Crosetto: “Macron e Stoltenberg non decidano linea della Nato”/ “Impossibile aumentare spese militari al 2%”

- Niccolò Magnani

La replica del Ministro Crosetto alla "bordata" di Stoltenberg sugli aiuti Nato: “non decide lui o Macron la linea dell'Alleanza". Dall'aumento delle spese militari alla libertà in Occidente

Crosetto, Nato Guido Crosetto, Ministro della Difesa al vertice NATO a Bruxelles (Ansa)

CROSETTO REPLICA A STOLTENBRG (E MACRON): “NON DECIDONO SOLO LORO LA LINEA DELLA NATO)

L’intervista del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha causato un autentico “terremoto” politico e geopolitico tra gli alleati in Occidente, con il Governo italiano in prima linea per stoppare l’intento di aumentare l’aspetto offensivo della difesa dell’Ucraina: intervistato da “La Stampa” il convalescente Ministro della Difesa Guido Crosetto fissa i paletti all’interno dell’Alleanza, confermando quanto già Meloni, Salvini e Tajani hanno espresso in queste ore. «La Nato si muove, si muoverà portando dei progetti, dei piani, delle idee, le spinte singole valgono a poco. È legittima l’opinione di Stoltenberg. Io ritengo che in questo momento sia sbagliato aumentare una tensione già drammatica che occorre aiutare l’Ucraina a difendersi perché non scoppi la Terza guerra mondiale», così ancora Crosetto in collegamento con il comizio elettorale di FdI a Torino presso l’Hotel Principi di Piemonte.

Nella mattutina intervista a “La Stampa” il Ministro in quota Fratelli d’Italia era stato ancora più netto contro l’uscita di Stoltenberg che intende rimuovere il divieto all’Ucraina di utilizzare armi occidentali per colpire sul territorio russo: «Non esiste un segretario Nato o una nazione che decide la linea per tutte le altre». La “linea rossa” ricordata da Crosetto non vale però solo per il segretario della Nato ma anche i vari Macron e tutti coloro che in queste settimane aumentano la tensione già altissima tra Mosca e Kiev ipotizzando l’invio di soldati occidentali per fronteggiare l’esercito di Putin.

«Manderemo i nostri soldati in Ucraina», diceva il Presidente francese ancora poche settimane fa, trovando la pronta opposizione del Governo italiano: «Occorre sì aiutare l’Ucraina a difendersi, perché se non la aiuti scoppia davvero la terza guerra mondiale. L’aiuto all’Ucraina serve a non fare scoppiare la guerra». Questo sostegno, tale aiuto, continua il Ministro della Difesa, deve essere ragionato e teso alla pace, ovvero «deve essere fatto in modo da lasciare aperta la possibilità della costruzione di una tregua immediata e la partenza di un tavolo di pace».

LE SPESE MILITARI E IL FUTURO DELLA DIFESA: PARLA IL MINISTRO CROSETTO

Il futuro della difesa per l’Occidente passa sì per lo sviluppo della Nato – con o senza Ucraina al suo interno – ma anche per quanto dovrà decidere l’Unione Europea dopo queste Elezioni 2024: «La Nato si muove, e si muoverà nell’incontro che avremo a Washington a luglio, portando dei progetti, dei piani, delle idee. Le singole spinte valgono poco», sottolinea ancora il Ministro Crosetto a “La Stampa”, non prima di aver accennato il tema non da poco dell’aumento delle spese militari richiesto ormai da tempo dai rappresentanti della Nato.

La decisione infatti non è del Governo, prova a spiegare il titolare della Difesa: da Letta a Conte, da Draghi a Renzi fino ora a Meloni, tutti si sono impegnati per raggiungere il 2% del Pil come fondi da destinare alla Nato. Ebbene, per Crosetto il problema è che con le regole attuali resta impossibile aumentare tali spese: «o togliamo le spese dal Patto di Stabilità o non ci arriveremo mai», ribatte il Ministro in quota FdI, appena uscito d’ospedale per un nuovo malore occorso la scorsa settimana. Il punto dunque è che l’Europa dovrà accettare di rimuovere il vincolo del Patto sul tema difesa, altrimenti – ammonisce Crosetto – «avremo grandi difficoltà». Accennando il tema delle grandi proteste in università sui temi della guerra e della pace, specie in Medio Oriente, il Ministro si lascia andare ad una considerazione: ricordando l’esempio di Papa Benedetto XVI a cui è stato impedito di andare a parlare all’Università La Sapienza di Roma, Crosetto replica «mi devono spiegare perché in Italia un prete non può entrare in un ateneo per portare la parola di Dio e un Imam è libero di parlare di Allah. Questo modo di affrontare la libertà a senso unico è preoccupante» e non solo, anche l’intera debolezza del pensiero occidentale nel «dover chiedere scusa di ogni cosa» è alquanto dannoso e suicida per la cultura bimillenaria che ci precede.







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