Direttore Uffizi, “Rubato dai Nazisti, restituitelo”/ Video, l’appello del tedesco alla “sua” Germania

Il Direttore degli Uffizi apre una diatriba per un capolavoro del Settecento e tuona: “È stato rubato dai Nazisti, restituitelo”.

01.01.2019 - Matteo Fantozzi
Quadro rubato dai tedeschi agli Uffizi, la lettera nazista

Il Direttore degli Uffizi apre una diatriba per un capolavoro del Settecento e tuona: “È stato rubato dai Nazisti, restituitelo“. La vicenda mette a confronto, in maniera un po’ singolare, il dirigente tedesco Eike Schmidt e la “sua” Germania a dimostrazione della grandissima professionalità con la quale sta svolgendo il suo ruolo. Ha spiegato nel dettaglio: “Rivolgo un appello alla Germania per questo 2019, ci auguriamo che nel corso di questo possa essere restituito alle Gallerie degli Uffizi il “Vaso di fiori” di Jan van Huysum rubato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e ora nella disponibilità di una famiglia tedesca che dopo tutto questo tempo non li ha restituito ancora al museo nonostante le tante richieste da parte dello Stato italiano”. L’opera è un dipinto di olio su tela che appartiene alla collezione di Palazzo Pitti dal 1824 quando fu acquistato per la Galleria Palatina dal granduca Leopoldo II. Rimase nella sala dei Putti per più di un secolo fino a quando nel 1940 la reggia fu evacuata e il quatro trasferito in ville del contado limitrofo. Nel 1943 era a Villa Bossi Pucci dove alcuni militari tedeschi in ritirata lo portarono via insieme ad altre importanti opere.

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Direttore Uffizi, “Rubato dai Nazisti, restituitelo”: la copia in bianco e nero

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha lanciato un appello alla Germania per farsi restituire nel 2019 un quadro rubato dai Nazisti. Per rendere il suo richiamo ancora più efficace ha deciso di collocare una riproduzione in bianco e nero del “Vaso di Fiori” di Jan van Huysum nella sala dei Putti di Palazzo Pitti dove questo era conservato fino alla Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di una stampa ottenuta da alcune fotografie del primo Novecento realizzate da Alinari. Questa riproduzione è stata completata con tre scritte, in italiano, tedesco e inglese, con scritto “rubato”. Schmidt ha sottolineato: “Saremo ben lieti di rimuovere questa memoria fotografica quando il quadro originale sarà restituito agli Uffizi. A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie le ferite della Seconda Guerra Mondiale e del terrore Nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere che sono state rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai proprietari legittimi”.

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