse colpirla e farle male. Se lo faceva in pubblico, chissà cosa accadeva in casa… E lei piangeva e si vergognava, ma doveva vergognarsi lui». A La Vita in Diretta ha parlato anche Amelia, la donna che ha soccorso Marisa e la sorella. «Ero a casa di mia madre perché dovevamo festeggiare il mio compleanno. Mia nipote dal citofono mi ha chiamata perché aveva incrociato Deborha che chiedeva aiuto». La nipote le ha detto che erano state aggredite da un uomo armato di coltello, quindi è corsa giù dove ha trovato anche il padre di Marisa. «Marisa era sdraiata, suo padre cercava di chiamarla, abbiamo provato a tamponarle le ferite e a sollecitare i soccorsi, ho fatto il massaggio cardiaco e lei ha dato gli ultimi respiri». (agg. di Silvana Palazzo)

OMICIDIO CURNO, PARLA LA FAMIGLIA DI MARISA SARTORI

Cinque coltellate, una letale al cuore: così è morta Marisa Sartori, uccisa dall’ex Ezzedine Arjoun perché aveva chiesto il divorzio. La furia non si è fermata neppure di fronte alla sorella, Deborha, intervenuta in soccorso di Marisa. «Bisogna intervenire prima, non aspettare che succedano queste cose, quando si fanno le denunce. Una ragazza di 25 anni non può morire così», dice una parente della vittima a Lombardia Nera. «Non ci sono parole, è una vergogna, c’è da mettergli sulla sedia elettrica», ripete un’altra parente sull’omicidio di Curno. La mamma di Marisa a Lombardia Nera ha fornito le ultime notizie sulle condizioni di salute dell’unica figlia sopravvissuta all’agguato. «È uscita dal coma farmacologico, sta bene». E conferma che tutta la famiglia «era molto spaventata per Marisa». Lo era ad esempio sua sorella Deborha, che ha chiesto subito di lei quando si è svegliata. «È stata uccisa?», le sue prime parole.

MARISA SARTORI, FIACCOLATA PER OMICIDIO DI CURNO

L’aveva minacciata più volte, girava anche con un taser, come riporta Lombardia Nera che ha raccolto anche alcune testimonianze. «Le aveva messo le mani addosso, avevamo allertato le forze dell’ordine per avvisarli di questa situazione», racconta un uomo. «Abbiamo chiamato subito i carabinieri, aveva l’odio negli occhi. Per vivere doveva stare con lui, ma quella non era vita», un’altra testimonianza. La donna si era rivolta alla legge, ma questo non è bastato per evitare la tragedia. Anche i vicini avevano paura. «Non era serena, stava lottando per riprendersi», aggiunge un’amica. La mamma di Marisa Sartori intanto ha scritto una lettera pubblicata sul gruppo “Sei di Bergamo se…” per ringraziare quanti hanno partecipato alla fiaccolata. «Abbiamo sentito attorno a noi quell’umanità solare, carica di energia positiva, l’energia di chi ci vuole bene e di chi lo fa con sguardo attento verso di noi, verso Marisa, verso Deborha».

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