Milano, malato di slot tenta suicidio in auto col gas/ Polizia lo salva in extremis

- Silvana Palazzo

Milano, muratore 66enne malato di slot tenta suicidio in auto riempiendola col gas. “Sto rovinando la mia famiglia”, ma la polizia lo salva in extremis

Segregato in casa e ucciso da baby-gang
Polizia a Milano (LaPresse, 2019)

Tenta il suicidio perché è malato di slot machine, quindi un muratore 66enne parcheggia la sua auto nel cortile di una ditta a Pero, comune situato tra Milano e Rho, e la riempie di gas. Lascia la macchina accesa, collega un tubo allo scappamento dell’auto per riversare i fumo dello scarico nell’abitacolo, che pian piano si riempie. Si siede sul sedile e respira, cominciando a intossicarsi. Sono le 18 di sabato pomeriggio e si ritrova a parlare con la centrale radio. «La mia vita sarebbe a posto, solo che ho quel maledetto problema, e per quello sto rovinando la mia famiglia». Il poliziotto dalla centrale operativa della questura sente che l’uomo respira male e fatica a parlare, però capisce perché vuole uccidersi. Nelle sue frasi c’è la vergogna e il senso di colpa per quella dipendenza dalle macchine slot nei bar. L’agente lo tiene al telefono per prendere tempo, visto che non dice dove si trova e i colleghi devono localizzarlo. Tutto è cominciato da una chiamata al 112, come ricostruito dal Corriere della Sera.

MILANO, MALATO DI SLOT TENTA SUICIDIO IN AUTO COL GAS

Una persona chiede aiuto dopo aver ricevuto un messaggio dal fratello che gli faceva intendere di volersi suicidare, ma senza dire dove si trovasse. I poliziotti delle Volanti hanno cominciato a cercarlo, ma a casa non lo trovano. Rintracciano la compagna, che aveva ricevuto un messaggio nel quale diceva che l’amava, ma in tono malinconico. Era una frase di addio più che di amore. Con una procedura d’emergenza i poliziotti hanno localizzato le tracce del cellulare mentre l’uomo parlava con la centrale radio. Una volta trovata la posizione, arriva l’indicazione di massima urgenza per le Volanti. Due pattuglie partono con la sirena accesa e si ritrovano davanti alla recinzione di una ditta nella quale era riuscito a entrare perché ogni tanto fa qualche lavoro per i titolari. I poliziotti scavalcano il cancello e cominciano a cercarlo, poi notato un’auto accesa dietro un container. Aprono lo sportello, tirano fuori l’uomo che aveva già perso i sensi. Viene portato in ospedale da un’ambulanza: è ricoverato per una crisi respiratoria, ma non è in pericolo di vita. La polizia lo ha salvato in quarantacinque minuti.



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