Saluto romano da parte della candidata sindaca di Vibo Valenta/ “Solo una goliardata”

- Davide Giancristofaro Alberti

Saluto romano a Caio Giulio Cesare Mussolini da parte della candidata sindaco di Vibo Valenta, Maria Limardo

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Vittorio Emanuele III con Mussolini e Hitler (foto da web)
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Saluto romano da parte della candidata sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo. Durante l’incontro avvenuto con Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del noto dittatore e in lista con Fratelli d’Italia alle Europee, la donna ha alzato il braccio al cielo per omaggiare appunto il parente del duce. La notizia, riportata da Repubblica, è segnalata dal Quotidiano del Sud, che racconta di come l’incontro fra i due sia avvenuto nella giornata di ieri durante un’iniziativa pubblica nella sede vibonese del partito di Giorgia Meloni, quindi ancora più grave. Maria Limardo è un ex consigliere comunale di Alleanza Nazionale, ed ora candidata con la coalizione di Centro Destra composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega con Salvini, ex Pd e Udc. Entrando nell’edificio che ospita il partito FdI nel vibonese, la donna, come se nulla fosse, ha effettuato il saluto romano per poi ripetere il gesto poco dopo mentre Caio Giulio Cesare Mussolini presentava il proprio programma per le Europee del prossimo 26 maggio. «È nota la mia appartenenza alla destra social – le parole della donna – la mia storia politica. Mia nonna è stata segretaria del Fascio».

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SALUTO ROMANO DA PARTE DELLA CANDIDATA SINDACA DI VIBO VALENTA

Limardo ha poi tentato di derubricare l’accaduto parlando di “gesto goliardico”, stesse parole utilizzate qualche mese fa da Lucio Dottola, consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Calabria, giustificando il saluto romano effettuato dallo stesso durante una chiama in assemblea. Numerose le reazioni sdegnate al gesto della candidata sindaco di Vibo, a cominciare da Michele Mirabello, consigliere regionale calabrese in quota al Partito Democratico, che spiega: «a chi ha dipinto e descritto la candidatura della Limardo come una novità politica per la città, lei stessa risponde vantando un pedigree fascista poco invidiabile». Resta da capire se verrà preso qualche provvedimento interno in merito alla vicenda Limardo, cosa non accaduta per il “collega” Dottola.

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