Carabiniere ucciso, fiaccolata a Cagnano Varano/ Collega operato: proiettile estratto

- Davide Giancristofaro Alberti

Cagnano Varano, fiaccolata in memoria del carabiniere ucciso: il collega è stato operato per estrarre il proiettile che lo aveva ferito, condizioni stazionarie

Agguato Mondragone
Carabinieri (LaPresse)

Cagnano Varano, il piccolo centro in provincia di Foggia, ieri sera si è radunato in piazza in occasione di una fiaccolata organizzata per ricordare il sacrificio del carabiniere ucciso brutalmente, Vincenzo Di Gennaro. Un gesto per ribadire la stima che la comunità riponeva nel maresciallo e per “urlare” il suo no silenzioso alla violenza. La comunità, come spiega La Gazzetta del Mezzogiorno, si è così ritrovata lungo la strada principale del paese fino a giungere davanti alla ludoteca dove Di Gennaro e il collega sono stati colpiti dal presunto killer, Vincenzo Papantuono. Quindi il corteo si è concluso proprio davanti alla stazione dei carabinieri. Intanto, come riferisce FoggiaToday, il collega del carabiniere ucciso, Pasquale Casertano, è stato sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione del proiettile, terminata solo nel tardo pomeriggio di ieri. Le sue condizioni sono state definite stazionarie ma la prognosi potrà essere sciolta solo tra qualche giorno. Attualmente è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva dove resterà in osservazione per le prossime 48 ore. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL PADRE “AMAVA SUA DIVISA”

Il padre di Vincenzo Di Gennaro, ai microfoni di FoggiaToday non si dà pace. Luigi piange oggi la morte dell’amato figlio, il carabiniere ucciso nel Foggiano, ricordando al tempo stesso il suo grande amore per la divisa che indossava e che ha sempre onorato, giorno dopo giorno, talmente tanto da aver accumulato tante onorificenze per il suo lavoro. “Aveva un grande senso di appartenenza all’Arma”, ha ammesso, “Era appassionato alla sua divisa”. Anche Palermo, come ricorda oggi Repubblica.it, ha voluto dedicare un minuto di silenzio al carabiniere ucciso e per questo, nella giornata di oggi, davanti al Museo etnografico siciliano “Giuseppe Pitrè”, prima del concerto del 12° reggimento dei carabinieri che ha inaugurato il secondo appuntamento de “La Domenica Favorita” nel capoluogo siciliano, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del militare. “Un gesto doveroso di solidarietà e vicinanza  alla famiglia e di rispetto per il sacrificio ed il dolore che colpisce tutta l’Arma dei carabinieri”, ha commentato il primo cittadino Leoluca Orlando. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA COMPAGNA “PROGETTAVAMO IL MATRIMONIO”

Giungono oggi le parole cariche di dolore di Stefania Gualano, compagna del carabiniere ucciso a Cagnano Varano, Vincenzo Di Gennaro. A riportare è il quotidiano Repubblica.it: “Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già convivevamo e ci volevamo molto bene”. Per la donna, “era un bravissimo ragazzo”, una persona che “sorrideva sempre, anche quando aveva difficoltà”. Anche nei momenti più difficili in cui era giù di morale, “lui andava avanti perché diceva che la vita continua. Bisogna lottare e andare avanti”, ha raccontato la donna visibilmente commossa. A parlare anche Luigi Di Gennaro, il padre di Vincenzo, che ha definito il maresciallo ucciso “un grande lavoratore”. “Amava la sua divisa ed era un servitore vero dello Stato. Era molto cattolico e devoto a san Pio. Era un credente e me lo hanno ucciso. I delinquenti me lo hanno ammazzato”, ha aggiunto. Il carabiniere ucciso era considerato da tutti un uomo serio e dotato di grande umanità e rispetto verso il prossimo. “Ha avuto una decina di encomi durante la sua carriera. Me lo hanno ammazzato. Ma è la vita”, commenta oggi il padre disperato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PROCURATORE FOGGIA “NO MAFIA, COLPITO LO STATO”

Una lunga conferenza stampa in cui esprimere da un lato tutti i dettagli dell’operazione e dell’agguato teso dal killer contro il carabiniere ucciso sul colpo a Cagnano Varano, dall’altro un modo per esprimere tutto lo choc per un attacco forse premeditato contro l’Arma dei Carabinieri, ma in realtà contro il Paese intero: così il Procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro ha voluto commentare quanto avvenuto ieri nel Foggiano con il militare morto a 47 anni «un delitto totalmente privo di motivazioni. Abbiamo tentato di interrogare la persona sottoposta a fermo, per conoscere la sua versione dei fatti. Ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere». Secondo quanto riportato dal procuratore, il killer – il pregiudicato Giuseppe Papantuono – «nei giorni scorsi aveva subito due controlli: nel primo fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina; alcuni giorni dopo fu fermato per possesso di un coltello. Fu condotto in caserma per il sequestro e rilasciato. In maniera generica aveva detto: ‘Ve la farò pagare”». Ha scaricato completamente il caricatore contro i due carabinieri in un «omicidio di estrema gravità, che ferisce il Paese e colpisce tutto lo Stato». Secondo Vaccaro, il gesto del killer non sarebbe legato alla criminalità organizzata o alla Mafia bensì «c’è un collegamento con la situazione del Gargano perché è espressione del livello di aggressività che la criminalità ha raggiunto da noi: una persone sottoposta a due controlli, assolutamente fondati, ha una reazione aggressiva verso lo Stato che si è ‘permesso’ di sottoporre a controllo. In questo senso l’episodio non va sottovalutato. Esprime una situazione drammatica sotto il profilo culturale» conclude il procuratore. (agg. di Niccolò Magnani)

CHI ERA VINCENZO CARLO DI GENNARO

Il giorno dopo la tremenda sparatoria di Cagnano Vanaro, è ancora palpabile il dolore per il carabiniere di 47 anni Vincenzo Carlo Di Gennaro, ucciso da Giuseppe Papantuono, pluripregiudicato di 64 anni. Una vita normale quella del maresciallo caduto ieri in provincia di Foggia, fidanzato con Stefania Gualano, estetista di San Severo, il paese d’origine della stessa vittima. Tanti i progetti che i due avevano in cantiere, a cominciare dal matrimonio, per poi trasferirsi in una casa da poco acquistata non senza sacrifici. «Vincenzo era devoto alla sua famiglia, all’Arma, a Padre Pio e alla Juventus…», dice Carlo Venturini, il capitano e comandante della compagnia di Vico del Gargano, da cui dipende Cagnano. Una persona che aveva conquistato la fiducia della gente, e in paese era ben voluto da tutti: «Era il confessore del paese – racconta ancora Venturini – una vecchietta di Cagnano Varano lo andava spesso a trovare perché diceva che di notte vedeva un fantasma e allora lui stava lì per intere mezz’ore a rassicurarla. In caserma, con Vincenzo, erano in nove, di cui tre carabinieri giovanissimi: a loro, si può dire, ha fatto da padre».

CARABINIERE UCCISO A CAGNANO VANARO: LA VISITA DI CONTE

Nella giornata di ieri è giunto a Foggia il presidente del consiglio Giuseppe Conte, profondamente toccato da questa tragedia, che ha voluto far sentire la vicinanza dello stato alla famiglia del maresciallo ucciso, andando poi a trovare in ospedale Pasquale Casertano, l’appuntato 23enne rimasto ferito durante lo scontro a fuoco: «A Foggia per stringere in un abbraccio i familiari del maresciallo Vincenzo Di Gennaro – il post su Facebook di Conte – ucciso questa mattina a Cagnano Varano. Un servitore dello Stato colto di sorpresa e caduto in servizio, nel pieno esercizio delle sue funzioni. Il Governo, l’Arma dei Carabinieri e il Paese intero gli sono debitori e sono al fianco della famiglia che vive la sofferenza di questa perdita». Questa mattina si terrà una conferenza stampa in procura durante la quale verranno forniti ulteriori dettagli sulla vicenda.

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