Giorgio e Armen Petrosyan/ “Fuga dall’Armenia, cittadini italiani grazie allo sport”

- Emanuela Longo

Giorgio e Armen Petrosyan, campioni sul ring giunti in Italia dall’Armenia come clandestini: la cittadinanza grazie allo sport, il racconto a Storie Italiane

Giorgio e Armen Petrosyan
Giorgio e Armen Petrosyan

A Storie Italiane, nella puntata di oggi, la storia di Giorgio e Armen Petrosyan, due fratelli arrivati in Italia dall’Armenia, oggi campioni mondiali di Thai Boxe. Nello studio della trasmissione di Raiuno, entrambi hanno ripercorso la loro incredibile storia dopo un passato di povertà, caratterizzata dall’arrivo nel nostro Paese in qualità di clandestini e dal grande riscatto grazie allo sport e, nel loro caso, al ring. A prendere per primo la parola è stato Giorgio, che ad Eleonora Daniele ed al suo pubblico ha commentato il caso di Antonio Stano, il 66enne di Manduria: c torturato dai bulli di cui si era parlato in precedenza. “Non c’è più rispetto, noi insegniamo nella nostra palestra a Milano ai ragazzini e ai bambini, a loro manca il rispetto, l’educazione e lo sport e quando vedo scene come quella di Manduria dico che devono fare un’ora nella nostra palestra, è inguardabile quello che accade oggi!”. Dello stesso parere anche il fratello Armen, che ha commentato: “manca il rispetto ma è colpa dei genitori, non insegnano il rispetto e lasciano fare quello che vogliono ai bambini. Io ho preso tanto e mi è servito, adesso i genitori non fanno bene”.

GIORGIO E ARMEN PETROSYAN: IL LORO ARRIVO IN ITALIA

Spazio quindi alla loro storia personale. Giorgio Petrosyan ha spiegato: “Siamo partiti nel ‘99, mio padre ha deciso di portare me e mio fratello grande in Italia”. Il viaggio è stato a bordo di un tir, “per 15 giorni, il viaggio è stato lungo e infernale, siamo arrivati a Milano e dormivamo in stazione”. La fuga dal loro Paese di origine è stata necessaria: “In Armenia non si viveva bene, siamo arrivati qui da clandestini, siamo scappati, arrivati in Italia illegalmente”. Ma con la legge italiana come si sono adeguati? “Non era facile, vivevamo in Caritas. Abbiamo preso un documento per poter lavorare, poi la cittadinanza per meriti sportivi. Attraverso lo sport sono riuscito a diventare un cittadino italiano”, ha rivelato. Lo stesso destino è poi capitato anche al fratello Armen, il quale è riuscito in egual misura ad imporsi in ambito sportivo, grazie al ring. Il prossimo 25 maggio Armen sarà impegnato in un altro importante incontro a Monza “contro un avversario inglese molto forte”, ha chiosato.



© RIPRODUZIONE RISERVATA