Preside vs Fortnite: “Piccole gang di bulli”/ Lettera ai genitori: “Vietatelo, alunni dipendenti e aggressivi”

Fortnite, scatta l’allarme nelle scuole. La preside del Rezzara di Carrè, Luciana Bassan, invia una lettera alle famiglie degli alunni: “Vietatelo”.

09.02.2019 - Carmine Massimo Balsamo
fortnite
Immagine di repertorio

Scatta l’allarme Fortnite. Tra i videogiochi più amati dai giovani, l’esperienza virtuale prevede che i giocatori salvino il mondo dopo un’apocalisse con armi da fuoco e violenza. E nelle scuole è scattata l’allerta, con presidi e genitori che lanciano un avviso ai genitori sull’uso eccessivo del videogame del momento. Come riporta Il Corriere della Sera, la preside Luciana Bassan della scuola media vicentina Rezzara di Carrè ha deciso di inviare una lettera alle famiglie degli studenti: «I docenti sono preoccupati. A breve partiranno incontri con specialisti in ogni classe e ci sarà una riunione specifica sul tema con i genitori». Prosegue la dirigente scolastica: «Abbiamo constatato, attraverso varie testimonianze raccolte, che i ragazzi nutrono un interesse esagerato per Fortnite tanto che dichiarano di passare da svariate ore ad intere giornate, talvolta in orario notturno».

LUCIANA BASSAN: “CREA DIPENDENZA E PREOCCUPAZIONE DA PARTE DEI DOCENTI

Luciana Bassan evidenzia: «Il gioco prevede di poter giocare contemporaneamente con altri compagni e talvolta nascono dialoghi e discussioni non positive, con uso di un linguaggio non adeguato. Le discussioni iniziate nel gioco in rete possono terminare nella vita reale con dinamiche di bullismo, che vedono i ragazzi riunirsi in piccole gang e scagliarsi contro compagni». Scatta il campanello d’allarme: «Questa cosa crea dipendenza e la preoccupazione da parte dei docenti è emersa nei consigli di classe. A Carrè faremo incontri in ogni classe con un’esperta che parlerà ai ragazzi dei pericoli e rischi dei videogiochi. Poi ci sarà anche una serata con i genitori: non tutti sono a conoscenza di queste attività che i ragazzi fanno a casa mentre loro sono al lavoro». La preside del Rezzara di Carrè non è l’unica ad aver optato per questa strada: anche in altre scuole dell’Alto Vicentino si sono verificati diversi casi di ragazzini che hanno speso centinaia di euro per poter giocare a Fortnite, evidenzia Eco Vicentino. Un esempio su tutti a Sarcedo.



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