DALLA GRECIA/ “Solo 60% di immunizzati, i vaccini hanno diviso cattolici e ortodossi”

- int. Antonio Voutsinos

In Grecia una nuova ondata di Covid ha raggiunto il picco di contagi dall’inizio della pandemia. E oltre 4 milioni di persone dicono no al vaccino

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LaPresse

La situazione in Grecia, come in molti altri paesi, per esempio la Russia e l’Ucraina, si sta facendo ogni giorno più drammatica. Il contagio da Covid è in costante aumento dalla fine dell’estate, ci ha detto in questa intervista padre Antonio Voutsinos, responsabile Caritas della Grecia: “Con il caldo sembrava che i contagi stessero diminuendo, ma da un mese a questa parte, da inizio ottobre, il Covid ha ricominciato a colpire in maniera massiccia.

Gli ospedali e le terapie intensive sono pieni, la situazione è gravissima, se continua così non sapremo come ricoverare i pazienti”. In Grecia solo il 60% circa risulta oggi immunizzato: “Almeno quattro milioni di persone non sono vaccinate”, spiega padre Voutsinos, “e il governo sta studiando nuove soluzioni per far fronte all’emergenza, ma se la gente rifiuta di vaccinarsi che cosa si può fare?”.

Com’è la situazione attualmente in Grecia?

Da un mese circa, da quando è finita la stagione calda, il virus ha ricominciato a circolare in maniera massiccia. Purtroppo in Grecia su 11 milioni di abitanti più di 4 milioni non hanno ancora fatto il vaccino.

Per quale motivo? Mancano i vaccini o è una scelta?

No, i vaccini ci sono, io personalmente ho già fatto anche la terza dose. Ma la gente non capisce, perché dice di aver paura del vaccino, non si fida. Non riusciamo a spiegarci le ragioni di questo atteggiamento: il vaccino è sicuro e nessuno è morto per il vaccino.

Si sono verificate manifestazioni di protesta contro il vaccino?

Sì, i cosiddetti no vax sono scesi per strada, hanno protestato. È una mentalità individualista, in cui si pensa solo a se stessi e non si capisce che vaccinarsi è un bene comune, perché impedisce la circolazione del virus. Siamo arrivati proprio nelle ultime ore al record di persone infettate da inizio pandemia, circa 6.700 persone, con 60 morti.

Quali sono le misure di sicurezza in Grecia? C’è l’obbligo della mascherina, esiste un green pass come in Italia? Nei ristoranti l’accesso è libero?

C’è l’obbligo di portare la mascherina, ma molte persone non la indossano. Per entrare nei ristoranti bisogna mostrare di essere vaccinati o almeno aver fatto il tampone, la stessa cosa nei negozi di abiti o di alimentari. Il governo sta studiando nuove misure di sicurezza, ma siamo preoccupati della reazione della gente, che non vorrà accettare nuove restrizioni.

I viaggi sono permessi? Turisti e stranieri possono entrare in Grecia?

Sì, non c’è alcun obbligo né alcun divieto di circolazione.

Lei pensa che davvero il governo prenderà misure per l’obbligo vaccinale?

Non ci credo molto. C’è il rischio di proteste, scontri, incidenti.

Come Caritas continuate il vostro impegno per la popolazione più debole?

Certamente, come Chiesa cattolica siamo sempre impegnati. Purtroppo non si può dire lo stesso della Chiesa ortodossa, che in Grecia è l’istituzione religiosa ufficiale.

Perché?

Le massime autorità ortodosse invitano la popolazione a vaccinarsi, ma ci sono alcuni metropoliti, ne conosco almeno tre (nella Chiesa ortodossa di lingua greca i metropoliti sono il corrispettivo dei vescovi della Chiesa cattolica, ndr), che si dichiarano pubblicamente contrari ai vaccini, influenzando così la popolazione. Anche molti sacerdoti della Chiesa ortodossa fanno lo stesso, generando un pessimo clima di divisione.

(Paolo Vites)

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