Vincenza Avino, uccisa dall’ex/ Omicidio annunciato dopo le denunce (Amore Criminale)

- Emanuela Longo

Vincenza Avino, il caso ad Amore Criminale: giovane madre uccisa dall’ex compagno Nunzio Annunziata dopo le numerose denunce, “una tragedia annunciata”

Vincenza Avino
Vincenza Avino

Il femminicidio di Vincenza Avino sarà al centro della nuova puntata di Amore Criminale, la trasmissione in onda nella prima serata di oggi su Raitre. Vincenza, conosciuta da tutti come Enza, era una giovane madre 31enne uccisa dall’ex compagno Nunzio Annunziata a Terzigno (Napoli) proprio davanti alla scuola della figlia, il 14 settembre 2015. Un delitto per certi aspetti annunciato, come si dirà più tardi, poichè giunto dopo numerose denunce alle forze dell’ordine da parte della vittima contro colui che si sarebbe poi trasformato nel suo aguzzino. Vincenza e Nunzio si conobbero subito dopo la separazione della donna dal marito ma sin dal principio la loro relazione assunse i contorni di un amore malato e tormentato, nonché pieno di violenza. Davanti alle minacce ed alle violenze subite però, Enza non rimase in silenzio ma denunciò sempre fino a presentare ben 20 querele in appena 3 mesi. Il primo maggio del 2015 si consumò l’ennesimo episodio di violenza, il più grave prima del femminicidio: Nunzio, del tutto ubriaco, riuscì ad accedere all’appartamento della donna arrampicandosi fino al terzo piano. Una volta entrato in casa tentò di trascinare Enza con lui nel vuoto. Furono i genitori della donna, che abitavano al piano di sotto, ad intervenire riuscendo a salvare la figlia e a cacciare via l’uomo violento. Quell’episodio però, fu solo la punta dell’iceberg.

VINCENZA AVINO, LE NUMEROSE DENUNCE CONTRO L’EX NUNZIO ANNUNZIATA

Nonostante le copiose denunce presentate da Vincenza Avino nei confronti di Nunzio Annunziata, quest’ultimo non si arrese facilmente alla tentazione di lanciare minacce. Anche dopo la decisione della donna di porre fine a quella tormentata relazione, l’ex compagno continuò ad angosciarla senza tregua. Dopo uno stalking durato circa tre mesi e durante i quali Enza fu costretta a recarsi più volte dai carabinieri per segnalare le continue molestie, i magistrati disposero finalmente gli arresti domiciliari. Il Riesame, tuttavia, attenuò la misura cautelare trasformandola in divieto di avvicinamento alla donna ma ancora una volta, del divieto nei suoi confronti l’uomo non ne tenne affatto conto. Non bastò infatti questo a fermare Nunzio che il 14 settembre del 2015 mise fine al suo piano omicida, uccidendo la sua ex compagna con due colpi di arma da fuoco esplosi da una macchina in corsa guidata proprio da lui. Enza, in quei frangenti, usciva per l’ennesima volta dalla caserma dei carabinieri. Dopo averla finita a colpi di pistola – rammenta NapoliToday nella sua ricostruzione – il killer scese dalla vettura portando via la borsa della vittima. Usando lo stesso cellulare della donna, chiamò poi i genitori annunciando che avrebbe presto ucciso anche loro.

NUNZIO ANNUNZIATA, L’ARRESTO E I PROCESSI

Nunzio Annunziata fu arrestato il 15 settembre a Poggiomarino dopo ore di fuga in seguito all’omicidio dell’ex compagna Vincenza Avino. La famiglia della vittima parlò sin da subito di una tragedia annunciata dal momento che Enza aveva sporto numerose denunce ma fu lasciata sempre da sola. Nel novembre del 2016 il Tribunale di Nola condannò Nunzio a 30 anni di reclusione e non all’ergastolo, come aveva invece richiesto il pubblico ministero Maurizio De Franchis, in quanto secondo i giudici non sussisteva l’aggravante della crudeltà. Una sentenza giunta al termine del primo grado celebrato con rito abbreviato e che sorprese molto i legali di parte civile. Il 30 marzo dello scorso anno è giunto a termine anche il processo di secondo grado durante il quale è stata confermata la stessa condanna a 30 anni a carico dell’assassino reo confesso di Enza da parte dei giudici della Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Napoli. Si resta in attesa dell’ultimo grado di giudizio a carico dell’uomo.

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