DALL’OLANDA/ Le misure di Rutte sono un flop, Il 56% chiede lockdown di 2 settimane

- Raffaele Magaldi

Aumentano i contagi in Olanda. Le misure di Rutte non hanno funzionato e il 73% è convinto che il governo le abbia introdotte con grave ritardo

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Reparto Covid (LaPresse)

OEGSTGEEST (Olanda) – Non sembra arrestarsi nemmeno in Olanda la crescita del numero dei contagiati da coronavirus (+10.211 i casi registrati nelle ultime 24 ore). Aumentano in maniera preoccupante anche i ricoveri in reparto (+110) e terapia intensiva (+45) e quello dei morti (+27), anche se l’incremento in questi casi è più oscillante. Con una popolazione di poco più di 17 milioni è quindi legittimo affermare che le misure varate dal governo di Mark Rutte due settimane fa non stiano avendo l’effetto desiderato: il premier aveva introdotto per la prima volta l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, la chiusura completa di bar e ristoranti (è consentita la consegna a domicilio), il divieto alla vendita di alcolici a partire delle 20, lo stop agli sport non professionistici e diverse limitazioni atte a evitare assembramenti anche nelle abitazioni private (limite massimo di tre ospiti per abitazione al giorno, escluso i bambini fino ai 12 anni di età).

Al di là dei dati assoluti riportati sopra, rimane significativo come sia elevata la percentuale di risultati positivi sul totale dei tamponi effettuati (14,4% l’ultimo dato ufficiale fornito dal governo olandese, in crescita). Alcuni media hanno fatto notare come le regioni con le scuole chiuse per le vacanze autunnali due settimane fa abbiano registrato in realtà un sostanziale rallentamento nell’aumento dei contagi, ma non è possibile stabilire una relazione diretta tra le due cose, non prima di avere i dati relativi alle regioni in cui le scuole hanno chiuso la settimana scorsa.

Lo scenario politico registra una perdita di consensi evidente per Thierry Baudet e i nazionalisti/populisti del Forum voor Democratie. Un calo causato evidentemente anche dalla scelta di minimizzare il problema Covid-19 nelle ultime settimane. In precedenza aveva fatto molto rumore un tweet dell’altro iper-nazionalista, Geert Wilders del Partij Voor de Vrijheid (Partito per la Libertà), che si lamentava con il premier Rutte affermando che le cure mediche degli olandesi venivano sospese in favore di quelle per gli immigrati: un’affermazione senza alcun senso logico che ha suscitato indignazione quasi unanime.

La frammentazione nell’opinione pubblica sembra essersi ridotta e nei giorni scorsi un sondaggio realizzato da Hart van Nederland registrava un dato estremamente significativo: il 73% degli intervistati si è detto convinto che il governo fosse in grave ritardo con l’introduzione delle misure di due settimane fa, e il 56% si è detto favorevole a un lockdown completo di due settimane per consentire al sistema di riprendere il controllo sul contagio.

A completare il quadro critico per Rutte e il suo governo è l’ultimo studio pubblicato dal Red Team (un’organizzazione indipendente di esperti in varie discipline scientifiche) in cui si mette in discussione la policy scelta dagli organismi governativi e si propongono diverse soluzioni di carattere generale per migliorare la situazione. Il Red Team critica principalmente la mancanza di trasparenza e chiarezza nella comunicazione, chiedendo un lockdown breve ma rigoroso che consenta al sistema sanitario di respirare e alla task force anti-coronavirus di mettere in piedi un sistema efficace nell’effettuare i test, tracciare i contatti e isolare tempestivamente i contagiati mettendo in quarantena i loro contatti diretti, oltre a provvedere al sostegno finanziario per tutte le attività danneggiate dalla chiusura totale. Il documento, di cui cercheremo di parlare direttamente con uno o più rappresentanti del Red Team nei prossimi giorni, è stato apertamente criticato da un membro dell’Outbreak Management Team olandese (Omt, il corrispondente del nostro Cts), il prof. Marc Bonten, microbiologo dell’Università di Utrecht.

Bonten è una figura controversa nel dibattito sul coronavirus soprattutto per aver sottoscritto il Memorandum John Snow, insieme a diversi membri dell’Outbreak Management Team, nonostante questo documento sia un forte atto d’accusa nei confronti delle scelte operate dalle autorità olandesi. Il documento stesso era stato inizialmente tradotto in lingua olandese omettendo le aperte critiche alle scelte orientate al raggiungimento dell’immunità di gregge.

È prevista per martedì 27 ottobre la prossima conferenza stampa governativa di aggiornamento sull’emergenza Covid-19. Al momento non filtrano informazioni significative, se non dichiarazioni sparse di parlamentari convinti che un’ulteriore stretta non sia ancora necessaria e che sia meglio tenere d’occhio i numeri nelle prossime settimane per poter giudicare solo successivamente l’efficacia delle misure più recenti. Il timore è che questi numeri saranno più influenzati dalle chiusure delle scuole per le vacanze autunnali che non da una reale efficacia delle misure governative. La speranza, invece, è che governo, Rivm (National Institute for Public Health and the Environment) e Omt  decidano di aprire un dibattito serio con gli esperti del Red Team, cosa che finora hanno sempre rifiutato di fare.

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