Martina, figlia di Angelo Peveri/ “Non è violento, non voleva uccidere nessuno”

Parla Martina, figlia dell’imprenditore piacentino Angelo Peveri: “Non è violento”

Martina Peveri con il padre, in carcere
Martina Peveri con il padre (web)

Continua a far discutere il caso dell’imprenditore Angelo Peveri, in carcere per aver ferito gravemente con un’arma da fuoco, un ladro che era entrato nella sua proprietà per rubargli il gasolio. Ospito presso la trasmissione Mattino Cinque di Canale 5, condotta da Federica Panicucci, vi era Martina Peveri, la figlia di Angelo. «Si è trattato di un incidente – racconta la ragazza, decisamente amareggiata – mio padre non ha mai voluto uccidere nessuno. In questi anni ogni tanto si svegliava e veniva a dormire da me per le paure che lo assalivano». L’episodio risale al 2011 quando Angelo Peveri, assieme ad un suo dipendente (anch’egli in carcere), fece inginocchiare uno dei tre ladri che avevano violato il suo capannone, e poi gli sparò, ferendolo. Per i giudici fu eccesso di legittima difesa, in quanto appunto il malvivente era inginocchiato e innocuo, di conseguenza Angelo Peveri è finito dietro le sbarre.

PARLA MARTINA, FIGLIA DELL’IMPRENDITORE ANGELO PEVERI

Martina descrive così suo padre: «Un lavoratore, non certo un violento. Un padre che non ci ha mai fatto mancare nulla. Per me è un esempio: se un giorno avrò dei figli vorrei essere un genitore come lui. Tornasse a quella sera – aggiunge con certezza – non sparerebbe». Martina racconta così i primi giorni di prigionia del padre: «Ho visto una persona che si è adattata alla situazione, ma sicuramente sofferente». La scorsa settimana, pochi giorni dopo la condanna, l’imprenditore del piacentino aveva ricevuto la visita in carcere del ministro dell’interno Matteo Salvini, un vis-a-vis che aveva creato non poche polemiche, a cominciare dalla magistratura, che si era sentita delegittimata da quel gesto: «Io non ci voglio vedere il politico ma l’uomo Salvini – le parole di Martina su quell’incontro, rilasciate ai microfoni de Il Corriere della Sera – che ha avuto parole buone e questo mi ha fatto piacere. Non dico che mio padre meriti una medaglia ma nemmeno che venga trattato come un malvivente».



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