Sergio Ragno, carabiniere vittima del dovere?/ “Equo indennizzo? Una delusione”

- Silvana Palazzo

Sergio Ragno, carabiniere vittima del dovere? La famiglia lotta da 15 anni per il riconoscimento. A La Vita in Diretta: “Equo indennizzo? Una delusione”

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Sergio Ragno, carabiniere vittima del dovere?
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Un semplice incidente o vittima del dovere? Attorno a questo interrogativo si intreccia la battaglia della mamma di Sergio Ragno, un carabiniere di 24 anni morto in un incidente stradale durante un’operazione. Alla famiglia sono stati concessi i benefici derivanti dal riconoscimento di una causa di servizio, ma la mamma Vittoria Olimpio sta facendo di tutto affinché venga considerato vittima del dovere. A tal proposito, è in corso una causa che dovrebbe concludersi entro luglio 2019. Nelle ultime udienze è emersa una verità sorprendente: per la prima volta uno dei suoi colleghi testimoni oculari dell’incidente ha ammesso che erano impegnati in un’operazione di servizio. «Adesso abbiamo solo il suo ricordo, ma non riusciamo a farci una ragione. Lui non doveva essere là quel giorno», ha dichiarato la mamma di Sergio Ragno a “La Vita in Diretta”. «Quell’equo indennizzo venne liquidato in quanto venne riconosciuta la causa di servizio, quindi che stava svolgendo un servizio. Quel riconoscimento venne adottato perché si riconobbe che era un infortunio in itinere, ma non era vittima del dovere», ha dichiarato l’avvocato Giulio Murano.

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SERGIO RAGNO, CARABINIERE VITTIMA DEL DOVERE?

La famiglia di Sergio Ragno è in attesa da 15 anni del riconoscimento, che non ha solo un valore economico, ma anche etico e morale. «Bisogna dare onore a mio figlio», ha dichiarato la mamma a “La Vita in Diretta”. Il carabiniere brindisino stava partecipando ad un’operazione di servizio decisa dai superiori del comando provinciale di Firenze quel 17 giugno 2004. Un’operazione “insolita”, perché svolta in borghese e con i propri mezzi. In sei partirono dalla caserma per arrestare uno spacciatore, ma l’operazione venne rovinata e decisero di tornare indietro. Sergio Ragno era alla guida della sua moto quando venne travolto da un’auto e perse la vita. I colleghi avvisarono i superiori, ma da quel momento sull’intera vicenda calò una fitta nebbia. I colleghi diventarono nelle testimonianze semplicemente degli amici. Nessuno fece notare che era strano il fatto che si trovassero insieme fuori servizio.

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