DA UK/ “Variante indiana, ecco cosa sappiamo e perché vacciniamo i teenagers”

- int. Alessandro Carabelli

Grazie ai contatti tra India e Regno Unito, si sta diffondendo in Gran Bretagna la variante indiana. Ecco il suo grado di pericolosità e la reazione nelle persone vacicnate

anticorpi monoclonali
(LaPresse)

C’è preoccupazione per la diffusione nel Regno Unito della variante indiana che tanta devastazione sta procurando in India. D’altro canto era inevitabile vista la grande comunità indiana che da più di cento anni vive nel paese. La variante colpisce, al momento, solo in alcune zone particolari, la più colpita è quella della città di Bolton dove si registra uno dei più alti tassi di infezione di tutto il paese.

Al momento, ci ha detto Alessandro Carabelli, ricercatore nell’Università di Cambridge e Research Lead per il Covid-19 Genomics Uk (Cog-Uk) Consortium, dove dirige un gruppo di ricerca che si occupa di identificare e caratterizzare nuove varianti del Sars-CoV-2, “è presto per dare valutazioni precise sul grado di pericolosità di questa variante. Sappiamo per ora che ha un grado di trasmissione paragonabile alla variante inglese e che le persone già vaccinate non si ammalano in modo grave da rischiare la morte”.

La variante indiana sembra essere più contagiosa di quella inglese che era già più contagiosa del normale virus. Ma la variante inglese si è potuta sconfiggere grazie ai vaccini; come si può fermare la variante indiana?

Va intanto detto che ci sono tre sottotipi diversi della variante indiana che sono B.1.617.1, B.1.617.2 e B.1.617.3, La variante di cui parlano oggi tutti è la seconda, il sottotipo 2. Nel giro di poche settimane abbiamo rilevato nel Regno Unito un aumento del numero di casi di persone infettate da poche decine a 2.580 casi. In Italia ci sono 49 sequenze che sono state depositate su Gisaid, una piattaforma online dove tutte le nazioni depositano le sequenze.

Qual è il livello di gravità di questa variante?

La variante B.1.617.2 è preoccupante in termini di trasmissibilità. Riteniamo con un certo grado di sicurezza che abbia un grado di trasmissione paragonabile alla variante inglese (la B.1.7.7). Non sappiamo ancora bene se sia più trasmissibile: i dati vanno guardati con cautela, anche perché ci sono tanti casi legati ai viaggi di ritorno dall’India. Bisogna capire quanto questi dati siano legati alla biologia del virus e non a ragioni epidemiologiche date dai contatti. Per capire se questa variante ha un vantaggio sulla variante inglese, sarà opportuno guardare come le varianti andranno a competere nelle stesse aree.

Le persone colpite dalla variante indiana sono persone non ancora vaccinate o erano già state vaccinate?

Le valutazioni sono ancora in corso. L’efficacia dei vaccini contro le varianti viene valutata su livelli differenti. Ci sono studi clinici condotti dalle case farmaceutiche e nel frattempo il numero di vaccinati a livello della comunità aumenta. In entrambi i casi, è necessario studiare con attenzione se ci sono individui vaccinati che infettati manifestano malattia. Parliamo di breakthrough infections, ovvero di quei casi per cui si “rompe” la barriera protettiva che dovrebbe crearsi grazie ai vaccini. Infine ci sono i test di laboratorio che permettono di valutare quanto il siero prelevato da persone vaccinate è in grado di neutralizzare questa o altre varianti del virus.

Cosa avete scoperto fino ad oggi?

Dal punto di vista dei test di laboratorio sembrerebbe che la capacità neutralizzante di alcuni sieri prelevati da individui vaccinati presenti una leggera diminuzione contro la variante indiana. Questo sembra dovuto alla presenza di una mutazione, la L452R, presente nella proteina Spike nella regione che lega il recettore espresso sulla superficie delle cellule umane. Stiamo cercando di capire le altre mutazioni che questa variante porta, come la T478K di cui sappiamo poco.

I dati reali invece?

I dati reali attuali sembra ci dicano che non ci siano grandi breakthrough infetctions sui casi rilevati, i 2.580 di cui dicevamo prima. Sappiamo dall’India di una casa di cura a Delhi dove 33 membri dello staff precedentemente vaccinati con AstraZeneca sono risultati tutti positivi. Nessuno di questi sembra essersi malato seriamente, questo ci dice che le vaccinazioni proteggono dalla malattia grave e dalla morte.

Il governo inglese come si sta muovendo?

In questa ottica il governo inglese ha deciso di estendere le vaccinazioni anche alle fasce più giovani; ad esempio a Bolton, una delle contee più colpite, ai ragazzi viene offerta la possibilità di vaccinarsi prima del turno previsto.

È vero che c’è l’intenzione di rallentare le riaperture?

Non è così, da noi le riaperture vengono effettuate su certi gradi di livello. In questi giorni è stato permesso di entrare nei bar e nei ristoranti. Il 21 giugno è previsto il calo di tutte le restrizioni. Naturalmente si procede per gradi per valutare come la variante indiana stia procedendo. Scienziati e governo guarderanno con attenzione i dati nelle prossime settimane. Il mio suggerimento è quello di attenersi comunque alle regole e ci auguriamo di non tornare alla situazione di lockdown.

(Paolo Vites) 

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