PAPA FRANCESCO IN CAMPIDOGLIO/ L’incontro con la Raggi un toccasana per il M5s

- Niccolò Magnani

Papa Francesco ha visitato ieri il Campidoglio e ha incontrato il sindaco di Roma, Virginia Raggi

Papa Francesco con Virginia Raggi
Papa Francesco in Campidoglio con Virginia Raggi (LaPresse, 2019)

E’ stato un successo la visita di Papa Francesco in Campidoglio, o meglio “Una manosanta” per dirla con le parole utilizzate dai grillini dopo l’incontro, riportate stamane dal quotidiano Il Messaggero. Il vis-a-vis fra Bergoglio e il sindaco di Roma Virginia Raggi è stata un’operazione mediatica “perfetta”, senza sbavature, un toccasana per l’amministrazione capitolina falcidiata negli ultimi mesi da indagini, processi e arresti. C’è sintonia fra il Movimento 5 Stelle romano e la Chiesa, con le due realtà d’accordo su diversi temi, a cominciare dalla chiusura domenicale dei negozi, passando per l’accoglienza e l’integrazione. Una sintonia che si era già intravista lo scorso mese di febbraio, quando il vice presidente del consiglio, Luigi Di Maio, aveva incontrato il cardinale Pietro Parolin lontano dai riflettori, incontro che aveva appunto già evidenziato i punti in comuni fra la Chiesa e i pentastellati. «Una dose di energia in un momento difficile», sussurrano fra i corridoi del campidoglio, e non mancano le frecciate ai rivali leghisti «Avete letto tra le sfumature la sintonia tra noi e il Papa sui temi sociali? Cosa diranno i leghisti?». La Raggi e il Papa hanno anche parlato in privato per circa 15 minuti, difficile che si sia toccata la questione Imu Chiesa, mentre è più probabile che si sia parlato di ambiente e di aiuti nei confronti di poveri e senzatetto. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PAPA FRANCESCO IN CAMPIDOGLIO

“Roma si mantenga all’altezza dei suoi compiti e della sua storia, e che sappia anche nelle mutate circostanze odierne essere faro di civiltà e maestra di accoglienza”: nel corso della sua visita in Campidoglio, punta tutto sul rinnovato splendore da ridare alla Città Eterna e anche sul tema dell’integrazione Papa Francesco. Dopo il saluto alla cittadinanza assieme alla sindaca Virginia Raggi sul balcone che dà sui Fori Imperiali, il Pontefice ha parlato anche nell’Aula Giulio Cesare, facendo un appello alla capacità dei romani di saper integrare e “far sentire ciascuno partecipe a pieno titolo di un destino comune” non in riferimento solo ai migranti ma probabilmente anche a tutti coloro che, in una realtà sociale ed economica che vede vaste fasce della popolazione restare ‘indietro’, non si sentono più parte di una comunità. (agg. di R. G. Flore)

L’APPELLO ALLA SINDACA RAGGI

Un appello a tutta la città che “suona” anche come un chiaro messaggio al sindaco Raggi e a tutte le Amministrazioni che seguiranno nei prossimi anni: non degradare lo splendore dell’Urbe, un monito chiaro per tutti, ribadito anche nel saluto alla cittadinanza avvenuto prima di entrare in Campidoglio. «Come vostro Vescovo di solito vi incontro a San Pietro, a San Giovanni, o nelle parrocchie… Oggi mi è dato di rivolgervi la parola e il saluto dal Campidoglio, culla di questa Città e cuore pulsante della sua vita amministrativa e civile. Grazie della vostra presenza e grazie dell’affetto che nutrite per il Successore di Pietro!»; un passaggio del suo discorso è dedicato anche alla profonda accoglienza che la città di Roma dimostra da secoli, in particolare «Nel cuore del Papa trovano posto anche coloro che non condividono la nostra fede, sono tutti fratelli: per tutti è la mia vicinanza spirituale, e il mio incoraggiamento ad essere ogni giorno “artigiani” di fraternità e di solidarietà. Questo è il compito di un cittadino: essere artigiano di fraternità e solidarietà. Come tanta gente in tutto il mondo, anche voi, cittadini di Roma, siete preoccupati del benessere e dell’educazione dei vostri figli; vi sta a cuore il futuro del pianeta, e il tipo di mondo che lasceremo alle generazioni future. Ma oggi, e ogni giorno, vorrei chiedere a ciascuno di voi, secondo le proprie capacità, di prendervi cura l’uno dell’altro, di stare vicini gli uni agli altri, di rispettarvi a vicenda. Così incarnate in voi stessi i valori più belli di questa Città: cioè una comunità unita, che vive in armonia, che agisce non solo per la giustizia, ma in uno spirito di giustizia».

LA VISITA DEL PAPA IN CAMPIDOGLIO

Nel momento forse più delicato dei 3 anni di giunta Raggi a Roma, Papa Francesco fa visita al Campidoglio con un lungo incontro anche con la sindaca M5s travolta dalle inchieste sul suo gruppo in Comune e dalle emergenze rifiuti, metro Atac e strade della Capitale in stato di coma perenne. Una grande accoglienza è stata comunque riservata al Pontefice, con tanto di foto opportunity dal balcone del Campidoglio non appena arrivato nella sede di Palazzo Senatorio. «Roma sia una città aperta, la città del multilateralismo e del multiculturalismo. Roma ospita le rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo con le quali è vivo un rapporto di confronto e dialogo costante. Un rapporto che viene consolidato attraverso numerose iniziative di interrelazione», fa sapere il sindaco Virginia Raggi in attesa dell’arrivo di Papa Francesco che, come confida subito dopo il suo arrivo, desiderava da tempo «venire in Campidoglio per salutare tutti i romani». Durante il primo discorso tenuto da un Papa all’Amministrazione Capitolina, Papa Bergoglio ha esordito «Da tempo desideravo venire in Campidoglio per incontrarvi e portarvi di persona il mio ringraziamento per la collaborazione prestata dalle Autorità cittadine a quelle della Santa Sede in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, così come per la celebrazione di altri eventi ecclesiali».

“ROMA UNO SPLENDORE CHE NON SI DEGRADI”

A pochi giorni dall’arresto del Presidente di quell’Assemblea (Marcello De Vito, ndr) Papa Francesco non cita direttamente ma si fa ben comprendere dalla platea, compresa la Raggi: «Formulo perciò i migliori auspici affinché tutti si sentano pienamente coinvolti per raggiungere questo obiettivo, per confermare con la chiarezza delle idee e la forza della testimonianza quotidiana le migliori tradizioni di Roma e la sua missione, e perché questo favorisca una rinascita morale e spirituale della Città». Poco prima il Pontefice aveva insistito sull’importanza che Roma possa mantenersi all’altezza dei suoi compiti e della sua storia, «che sappia anche nelle mutate circostanze odierne essere faro di civiltà e maestra di accoglienza, che non perda la saggezza che si manifesta nella capacità di integrare e far sentire ciascuno partecipe a pieno titolo di un destino comune». Una città aperta che è però scrigno di tesori inestimabili «spirituali, storico-artistici e istituzionali, e nel medesimo tempo è il luogo abitato da circa tre milioni di persone che qui lavorano, studiano, pregano, si incontrano e portano avanti la loro storia personale e familiare, e che sono nel loro insieme l’onore e la fatica di ogni amministratore, di chiunque si impegni per il bene comune della città». In chiusura l’appello forte e chiaro perché questi tesori non vadano sprecati come purtroppo troppo spesso le amministrazioni capitoline hanno permesso: «è un organismo delicato, che necessita di cura umile e assidua e di coraggio creativo per mantenersi ordinato e vivibile, perché tanto splendore non si degradi, ma al cumulo delle glorie passate si possa aggiungere il contributo delle nuove generazioni, il loro specifico genio, le loro iniziative, i loro buoni progetti» sentenzia Papa Francesco.

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