Kevin Masocco, dimesso il leghista di Bolzano/ Diceva “C’è una dj da violentare”

Kevin Masocco ha presentato le proprie dimissioni dopo lo scandalo scoppiato per l’audio “Dj da violentare”

Kevin Masocco
Kevin Masocco (Facebook)

Si è dimesso Kevin Masocco, il consigliere comunale leghista a Bolzano, che si era reso protagonista negli scorsi giorni di un siparietto deplorevole e maschilista. Ricapitoliamo un attimo la vicenda per chi non avesse letto la precedente notizia. Il quotidiano dell’Alto Adige Tageszeitung ha pubblicato pochi giorni fa un messaggio audio attribuito appunto all’esponente della Lega. Parlando con un suo amico Masocco diceva: «Vieni allo Juwel, c’è una DJ f… da violentare. Adesso ti faccio una foto porco ..». Volgarità, bestemmie, e soprattutto quella frase “da violentare”, che fece venire la pelle d’oca. Lungi da noi pensare che lo stesso Masocco potesse realmente stuprare la disk jockey del locale, fatto sta che tali dichiarazioni hanno scatenato un feroce dibattito sul web, e sono state condannate all’unanimità. Ma c’è chi non si è limitato semplicemente a commentare il tutto via social, come ad esempio l’ex presidente della camera, Laura Boldrini, che starebbe valutando se procedere legalmente contro lo stesso consigliere comunale. L’ex numero uno della Camera, al di là dell’indignazione post-audio choc, vorrebbe querelare Masocco perché è lo stesso che nel 2017 ha pubblicato una foto a fianco di alcune mucche, con la didascalia «Selfie con la Boldrini».

KEVIN MASOCCO DIMESSO IL LEGHISTA DI BOLZANO

L’esponente leghista ha deciso di assumersi le proprie responsabilità, e dopo una smentita iniziale ha fatto un passo indietro dimettendosi. «Dopo quasi una settimana di silenzio ho deciso di prendere pubblicamente posizione riguardo quanto successo – scrive Masocco in una nota – quella che è stata una bravata, per quanto inopportuna e condannabile, si è trasformata in un accanimento mediatico contro la mia persona». Masocco sottolinea di aver sbagliato due volte, prima di tutto, affermando «cose inopportune delle quali mi vergogno e mi dispiaccio», e secondariamente, negando appunto la stessa paternità del file audio. «Non voglio però che quanto accaduto – conclude la nota – diventi un attacco non solamente alla mia persona, alla mia famiglia, ma anche alla Lega. Per questo motivo ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da Consigliere Comunale».



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