Daniel, vittima di bullismo/ “Mia madre si suicidò e mi dissero che era colpa mia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Daniel ha raccontato la sua storia di bullismo a Paola Perego, negli studi de Il Filo Rosso: ecco la sua drammatica vicenda

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Daniel, giovane vittima di bullismo (Il Filo Rosso)

La storia di Daniel è quella, purtroppo, di un ragazzo vittima di bullismo, come se ne sentono ormai fin troppe. L’ha raccontata lui stesso, ospite negli studi del nuovo programma di Rai Due, Filo Rosso, condotto da Paola Perego: “Io ero sempre abituato ad essere un ragazzo nuovo perchè cambiavamo spesso paese e scuola, quindi ero in grado di gestire l’entrata a scuola, trovare quei pochi amici che servono, ma quando mia madre si tolse la vita tornai a scuola, in seconda media, e non trovai amici pronti a darmi una mano”. Daniel, chiacchierando con Paola Perego, ha proseguito: “Mi ricordo l’evento più eclatante: dopo sei mesi di bullismo cercai i bulli chiedendo loro di ridarmi la libertà, e spintonai il capo branco; lui mi rise in faccia e mi tirò uno spintone tre volte più forte del mio. Caddi a terra e presi una craniata”. I bulli agivano in branco: “Non erano mai da soli, sono sempre in più contro una sola persona, ma da soli sono deboli. Il bullo è sempre quello più debole e credo che la famiglia debba accorgersene”.

DANIEL, VITTIMA DI BULLISMO: “AVEVO UNA GUERRA IN TESTA E A SCUOLA”

A Daniel era stato inculcato il fatto che fosse stato lui il responsabile del suicidio della mamma: “Sono arrivato alla fine delle medie che davvero pensavo che fossi io il motivo per cui mia mamma era morta, mi hanno inculcato questa idea e per anni non sono riuscito a liberarne, volevano sottomettermi in qualche modo, rendermi ancora più debole di quanto già non lo fossi. Provavo dolore quando mi alzavo per andare a scuola, dentro casa avevo una guerra nella mente e dentro scuola aveva una guerra nelle aule”. Paola Perego ha quindi chiesto come si sentisse oggi Daniel: “Mi fa un effetto ambivalente pensarci, da una parte ancora mi intimoriscono, un po’ mi mettono ancora paura, mi ricordo cosa mi hanno fatto e come mi hanno fatto sentire, dall’altra, mi sento più forte, perchè io sono qui e l’ho superato”. Il finale è dedicato alla nonna Vera: “Per me è tutto, mi ha salvato la vita, lei c’è sempre stata e c’è sempre”.

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