Costrette a prostituirsi dai genitori per soldi o regali/ Ancona, in 8 a processo

- Silvana Palazzo

Ancona, due sorelle costrette a prostituirsi dai genitori in cambio di soldi o regali. Oggi davanti al gup come parti civili, in 8 invece a processo

Avvocato genovese condannato
Avvocato genovese condannato

Due sorelle erano costrette a prostituirsi dai loro genitori. A 14 e 16 anni si sono ritrovate ad essere baby prostituite. Mamma e papà le avrebbero costrette ad avere rapporti sessuali con uomini ultrasessantenni in cambio di denaro (dai 20 ai 50 euro) o ricariche telefoniche, a seconda delle prestazioni. Per questo otto persone sono finite davanti al gup di Ancona, stando a quanto riportato dal Resto del Carlino. Oggi le baby prostitute sono parti civili davanti al giudice dell’udienza preliminare di Ancona Paola Moscaroli. Le due ragazze, ora maggiorenni, sono ospiti di una struttura d’accoglienza. Tra le otto persone accusate a vario titolo di reati che vanno dall’induzione alla prostituzione minorile, consumata o tentata, e violenza sessuale ci sono appunto i genitori. Devono rispondere anche di maltrattamenti in famiglia per aver fatto mancare alle figlie idonee condizioni di vita igienico sanitarie e un’educazione, provocando sofferenze fisiche e morali.

COSTRETTE A PROSTITUIRSI DAI GENITORI PER SOLDI O REGALI

Tra gli imputati c’è anche una giovane, accusata di aver favorito la prostituzione. Come riportato dal Resto del Carlino, le parti civili chiedono complessivamente 380mila euro di danni agli imputati. I fatti contestati dal pm Ruggiero Dicuonzo risalgono a quattro anni fa. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Urbino sono partite dopo una segnalazione. Sono state piazzate delle “cimici” per intercettare le conversazioni in ambienti e al telefono. L’operazione culminò anche in due arresti. Il padre delle due baby prostitute risulta al momento irreperibile. Stando a quanto riferito dal quotidiano, due imputati che, secondo l’accusa avrebbero avuto contatti con le due sorelle, hanno dichiarato di essere stati adescati e di non aver avuto nessuna intenzione di approfittare delle ragazzine.



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