Uccise moglie: condannato a 30 anni/ Piacenza, “capisco la rabbia dei miei figli”

Uccise la moglie a coltellate lo scorso maggio: condannato a 30 anni. Prima della sentenza si è detto pentito e si è rivolto ai due figli

14.03.2019 - Emanuela Longo
Comune Aprilia condannato
Comune Aprilia condannato (Pixabay)

E’ giunta oggi la condanna a 30 anni di carcere a carico di Xhevdet Mehmeti, l’uomo di 57 anni che lo scorso 27 maggio uccise a coltellate la moglie, sua connazionale, Elca Tereziu di anni 52, al culmine di una violenta lite all’interno dell’abitazione dove la coppia viveva, a Piacenza. Il corpo esanime della vittima, trovato in una pozza di sangue, era stato scoperto dal figlio 17enne. La sentenza del processo che si è svolto con rito abbreviato, ha previsto l’assoluzione dell’imputato dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. Prima del verdetto l’uomo ha reso dichiarazioni spontanee dicendosi pentito e spiegando di comprendere alla perfezione il rancore dei suoi figli. Ai due figli il giudice ha riconosciuto un risarcimento di 250mila euro, mentre in merito al risarcimento per gli altri familiari, come riferisce IlPiacenza.it, si rinvia alla causa in sede civile. Disposta invece una provvisionale di 10mila euro per il Comune di Piacenza che si era costituto parte civile nel procedimento contestando i danni morali e di immagine. Questo è stato il primo riconoscimento ottenuto dal Comune per un caso di violenza su una donna.

UCCISE MOGLIE A COLTELLATE: CONDANNATO A 30 ANNI

I due figli della vittima e dell’uomo condannato al massimo della pena con il rito abbreviato sono attualmente in carico ai servizi sociali. Oggi hanno 18 e 20 anni e sono assistititi dall’avvocato Rexho Bledar. Poco prima della sentenza di condanna, Xhevdet Mehmeti ha voluto leggere una propria dichiarazione. L’uomo si è detto pentito di ciò che ha fatto alla donna e poi, rivolgendosi ai suoi due figli, ha detto di comprendere la rabbia che nutrono nei suoi confronti. Infine, ha spiegato di non aver mai maltrattato o aggredito la moglie durante i numerosi litigi. L’avvocato Rovegno, suo difensore, sta valutando il ricorso in Appello, ma ha asserito di voler attendere le motivazioni della sentenza. Sicuramente per il figlio minore della coppia quel giorno di maggio dello scorso anno resterà per sempre impresso nella memoria. Il ragazzo cercò invano di soccorrerla ma non riuscì a salvarla dalle ferite. Il pm Colonna, nella sua requisitoria e nonostante il rito abbreviato, aveva comunque chiesto a carico dell’imputato la condanna all’ergastolo per la ferocia dell’accoltellamento e per i futili motivi.



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