STUPRATA ALLA CIRCUMVESUVIANA/ La sorella della 24enne “Non era consenziente”

- Emanuela Longo

24enne stuprata alla Circumvesuviana, la sorella smentisce seccamente: “Non era consenziente”

Stupro in Circumvesuviana
Stupro in Circumvesuviana (Storie Italiane)

Proseguono le indagini in merito alla 24enne stuprata alla stazione della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano. Oggi la trasmissione della Rai, Storie Italiane, ha intervistato la sorella della vittima, un’altra giovane ragazza che è rimasta ovviamente anonima e la cui voce è stata occultata per evitare che si possa risalire alla famiglia che ha subito questo gravissimo sopruso. «Mia sorella è molto provata – le parole alla televisione pubblica della sorella stuprata – così come la mia famiglia. Siamo tutti uniti in questa sofferenza ed ora vogliamo solo giustizia». Secondo la tesi dei tre arrestati, tutti giovani fra i 18 e i 20 anni, la ragazza sarebbe stata consenziente durante il rapporto nell’ascensore. Notizia che è stata seccamente smentita dalla sorella della vittima: «Siamo certi che abbia subito una violenza, non era in nessuno mondo consenziente durante l’atto, impossibile che abbia permesso un rapporto così come descritto». La ragazza si dice arrabbiata perché «E’ impensabile che una giovane possa subire una violenza in luoghi pubblici a orari di punta, di fronte alla gente». La 24enne era una giovane normalissima, così come tutte le altre della sua età: «E’ una ragazza normalissima, come tante, ha due o tre amiche con cui esce spesso, ama il cinema, il teatro e la musica, spesso usciamo insieme ma non facciamo nulla di diverso dalle altre». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STUPRO IN CIRCUMVESUVIANA, ARRESTATI “CONSENZIENTE

La giovane vittima dello stupro di gruppo che si sarebbe consumato nei giorni scorsi nell’ascensore della stazione della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano, sarà riascoltata oggi alle ore 12.00. I tre giovani fermati, hanno preso le distanze dalle accuse e si sono difesi asserendo che la ragazza fosse consenziente. La trasmissione Storie Italiane è tornata sul caso tentando di sentire le famiglie dei tre ragazzi che, secondo quanto emerso dai media, dopo il loro arresto avrebbero applaudito ai tre ragazzi ma in tutti i casi si sono rifiutate di rilasciare un commento. Sconvolge il fatto che la popolazione abbia in parte dato la colpa alla vittima, rea, a loro detta, di aver spesso indossato abiti troppo succinti. Secondo l’avvocato Maurizio Capozzo, invece, la sua assistita sarebbe una ragazza timida, molto tranquilla, “conosceva uno dei ragazzi perchè 20 giorni prima è avvenuto fatto simile”. “Sono tre buoni ragazzi”, ha invece commentato un amico dei tre arrestati, “Lei provoca tutti, andate a vedere come va in giro!”, dice, giustificando il gesto ignobile dei tre.

STUPRO IN CIRCUMVESUVIANA: PARLA L’AVVOCATO DELLA VITTIMA

L’avvocato Maurizio Capozzo, difensore della vittima, ha commentato a Storie Italiane in collegamento telefonico il presunto applauso rivolto ai ragazzi dopo la loro presunta confessione di stupro. “Mi attengo a quanto letto dalle cronache perchè la parte offesa non può accedere alle dichiarazioni, ho letto da più giornali dell’applauso ma non credo abbia bisogno di commenti, il gesto si commenta da sé”, si è limitato a spiegare. In merito alle accuse verso i tre giovani ha aggiunto: “Il reato contestato è quello di violenza sessuale, l’unica chiave che si ha per scardinare l’accusa è lasciare credere che la vittima sia consensuale, comprendo l’atteggiamento difensivo ma le ricostruzioni smentiscono tutto, dalle immagini delle telecamere agli accertamenti medici, oltre a un dato su tutti: se una persone adulta intende avere un rapporto sessuale mi pare difficile che accetti di averlo in un ascensore della circumvesuviana di pomeriggio, mentre uno di loro cerca di tenere bloccato l’ascensore”. Quindi ha confermato che da quasi un mese la ragazza era preda dei tre arrestati: “La ragazza era molto abitudinaria tutti i giorni negli stessi orari passava da quella stazione. A me ha raccontato di aver subito avance da questi ragazzi ed altri nelle settimane precedenti evitando di andare oltre, sarebbe rientrata in casa mentre questi ragazzi la seguivano fino al pianerottolo di casa”.

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