CTS: “Le Regioni ignorano le nostre linee guida”/ “Discoteche favoriscono movida”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il Cts punta il dito nei confronti delle Regioni “Ignorano le nostre linee guida”. Secondo il Comitato, adottato un comportamento in contrasto con le loro direttive

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Iss, Silvio Brusaferro e Giovanni Rezza (LaPresse, 2020)

E’ scontro fra il Comitato Tecnico Scientifico e le Regioni, in merito alle linee guida contenenti le misure anti-coronavirus. Lo si capisce chiaramente da quanto detto dal coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, che ha rilasciato quest’oggi un’intervista al quotidiano Il Messaggero, in cui sottolinea: «Si sta dimostrando che la modifica del titolo V della Costituzione, quando si deve affrontare un’emergenza nazionale, ha molti, molti limiti». In poche parole, secondo lo stesso Miozzo, l’autonomia regionale funziona fino a che non vi è una minaccia straordinaria che interessa tutto il paese, come appunto l’emergenza in corso. Miozzo comunque non “butta via tutto”: «Se devo parlare da coordinatore del Cts – ha proseguito – dico che il dialogo con le Regioni prosegue, non va tutto male, penso ai risultati importanti sulla capacità di individuare i focolai e tracciare i contatti dei positivi. All’inizio questo non c’era».

CTS VS REGIONI: “C’E’ PREOCCUPAZIONE”

Il coordinatore del Cts ha poi aggiunto, in merito allo “scostamento” regionale: «Diciamo che è un elemento di preoccupazione se le Regioni vanno contro i pilastri fondanti delle politiche che abbiamo immaginato contro il coronavirus, come mascherine, distanziamento, igiene. Sono pilastri assolutamente validi e non sostituibili». Sulla riapertura delle discoteche all’aperto, dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, il dottor Miozzo precisa: «Spero che le autorità politiche e locali si prendano le responsabilità perché ci sia sorveglianza prevista dalla norma. Sicuramente è uno degli ambiti associati alla famosa movida di grande preoccupazione». Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico erano differenti: «Esattamente, noi abbiamo dato delle linee generali importanti. Capisco che possa diventare difficile mantenere alta la sorveglianza e la tensioni in quelle aree dell’Italia in cui si ritiene che l’epidemia sia meno grave. Ma per noi il paese è uno, anche perché la mobilità interna, da regione a regione, è comunque importante, significativa, soprattutto nel periodo estivo. La nostra funzione è anche quella di prevedere che durante le ferie estive ci saranno spostamenti da regioni che hanno alta circolazione del virus a regioni in cui è bassa».

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