DAL BRASILE/ Il doppio vantaggio di Bolsonaro su Lula

- int. Luciano De Faveri

Il Brasile, nonostante una situazione Covid non del tutto risolta, sta crescendo economicamente. E le cose per Lula e il PT non si mettono benissimo

Bolsonaro coronavirus
Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile (Lapresse)

Nel momento difficile che stiamo attraversando, dovuto alla crisi della guerra Ucraina (pardon dell’occupazione russa dell’Ucraina), la geopolitica lascia un po’ in disparte il Continente latinoamericano, anche se c’è da dire che, proprio a causa della situazione e delle immense ricchezze di questa parte del nostro mondo, il cordone ombelicale che a lui ci lega (non solo storico) andrebbe riannodato perché, molto probabilmente, a causa del “nuovo” futuro che ci attende, la sua importanza rischia di essere cruciale, specie per il nostro caro “Vecchio Continente”.

In questo panorama il Brasile occupa un posto rilevante, essendo una tra le prime potenze economiche del mondo. E, che lo si voglia affermare o no, questa nazione appartiene alla ristretta cerchia di quelle che, pur con una situazione sanitaria Covid non ancora risolta, sta compiendo uno sviluppo economico davvero invidiabile.

Premetto: non sono un fan di Bolsonaro, però, al contrario di un mondo mediatico non solo italiano, che lo vede come una reincarnazione di Satana (o giù di lì) e continua a citare come Santo sulla Terra a Lula (che pure ha avuto i suoi meriti specie nei primi anni della sua Presidenza), il cui blocco politico (lui compreso) che ha detenuto il potere per più di un decennio è risultato di una corruzione veramente notevole, vedo come il Brasile, sotto la Presidenza Bolsonaro, abbia e continui a godere di una situazione positiva.

È oltretutto recente la conferma della condanna a 23 anni di carcere per l’ex Ministro e Presidente del PT (Partido do Trabalhadores) Josè Dirceu, tanto per confermare la situazione recentemente descritta: ma lasciamo a chi il Brasile lo vive da molti anni il compito di una analisi della situazione, ovvero il tecnico informatico e fotografo di origini veronesi Luciano De Faveri.

Ci può fare una panoramica sull’attuale situazione del Brasile?

In questo momento, secondo quanto riportano i principali media economici, il Brasile è una delle migliori economie al mondo: alcuni la piazzano al quarto posto per il Pil. Bisogna tener presente, Bolsonaro piacendo o no, che questo Governo non ha al momento nessun inquisito, ed è la prima volta che accade nella storia democratica del Paese. Questo ha fatto si che le casse dello Stato godano di una ricchezza mai vista e ciò ha consentito una serie impressionante di investimenti e soprattutto di terminare opere che da anni erano sospese. Certo i due anni di Covid hanno inciso negativamente, ma la ripresa è stata ed è veramente notevole, specie nelle esportazioni.

Quali sono stati in Brasile gli effetti del conflitto russo-ucraino?

Dobbiamo anzitutto tener presente due fattori: in Brasile è residente una fortissima comunità Ucraina, specie nel Sud del Paese, e poi il nostro Paese è parte integrante dei BRICS, insieme ad India, Cina, Russia e Sudafrica. Per cui non sono state prese sanzioni, quindi non ci si è allineati all’Occidente, ed è stata ribadita la sua storica posizione contro la guerra. Dal punto di vista dell’opinione popolare la maggioranza si è espressa contro l’invasione dell’Ucraina da parte dei russi, ma c’è anche chi, pure nella comunità ucraina, accusa apertamente il Governo attuale di filonazismo e critica gli Usa e l’Occidente in generale per l’invio di armi. La maggior parte dei media è però schierata, come nel resto dell’Occidente, sulle posizioni filo ucraine. Bisogna anche dire che, dal punto di vista economico, le relazioni con ambedue i contendenti del conflitto non sono importanti, dato che non vengono importati né grano dall’Ucraina, né gas o petrolio dalla Russia.

Nonostante in Italia l’informazione non sia circolata, la notizia della conferma della condanna di uno dei fondatori del Partido do Trabalhadores (di cui fa parte Lula), l’ex Ministro José Dirceu, nello scandalo denominato Lava Jato ha causato un grande clamore in tutto il Paese…

Lula e tutto il PT stanno tentando in tutti i modi di ribaltare la situazione politica, attraverso una forte campagna mediatica e soprattutto uno spot in cui Lula afferma di voler tornare al potere per metter fine a tutte le porcherie attuate da questo Governo perché lui ne vuole uno onesto, cosa che ha fatto ridere l’intero Paese. È ovvio che c’è una fetta della sinistra politica che ancora crede in Lula, soprattutto nelle sue potenzialità di creare alleanze politiche, ma i media loro alleati descrivono quotidianamente una situazione del Paese che corrisponde all’opposto della realtà. Se analizziamo professionalmente i sondaggi effettuati da alcuni media, troviamo che, in un Paese di oltre 220 milioni di abitanti, ne coinvolgono una percentuale insignificante, senza nemmeno comunicare le generalità degli intervistati. Oltretutto bisogna dire che ogni qual volta l’attuale Presidente si reca in ogni località del Brasile è circondato da folle di gente che lo acclama per quello che ha fatto. Di certo la condanna definitiva di Dirceu è stata accolta favorevolmente dalla popolazione e bisogna aggiungere a tutto ciò che, nonostante si tenti di affermare il contrario attraverso campagne mediatiche ad hoc, Lula ancora ufficialmente non si è candidato alla Presidenza, anche perché, sebbene uscito di prigione, i reati di cui è accusato sono ancora vigenti. Bisogna considerare pure che se dovesse ricandidarsi e perdere la elezioni, il PT praticamente sparirebbe dal panorama politico. 

(Arturo Illia)

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