Michela Morellato, scandalo Joseph Harrington/ “E’ stato il generale USA a provarci”

- Carmine Massimo Balsamo

Vicenza, la verità di Michela Morellato sul caso di Joseph Harrington, il generale Usa “messo a riposo” dopo lo scandalo: le sue parole a Oggi.

Michela Morellato
Michela Morellato a Free Talk

Caso Joseph Harrington, ecco la verità di Michela Morellato: la soubrette vuota il sacco ai microfoni di Oggi dopo lo scandalo di Vicenza, con il generale USA messo a riposo dopo i messaggi hot scambiati con la showgirl, moglie di un sergente americano di stanza alla base Ederle. La showgirl ha tirato fuori i messaggi scambiati con Harrington, chat molto esplicite con dettagli particolarmente piccati: «Mi dispiace che abbiano messo a riposo il generale Joseph Harrington. Però se l’è cercata, mi ha umiliata e quindi mi è venuta voglia di fargliela pagare. Ma non pensavo fossero così severi». Ma non è tutto; la Morellato ha dichiarato di essere pronta a portare tutti in tribunale: vuole chiedere un risarcimento danni di ben 2 milioni di dollari.

MICHELA MORELLATO: “E’ STATO LUI A PROVARCI”

Prosegue Michela Morellato ai microfoni del settimanale Oggi: «Mi ha notata nella palestra della caserma, mi ha chiesto l’amicizia su Facebook: abbiamo iniziato a chattare… Mai usciti insieme. Era un’amicizia affettuosa e solo virtuale. Vabbé, lui faceva delle avances, ma io glissavo». La showgirl 32enne poi evidenzia: «Sarebbe bastato che mi avesse detto: “Michela, non posso più chattare con te, scusami” e tutto sarebbe finito lì, invece mi ha fatto passare per pazza. Così prima sono andata a raccontare tutto all’ufficio che si occupa di questi problemi, e poi con un avvocato americano… Comunque io con l’esercito degli Stati Uniti avevo un patto: avrebbero protetto le mie informazioni con l’anonimato. E invece hanno mandato un’informativa alla caserma di Vicenza dove il mio nome è spiattellato bello chiaro. Da allora la vita è diventata impossibile. Ero l’italiana che aveva distrutto il generale, la strega. Mia figlia ha preso anche un pugno da un’altra bambina… Poi mi hanno accusata di spionaggio».



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